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Questo luogo. Perché e per cosa


Il primo numero di una iniziativa editoriale, piccola o grande che sia, con qualsiasi media, deve ospitare inevitabilmente l’illustrazione dei motivi e degli obiettivi dell’impresa. Non vogliamo sottrarci al dovere.
Proprio di recente si è realizzato il passaggio di proprietà di due quotidiani regionali dalle mani di una società parte a sua volta di gruppi finanziari e industriali globali, a proprietà detenute da alcuni imprenditori con diverse attività radicate nel tessuto socioeconomico locale.
Per quanto la vendita dei quotidiani sia costantemente in calo, come evidenziano tutte le ricerche di mercato, incidendo anche sulla redditività dell’investimento, è chiaro a tutti che l’informazione non è una merce qualsiasi.
Soprattutto in periodi come questi, nei quali sempre meno esistono attivi corpi intermedi, partiti, sindacati o associazioni economiche di qualsiasi genere, in grado di rappresentare in modo realmente partecipato e condiviso il corpo di iscritti o associati, consultati in modo regolare nei luoghi deputati.
Sempre più spesso le cariche pubbliche, nelle istituzioni ma non solo, sono una carriera e non un servizio, un potere da conservare. Quindi chi crea consenso è sempre più importante, mano a mano che decresce il numero dei partecipanti alla vita sociale e politica e che il consenso ha una dimensione personale e non è determinato dall’adesione convinta a progetti condivisi se non, addirittura, costruiti insieme.
Non per niente siamo all’ipotesi di elezione diretta del presidente del consiglio, e alle richieste di prolungare le possibilità di mandati elettivi, e all’accumulo di cariche in enti camerali, culturali o economici che siano.

Formazione, organizzazione, politica

Al Patto per l’Autonomia nei mesi scorsi è capitato qualcosa di diverso. Almeno parzialmente, e vogliamo prenderlo come un segnale positivo, un’opportunità da coltivare.
È capitato che prima e durante la tornata elettorale regionale ed amministrativa di quest’anno, il lavoro svolto nella legislatura regionale conclusasi è stato apprezzato in modo inatteso e diffuso. Questo ha consentito la presentazione di liste aperte ad altri soggetti politici civici, regionali e locali, a persone con competenze, esperienze e passioni civili. Il risultato è stato più che positivo. Esiste ora una rete di rapporti che può darsi luoghi di dialogo e di azione, di costruzione di pensieri ideali e politici, di formazione di nuove identità, di determinazione di obiettivi di resistenza e di innovazione dentro la nostra dimensione regionale e insieme ultraregionale.
Questo tentativo di periodico online è, sarà, allora un tentativo di costruire un perimetro, largo, permeabile, riverificabile, di conoscenze, opinioni, condivisioni di questa rete, per ampliarla ancora.
Non (solo) informazione, non (solo) approfondimento, ma ricerca di contributi e punti di vista, organizzazione del dialogo, costruzione di luoghi di decisione e di iniziativa economica, sociale, culturale, politica. E recupero di passione, partecipazione, speranza. E, infine, costruzione di consenso gestito e rappresentato da soggetti politici liberi e autonomi dal mondo delle disinformazioni e delle informazioni interessate.
“Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”: siamo convinti che solo soggetti così concepiti potranno rendere effettiva la democrazia repubblicana prevista dalla Costituzione. A questo vorremmo contribuire. 

Qui ed ora

Poi c’è il tema dei perimetri e delle geometrie variabili.
Si tratta di scegliere gli argomenti da seguire, quelli da tralasciare e quelli da rinviare.
E ancora di ricercare, trovare, (ri)attivare, persone, saperi, convincendo che vale la pena arricchire assieme uno strumento dalle molte possibilità, versatile anche negli strumenti che può utilizzare.
E poi saper maneggiare le priorità; e poi, questo sarebbe il massimo, riuscire a trasformare ragionamenti, intuizioni, proposte, in azione e iniziativa vuoi istituzionale, vuoi territoriale, sociale, culturale.
Ricordandosi di essere modesti artigiani…
Ci può aiutare in questa impresa la natura di questa nostra regione.
Una regione complessa, adriatica, montana e di pianura. Policentrica ma con la mancanza di un chiaro governo territoriale. Economie agricole e industriali, commerciali e turistiche. Luogo dell’economia globale come di economie autocentrate. Attraversata da logistiche energetiche e commerciali. Area di confine ma transnazionale. Di nuovo rilevante piattaforma militare. In transizione demografica difficile per le generazioni e per le comunità originarie e quelle in formazione. Una regione europea e italiana inserita nelle crisi di identità di entrambi i poli istituzionali. Nel bel mezzo del riscaldamento globale…
Una regione speciale e tanto da fare per capire come fare politica, per bene, al meglio. Facciamoci gli auguri!

Elia Mioni, direttore editoriale de “il Passo Giusto”
Massimo Moretuzzo, segretario del Patto per l’Autonomia

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