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Gorizia - Galleria Bombi
Gorizia – Galleria Bombi

Nova Gorica e Gorizia. Collegarle o lasciarle separate?


Giornata di tardo inverno, forse già un po’ primaverile. Qualche raffica di bora e qualche pozzanghera ancora ghiacciata dalle temperature basse della notte. Le nuvole sopra la Castagnevizza si stanno aprendo ai raggi di sole che rendono la mattinata più calda e più piacevole.

»Andiamo a prendere una cioccolata calda in piazza Travnik,« propone la mia figlia di 9 anni. »Non è una proposta sbagliata,« penso, »tra l’altro potrò sfogliare i giornali e magari prendo anch’io una cioccolata e una brioche al pistacchio.« Trascino anche il figlio via dallo schermo del computer, ci mettiamo le scarpe e le giacche e partiamo a piedi dal Rafut verso il centro di Gorizia.

Abbiamo fatto la stessa strada già tantissime volte, forse nelle ultime settimane un po’ meno, probabilmente perché ci davano fastidio i continui lavori, strade e marciapiedi interrotti, polvere e fango dapertutto. Adesso che il GO2025! è finalmente qui, speriamo che abbiano finito almeno la maggiorparte.

Passando per il confine al Rafut, svoltiamo verso sud, prendendo il marciapiede trasformato un paio d’anni fa’ in maniera un po’ forzata in una ciclabile. Non è il massimo, ma ci può anche stare. Proseguiamo ed appena passato il confine, notiamo una coppia di coniugi che sembrano cercare qualcosa e non sembrano essere della zona. Chiedo se stavano cercando qualcosa e se posso in qualche modo aiutare.

Ho indovinato, sono turisti, provengono dal Veneto e stanno cercando il centro città. Li invito a seguirci. Cominciamo a parlare, mi chiedono molte cose sulle due città e su GO2025!. Notano il mio accento »non-italiano« e spiego che abito qualche centinaia di metri »oltre«, in Slovenia.

Il primo tentativo di accesso al centro non va a buon fine: ci approcciamo alla Galleria Bombi – chiusa purtroppo per i lavori già da tempo e che non sembra destinata a riaprirsi a breve nonostante la meravigliosa cerimonia di apertura e le tante telecamere in giro per la città. Bene. Faccio un respiro profondo, continuiamo, proviamo l’altro accesso. La passeggiata per il parco del Castello. Ci avviamo al sentiero e – stop – il cartello ci informa che è chiuso anche quello. »Ma papà,« protesta mio figlio, »si può anche andare, solo alla fine si deve fare un po’ d’arrampicata«.

Perfetto, andiamo avanti. Il terzo tentativo finisce con successo, ma se non sei un abitante locale, non lo puoi sapere in nessun modo: presso un cortile industriale svoltiamo a destra prendendo la »Salita Monte Verde« e con un po’ di fatica riusciamo a raggiungere la porta del Castello. 

Qui i nostri percorsi si dividono. Con un po’ d’imbarazzo – che Capitale della Cultura è, se si può a malapena raggiungere il centro città – do’ le spiegazioni ai coniugi su che cosa vedere più tardi, finita la visita al castello.

Galleria Bombi chiusa, ma nessuno ne parla

Qui sorge il primo simbolico punto di domanda su GO2025!. Ma ci rendiamo conto che la Galleria Bombi è un importante punto d’incontro, un passaggio non solo simbolico, ma un’autostrada ciclopedonale che collega in maniera diretta, sicura ed ininterrotta le Piazze di due Città – il Bevkov Trg ed il Travnik/Piazza Vittoria. Un passaggio che ho usato numerose volte per andare da solo o con la famiglia dalla mia casa al centro o al Kinemax. Vi si puo andare in bicicletta in piena sicurezza e ci vogliono pochi minuti da una piazza all’altra, passando per tanti luoghi interessanti che collegano le piazze – il viale dei famosi di Erjavčeva ulica, il tunnel di Castagnevizza e il valico del Rafut con due musei di frontiera e l’accesso alla villa Lasciac. E, per l’apertura di GO2025! questo ponte, questo collegamento cruciale e molto utilizzato – rimane chiuso e nessuno ne parla?! E nessuno chiede quando verrà riaperto e perche non lo è! Basta che le telecamere non ci arrivino.  Poi l’ascensore fatto a metà, un altro discorso che preferisco evitare. Si lascia così i ciclisti e i pedoni alle stradine molto meno sicure e adatte per loro, per arrivare dopo diverse curve, rotonde e clacson in Piazza Vittoria/Travnik. 

Dopo la meritata cioccolata e il brioche al pistacchio riesco in qualche modo a convincere i figli che camminare faccia bene alla salute e alla fine andiamo a vedere anche la nuova »Stazione della Transalpina« ovvero la »Železniška postaja« di Nova Gorica. Proseguiamo per Via Carducci e Via Favetti e già che siamo lì, decidiamo di fare una piccola deviazione per Via Della Cappella.

… così la via della Cappella

La Via della Cappella è – o meglio – era la mia via preferita di Gorizia/Nova Gorica. L’ho conosciuta del tutto a caso nel 2008, subito dopo l’abolizione dei controlli al confine e subito dopo che, ciclista devoto, mi ruppi la clavicola in una caduta, essendo stato poi costretto a camminare. Così infilai per la prima volta questa stradina magica, circondata dalle case fitte alla vecchia maniera, ma ancora di più mi impressionò la pavimentazione, fatta dai sassi rotondi isontini, già meta coperti di muschio e dalle erbe. E, salendo più in avanti, la stradina finiva, ma dopo l’abolizione del confine qualcuno aveva rimosso la recinzione, riaprendo la vecchia carreggiata verso Castagnevizza. Nel 2008, c’era ancora un cartello arrugginito, dove stava scritto »A breve distanza – linea di confine«. Dopo il cartello si proseguiva per un sentiero con boscaglia, ma ancora in buono stato, che collegava la città con la »Cappella«. Che bellezza.

Eccoci al secondo punto simbolico d’incontro tra le due città e di ricollegamento dei vecchi percorsi. Ma anch’esso per il GO2025! non è preparato. La pavimentazione che è sopravissuta per tanti decenni è stata tolta, la »nuova« Via della Capella rimane rifatta a metà, con i mezzi in manovra, infangata, impolverata – un cantiere. E di nuovo – nessuno ne parla. Un altro simbolico luogo di collegamento trascurato e rovinato che non sembra avere nessuna importanza. E anche quando la Via della Cappella verrà rifatta, perderà buona parte del suo fascino.

… e il corso del Corno/Koren

Prendiamo la direzione della Ferrovia. Da Via Corsica attraversiamo Via San Gabriele e prendiamo il piccolo tratto della pedonale dell’ex letto del Corno lungo Via dei Catterini. Anche lì ci saluta un luogo buio, sporco, privo di contesto nello spazio, senza l’inizio e senza la fine. Nessuno ci va perche inizia nel nulla, dietro ad una abitazione anonima a pochi passi del confine, ed anche finisce nel nulla, bruscamente, sotto il ponte in Via San Gabriele, protetto da una rete arancione da cantiere.

Ed eccoci al terzo punto simbolico di collegamento, il torrente Corno/Koren, il ruscello che sorge sotto il monte San Gabriele/Škabrijel e si versa nell’Isonzo presso Straccis, dovrebbe significare un filo comune tra le due parti della città. Abbiamo perso un’occasione brillante di creare un percorso naturalistico/culturale lungo l’intera tratta del torrente, da Nova Gorica a Gorizia. Che rimanga ovviamente sottosuolo, ma si potrebbe seguire il percorso sotterraneo segnalandolo in superficie – per esempio con delle pietre di pavimentazione di un colore diverso e facilmente notabile, arrichito con le segnalazioni, cartelli, curiosità. Sarebbe una vera meraviglia seguire dall’inizio alla fine il torrente che unisce le due città. E invece? Niente.

Il Capodanno del 2026 come sarà?

Finalmente arriviamo alla fine della nostra passeggiata. Almeno la Piazza Transalpina con l’edificio imponente della Stazione sembra bella e con le finiture delicate e ben pensate. Il sottopassaggio è munito anche del tratto per i ciclisti, fatto con il pavimento più ruvido che permette di restare in sella invece di scivolare. Bello!

Però tutto il resto è ancora da fare. Tutto intorno alla Stazione rimane un cantiere. Che, a differenza del cantiere della stazione, che prima della cerimonia sembrava avvicinarsi alla fine dei lavori, sembra rimanere sempre uguale.

Non è che il calcestruzzo, il pavimento o l’asfalto nuovo facciano tanta differenza. Quello che conta è il collegamento vero delle due amministrazioni, il coraggio di fare le strade del futuro assieme, ideare e iniziare progetti che nessuno abbia pensato prima. Però come facciamo a superare i muri tra di noi, se i luoghi simbolici del collegamento – invece di brillare – rimangono trascurati e dimenticati?

Per finire, mi faccio una domanda retorica: prima del Capodanno 2026, il programma ufficiale di GO2025! sarà già terminato. Come si svolgeranno allora le festività natalizie? Si farà un programma comune con il conto alla rovescia ed uno spettacolo unico in Transalpina o rimarrà tutto distinto e diviso come prima? Oso chiedere troppo? 

Gorizia – Sentiero al Castello da Via Giustiniani.
Gorizia - Tombatura del corno Koren
Gorizia – Tombatura del corno Koren
Gorizia - Via della Cappella.
Gorizia – Via della Cappella.
Gabrijel Fišer
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Consigliere comunale di Nova Gorica, lista civica Goriška.si.

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