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palazzo governo trieste

Una Giornata dell’Autonomia


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Alle volte coincidenze casuali rendono evidenti verità nascoste. Ci è accaduto in questi giorni. 

Prima ricordando l’anniversario della promulgazione dello Statuto speciale di autonomia della nostra Regione, il 31 gennaio del 1963, con un interessante ed utile incontro tenutosi a Sedegliano, presso l’Archivio Tessitori, paese natale di uno dei “padri” di questa nostra Regione. E poi con l’incrocio nei lavori parlamentari fra la definitiva approvazione di una modifica statutaria volta a reintrodurre le Province nell’ordinamento delle nostre autonomie locali con la seconda lettura di un insieme di modifiche statutarie della Regione Trentino – Sud Tirolo, ben più corposa e qualificata.

Senza dover riprendere gli spunti di interesse storico e di attualità politica emersi dalla conferenza di Sedegliano, che è possibile seguire per intero qui, è bene comprendere a pieno le differenze fra le due prospettive che queste modifiche comportano.

Da una parte, da noi, si intende rimettere mano – per l’ennesima volta – ad una ristrutturazione del sistema delle autonomie locali caparbiamente indirizzata al ripristino delle vecchie Province. E questo percorso già si annuncia con rischi e pericoli.

In primo luogo, e diversamente dalla passata abrogazione delle stesse Province avvenuta con voto unanime, si intende andare avanti a colpi di maggioranza su un modello che di per sé richiederebbe il massimo di consenso per dare garanzie alle nostre comunità di non essere di nuovo e ancora una volta rifatto fra qualche anno. E poi tutto lascia intendere che lo si farà senza aver fatto nessun bilancio delle attuali forme di collaborazione fra i Comuni (UTI e Comunità di Montagna), senza ricorso a inchieste e studi sulla situazione in tanti casi al limite dell’esistenza in vita dei piccoli Comuni, senza aver fin qui manifestato alcuna visione d’insieme del governo complessivo delle nostre comunità e senza nemmeno avere indicato un’idea di cosa si vorrebbe fossero i nostri Comuni da qui a dieci anni.

Chi fa sul serio

Dall’altra parte, Trento e Bolzano, stanno portando a casa una lunga e qualificata lista di nuove competenze. Ce le spiega qui Roberto Pinter, già vicepresidente della Provincia trentina e componente della loro Commissione paritetica Stato – Regione. Si va dal governo del territorio alla normativa di servizi e forniture, alla gestione anche contrattuale dei lavoratori pubblici, dalle derivazioni idroelettriche alla gestione di servizi pubblici d’interesse locale. E si sta cercando inoltre di costruire ulteriori garanzie che nel percorso di modifica dello Statuto il rapporto fra il Parlamento ed i Consigli provinciali sia sostanzialmente paritario e non ci siano spazi per forzature unilaterali, o peggio ancora di riduzione a sorpresa degli strumenti democratici. Noi invece siamo riusciti ad eliminare dallo Statuto la possibilità del referendum confermativo delle modifiche alle leggi elettorali, con un banale ordine del giorno approvato solo a maggioranza e in extremis dal Consiglio regionale e recapitato a rotta di collo all’Aula parlamentare. – qui

Si manifesta anche su vicende di questo rilievo una sottovalutazione, un disinteresse verso la nostra specialità e la nostra autonomia che ben si evidenziano quando ricordiamo gli impegni assunti dalla maggioranza e dal Presidente della Regione riguardo agli obiettivi ed ai metodi di lavoro della nostra Commissione mista paritetica Stato – Regione, l’organismo deputato a costruire le norme di attuazione ed il consenso per la loro promulgazione. 

Per una completa informazione al riguardo pubblichiamo a fianco la Risoluzione approvata dal Consiglio regionale e ricordiamo la cruda realtà. La Commissione non è mai stata audita in sede consiliare, in violazione del regolamento interno del Consiglio regionale che prevede una convocazione almeno semestrale. La Risoluzione sulle linee di indirizzo politico alla componente regionale della Commissione, approvata quasi all’unanimità dal Consiglio regionale e volta a rivendicare nuovi spazi di autonomia, non ha avuto ad oggi alcun seguito.

Argomenti che riguardano tutti

Questa grande differenza d’impostazione per una questione dirimente come il mantenimento, l’aggiornamento e il rafforzamento degli Statuti non è solo cosa che riguarda giuristi politici e burocrati, riguarda direttamente le nostre comunità e la possibilità di intervenire meglio e più rapidamente sui loro bisogni e sul loro futuro.

Sappiamo che dietro a questa diversa attenzione e capacità ci sono diverse situazioni politiche. Da un lato c’è principalmente un forte e radicato partito di raccolta nazionale, la SVP, che come sempre tratta con i partiti italiani puntando alla crescita dell’autonomia locale. Dopo che i risultati elettorali locali l’hanno costretta ad accordi con la destra italiana avrà così un suo vantaggio. Dall’altra invece c’è una Lega che ha abbandonato ogni attenzione regionalista e territoriale, e qui da noi continua a flirtare con le folate “nordestine” prima con Zaia ora con Stefani.

Come è stato detto con chiarezza anche a Sedegliano bisogna ricostruire quel clima culturale e politico che riapra una grande stagione di dibattito e realizzazioni per la democrazia e per le autonomie. Anche per questo c’è l’idea che, come a Trento e Bolzano, sarebbe necessario istituire una Giornata dell’Autonomia, dedicata al nostro Statuto speciale, alla storia della sua nascita, alle sue potenzialità, al suo futuro. Un’idea nata a Sedegliano.

Deliberazione n. 27 del 14 maggio 2024 approvata a maggioranza dal Consiglio regionale

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Elia Mioni
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Direttore editoriale del Passo Giusto

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