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Cansiglio

Ancora una volta in Cansiglio, e sono 39…


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Il 9 novembre scorso si è svolto il 39° raduno ambientalista del Cansiglio, la vecchia foresta da remi della Repubblica Serenissima area protetta, attualmente gestita dalla Veneto Agricoltura, una società di scopo della Regione Veneto, per la parte Veneta, mentre la parte sita in Friuli Venezia Giulia è gestita dal Servizio Forestale Regionale. La foresta sorge nei comuni di Budoia, Polcenigo e Caneva in provincia di Pordenone; Cordignano, Sarmede e Fregona in provincia di Treviso; Tambre e Farra d’Alpago in provincia di Belluno. 

La manifestazione ambientalista nasce nel 1986, quando per rispondere alla proposta della costruzione di un carosello di piste da sci tra Piancavallo e la malga Pallantina posta nella foresta del Cansiglio, veniva indetta la prima iniziativa ambientalista che coinvolgeva associazioni e singoli cittadini contrari alla realizzazione di quell’intervento. Negli anni la manifestazione si è sempre ripetuta, anche dopo lo stop avvenuto negli anni 90 al progetto di collegamento sciistico. Stop intervenuto a seguito dei ripetuti raduni che hanno ottenuto anche il risultato di smantellare la base militare sul Pizzoc e recuperare a centro culturale l’ex caserma Bianchini al centro della piana.

Dai caroselli per lo sci alle piste ciclabili, l’importante è fare.

Purtroppo sempre nuove ombre si addensano periodicamente sull’integrità di quest’area. Quest’anno il tema è stato quello di un’ipotesi di una nuova ciclabile che dovrebbe unire l’area Friulana della foresta con quella Veneta, progetto di cui non si sente il bisogno, se si pensa che nell’area del Cansiglio sono presenti circa 100 km di viabilità forestali utilizzabili a fini cicloturistici. Toio De Savorgnani, assieme a Giancarlo Gazzola di Montain Wilderness uno degli storici promotori dell’appuntamento, dice “non ha senso ampliare la rete e portare un supplemento di pressione in un contesto già saturo e fragile”.  L’intera foresta, sia Veneta che Friulana, ricade nelle aree tutelate da Rete Natura 2000 come zona speciale di conservazione, quindi l’eventuale progetto dovrebbe essere sostenuto da una Valutazione di impatto ambientale ed una Valutazione d’incidenza molto severe. 

Anche i comuni di Tambre ed Aviano non sembrano favorevoli a questo progetto. Tuttavia una velata diffidenza verso i decisori pubblici aleggiava negli interventi svoltisi a malga Col de Schloss, in comune di Polcenigo, punto di arrivo dell’incontro che ha coinvolto circa 200 persone chiamate a raccolta da varie associazioni: Mountain Wilderness, CAI Veneto, L’Ecoistituto del Veneto, Lipu, Italia Nostra, CAITAM, Legambiente Veneto e Friuli, XRebellion e Peraltrestrade. 

Camminare e pensare buoni progetti per la foresta

I partecipanti hanno percorso l’itinerario programmato dalla Loc. Crosetta alla malga Col dei Schloss. Quest’anno l’itinerario si sviluppava completamente all’interno della parte Friulana della Foresta. Sul colle posto a est della malga, con una visuale che spaziava dalle montagne al mare, si è svolto un interessante dibattito che ha coinvolto singoli cittadini e rappresentati delle associazioni, da cui sono scaturite riflessioni sul futuro di quest’area che ancora oggi possiede, in termini storici, ambientali, turistici, una grande valenza. Nel dibattito svoltosi si è anche presa in considerazione la proposta di una diversificazione della foresta incrementando le aree a pascolo per migliorare la biodiversità e le caratteristiche paesaggistiche, oltre che quella di avviare un laboratorio per la selvicoltura naturalistica, che ormai da anni si insegna a livello universitario, ma che in un’area a forte valenza ambientale, come la foresta del Cansiglio, non trova applicazione. 

Francesco Abbruscato, presidente regionale del Club Alpino Italiano del Veneto ha parlato di overtourism, precisando che l’antico bosco da remi della Serenissima, potrebbe aver bisogno di un provvedimento a numero programmato, simile a quello attuato alle Tre Cime, visti i numeri decisamente elevati di presenze in alcuni periodi come quello attuale, in cui il foliage richiama sulla piana anche “5-6 mila visitatori al giorno, come in pieno agosto” come riportato da Franca Cappellozzo del Rifugio di Vallorch. Dopo una bella ed interessante giornata resta il rammarico di dover costatare che l’età media dei numerosi e atletici partecipanti all’iniziativa era piuttosto alta, dunque ci si chiede per quanto ancora dovremo e potremo contare sui “grandi vecchi” per difendere quello che è di tutti ma che soprattutto dà a tutti benessere e vita.

Walter Coletto
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Legambiente Pordenone, già funzionario della viabilità provinciale e in seguito del servizio infrastrutture della Regione Friuli-Venezia Giulia.

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