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Numero 49 | 30 gennaio 2026

Corso di perfezionamento domini collettivi

Un’occasione di approfondimento delle realtà dei Domini collettivi


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Le Proprietà collettive del Nordest d’Italia e, in particolare, le problematiche inerenti al loro accertamento e alla loro gestione saranno al centro del primo “Corso di Perfezionamento e Aggiornamento Professionale in Domini collettivi”.

L’innovativo percorso formativo sarà proposto, nei mesi di febbraio e marzo, dal Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Verona, con il sostegno dell’Associazione provinciale delle “Asuc” trentine.

Il ciclo di 10 incontri sarà erogato a distanza (tramite la piattaforma Zoom), per favorire la massima partecipazione degli amministratori di Domini collettivi, ma anche di amministratori comunali e funzionari pubblici, oltre che di studiosi, ricercatori e studenti della complessa realtà degli Assetti fondiari collettivi italiani, definitivamente riconosciuti dall’ordinamento statale grazie alla Legge costituzionale 168 del 2017.

Un ulteriore incentivo alla partecipazione al Corso è il modico prezzo d’iscrizione, contenuto in 200 euro da versare contestualmente all’iscrizione, che sarà possibile effettuare fino all’8 febbraio (con informazioni e modalità illustrate al link: https://www.corsi.univr.it/?ent=cs&id=1399&menu=home&lang=it 

Al termine dei primi otto moduli in modalità da remoto, è previsto un ultimo modulo di approfondimento sulle fonti archivistiche, con visita in presenza presso l’Archivio di Stato di Verona.

Dominio collettivo San Marco - elezioni
Dominio collettivo San Marco – elezioni

Accertamento e gestione delle Proprietà collettive

Il Corso affronterà i seguenti temi: Profili storico-giuridici dei Domini collettivi (27 febbraio); La disciplina giuridica dei Domini collettivi (2 marzo); Liquidazione e accertamento (6 marzo); Modelli di gestione dei Domini collettivi (9 e 13 marzo); Analisi economica (16 marzo); Regime dei beni (20 e 23 marzo); Domini collettivi, ambiente e paesaggio (27 marzo).

L’attività didattica sarà introdotta dal professor Leonardo Pastorino, direttore del corso, e dall’avvocata Elisa Tomasella, tutor referente per la didattica (tomasellae@gmail.com – 0437 949784), già nota e apprezzata anche in terra friulana per aver patrocinato vari Domini collettivi nel Medio Friuli, in Carnia e Val Canale.

Fra i docenti, spiccano i nomi di illustri accademici, protagonisti abituali delle Riunioni scientifiche del Centro studi e documentazione sui Demani civici e le Proprietà collettive dell’Università di Trento (Matteo Cosulich, Geremia Gios, Giorgio Pagliari, Raffaele Volante e Christian Zendri), nonché affermati professionisti e tecnici (Francesco Dalla Balla, Lorenzo Chiarelli, Matteo Nicolini, Stefano Occhipinti e Paola Gatto). Ogni modulo avrà due relatori, che proporranno le proprie lezioni rispettivamente dalle 17.30 alle 19.30 e dalle 19.30 alle 20.30.

La visita in presenza all’Archivio di Stato di Verona, in programma lunedì 30 marzo, per il modulo dedicato alle Fonti archivistiche, sarà guidata da Lucia Masotti e da Gianmarco Lazzarin.

 «La modalità di erogazione della didattica a distanza e la contenuta quota d’iscrizione rendono la proposta formativa decisamente praticabile anche per le Comunità più fragili» – sottolinea l’Alleanza friulana Domini collettivi, nella circolare con cui sta pubblicizzando, in Friuli e nel Carso triestino, il corso dell’Università di Verona.

Dominio collettivo direttivo Liaries 2021
Dominio collettivo direttivo Liaries 2021

Spazio anche alle realtà regionali

I temi centrali dell’accertamento e della gestione saranno affrontati facendo riferimento soprattutto alle realtà del Nordest d’Italia e, dunque, anche alla nostra realtà regionale».

Le numerose Comunità titolari di Proprietà collettive del Friuli e del Carso, secondo l’Alleanza friulana Domini collettivi, oltre a prevedere delle «Borse di studio speciali per studenti e giovani ricercatori dei propri territori», «non dovrebbero perdere l’occasione di proporre tale opportunità agli amministratori dei rispettivi Comuni e ai funzionari pubblici di ogni grado e settore che, tanto spesso (nel migliore dei casi), brancolano nel buio quando debbono occuparsi delle nostre questioni».

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