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Galleria Bombi - Gorizia
Galleria Bombi – Gorizia

Perché la vicenda della Galleria Bombi è esemplare


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Non disturbare il conducente: questo è il messaggio veicolato nemmeno troppo velatamente dalle reazioni di chi oggi amministra Gorizia all’aver sollevato una palese illegittimità. Questo non è considerato un atto dovuto, ma una azione di sabotaggio del futuro della città da parte di chi le vuole male.

Non sono coloro i quali le regole le violano a volerle male, ma quelli che esigono il loro rispetto. Il mondo al contrario, ma ormai è un copione noto. Qualsiasi questione sollevata, che sia pratica o simbolica, si è accusati di guardare indietro e non avanti. La verità è che guardiamo a un futuro in cui, sperabilmente, vi sarà un’alternanza della classe dirigente, necessaria per qualsiasi buona amministrazione. 

Guardiamo a un futuro in cui l’amministrazione sia davvero una casa di vetro, ma con i vetri puliti, dai quali la luce riesca a passare. Un futuro in cui chiedere gli atti non è percepito come una rottura di scatole ma come esercizio di cittadinanza attiva. Un futuro in cui, prima di decidere su un’opera, si pensi al suo impatto sociale e ambientale, ai costi per la sua manutenzione, alle ricadute sul territorio, alla sua compatibilità con leggi e regolamenti amministrativi. Un futuro in cui si anteponga alla gloria personale, la coerenza delle scelte amministrative e lo sviluppo organico di un territorio.

Galleria Bombi - Gorizia

A proposito di coerenza e sviluppo organico…

Veniamo al nocciolo della questione: la famosa o famigerata Dag, Digital Art Gallery, ovvero Galleria Bombi a Gorizia.

Sarebbe stato auspicabile poterla affrontare nel luogo più adatto, ossia il Consiglio comunale. Tuttavia, i diversi tentativi fatti in tale sede sono caduti nel nulla, così come le ripetute richieste di accesso agli atti. 

La recente apertura dell’esposizione multimediale nella Galleria Bombi ha riacceso il dibattito sul corretto utilizzo di un bene pubblico di grande rilevanza per la mobilità urbana di Gorizia. Il tema non è l’opera in sé, né il valore culturale e turistico dell’iniziativa, ma la sua compatibilità giuridica e funzionale con la destinazione d’uso della galleria e con gli interessi collettivi che essa è chiamata a servire.

La Galleria Bombi è un bene del demanio statale, concesso in locazione al Comune di Gorizia nel 2021 esclusivamente per finalità di viabilità ciclo-pedonale. Il contratto è chiaro: 

Ogni diversa utilizzazione, qualora preventivamente non concordata tra le parti, comporterà la risoluzione immediata del contratto ai sensi dell’art. 6 del D.P.R. n. 296/2005. Le eventuali diverse destinazioni concordate, in ogni caso, determineranno una nuova quantificazione del canone di cui al successivo art. 4. 

A oggi, né il Comune né il Demanio risultano aver adottato atti che modifichino o amplino formalmente tale destinazione.

A esplicita richiesta al Comune, alcuna risposta è arrivata. L’Agenzia del Demanio ha invece risposto e confermato ufficialmente pochi giorni fa l’assenza di un accordo preventivo per una diversa utilizzazione.

Galleria Bombi - Gorizia

Decisioni consolidate che non potevano essere sconosciute

Parallelamente, l’interesse pubblico al mantenimento della funzione ciclopedonale della galleria è ampiamente sancito dagli strumenti di pianificazione. Il Biciplan comunale, adottato dalla Giunta nel novembre 2024, individua il tracciato della Galleria Bombi come parte integrante della rete ciclabile primaria urbana, in continuità con la ciclovia regionale FVG3 e con il percorso transfrontaliero verso il valico del Rafut. Questa impostazione non è nuova: è coerente con deliberazioni comunali risalenti al 2012 e con progetti finanziati nell’ambito della cooperazione Italia–Slovenia, che hanno dato vita a un itinerario ciclabile strategico per la città e il territorio. Sulla compatibilità tra struttura multimediale e Biciplan è stato interrogato l’assessore competente nella seduta consiliare dello scorso primo dicembre 2025, senza ottenere risposta.

Anche i consistenti finanziamenti pubblici impiegati negli ultimi anni – fondi PNRR e risorse regionali – confermano questa finalità. Gli interventi di manutenzione straordinaria, consolidamento strutturale e riqualificazione urbana della galleria sono stati giustificati e finanziati con obiettivi espliciti: recupero del patrimonio storico, sviluppo socio-economico e potenziamento della mobilità pedonale. La stessa finalità è richiamata nei finanziamenti per l’infrastruttura multimediale.

Tuttavia, la trasformazione della galleria in spazio espositivo ha comportato una compressione rilevante dell’uso pubblico: accessi contingentati, uso di QR code, divieti al transito anche con bici condotta a mano, chiusura notturna e fasce orarie fortemente limitate. Si tratta di restrizioni che incidono su un bene destinato alla libera circolazione e che, in assenza di un titolo patrimoniale e amministrativo adeguato, sollevano seri profili di legittimità.

Ingresso Galleria Bombi - Gorizia

Il buongoverno delle comunità avviene nel rispetto delle norme

L’uso dei beni pubblici deve avvenire nel rispetto delle norme che li disciplinano e delle destinazioni fissate dalla legge, dai contratti e dagli strumenti di pianificazione. La valorizzazione culturale e turistica della città è un obiettivo condivisibile e auspicabile, ma non può realizzarsi sacrificando un interesse pubblico primario come la mobilità sostenibile, né attraverso utilizzi non coerenti con i vincoli esistenti.

Per queste ragioni la realizzazione dell’opera multimediale e la sua apertura al pubblico paiono in aperta violazione del titolo di utilizzo detenuto dal Comune, ovvero la locazione vigente con l’Agenzia del demanio FVG n. 892 Reg. Conc./Locazioni dd. 15.11.2021 e, di conseguenza, anche le Ordinanze della Polizia Locale di Gorizia n. 6237/2025 dd. 15.12.2025 e n. 6237-bis/2025 dd. 17.12.2025, che limitano il pieno, esclusivo utilizzo a viabilità ciclo pedonale.

In attesa di un’eventuale e formale regolarizzazione del titolo di utilizzo della Galleria Bombi da parte del Comune, sarebbe auspicabile venisse ripristinato il libero accesso alla galleria per ciclisti e pedoni, nel rispetto della sua funzione originaria e attualmente in vigore.

Allo stesso tempo, è fondamentale che eventuali futuri accordi con il Demanio non comprimano così severamente i diritti e gli interessi di chi utilizza quotidianamente la galleria, interessi oggi chiaramente tutelati da strumenti programmatori come il Piano del traffico e il Biciplan, interessi legittimi che potrebbero essere fatti valere in sede giurisdizionale.

Valorizzare la città sì, dunque, ma senza derogare alle norme e tutelando l’interesse pubblico collettivo, che non è univoco, ma deve contemperare più fattispecie, nel pieno rispetto della legge.

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