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ARCI Congresso Regionale

Primo Congresso Regionale ARCI: partecipazione, democrazia e visione per il futuro


Sabato 12 aprile si è tenuto, presso il Centro Balducci a Zugliano (UD), il primo Congresso Regionale ARCI, che ha visto la nascita del Comitato Regionale ARCI FVG. L’incontro ha rappresentato un momento alto di democrazia interna, ma anche una vera assunzione di responsabilità collettiva verso il futuro, nonché un momento fondamentale per l’associazione sul territorio: la giornata, intensa e partecipata, ha rappresentato una tappa statutaria, definendo il ruolo futuro di ARCI all’interno del panorama sociale, culturale e civile della nostra comunità.

I delegati e le delegate provenienti dai circoli ARCI di tutta la regione si sono riuniti per discutere le prospettive dell’associazionismo nel contesto regionale, tra cambiamenti sociali, nuove povertà e bisogno crescente di spazi culturali e sociali inclusivi, ma anche delle sfide e le opportunità che l’associazionismo si trova ad affrontare, con particolare attenzione ai temi dei diritti civili, della pace, della partecipazione democratica e del lavoro.

Il Congresso, dal titolo “La situazione è eccellente” è stato aperto con un intervento introduttivo che ha portato l’attenzione dei presenti sulla situazione del nostro Paese: l’aumento delle disuguaglianze, l’erosione dei diritti e dei servizi essenziali, la marginalizzazione sociale, ma anche il lavoro sempre più precario, scuola e sanità oggetto di un continuo impoverimento.

Tra gli invitati al Congresso molti esponenti delle reti associative presenti sul territorio e con cui i circoli e i comitati territoriali ARCI collaborano attivamente e in modo costante: tra questi CGIL, Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, ANPI, Arci Servizio Civile, le rappresentanze studentesche UDS, Link e UDU, ma anche il Comitato per la Palestina, Adesso Trieste, Arcigay e la rappresentanza dei Circoli culturali sloveni.

Ne è emerso un rafforzamento delle radici antifasciste dell’ARCI, valori che continuano a essere il fondamento dell’impegno quotidiano dei circoli. Nei numerosi interventi, si è parlato di cultura accessibile, accoglienza, inclusione, ma anche di giovani, partecipazione democratica e rigenerazione dei territori marginali.

A sottolineare l’importanza del momento, è intervenuto anche il presidente nazionale dell’ARCI, Walter Massa, che ha portato il saluto dell’intera associazione nazionale, sottolineando l’importanza del ruolo di ARCI nei territori, soprattutto in un momento storico segnato da disaffezione politica e crisi sociale. Massa ha ricordato che l’ARCI è chiamata a creare anticorpi democratici, in un tempo in cui avanzano autoritarismi e disuguaglianze, rafforzando la sua presenza come presidio di democrazia, solidarietà e diritti.

Prepararsi alla scadenza referendaria

Lavoro e diritti civili, appunto, tra i temi affrontati da Massa, che riporta l’impegno e il supporto di ARCI alla campagna referendaria per l’8 e il 9 giugno: fondamentale la partecipazione attiva e consapevole a questo importante appuntamento democratico, per ottenere il raggiungimento del quorum e promuovere il voto favorevole su tutti e cinque i quesiti referendari. Votare sì ai quattro referendum sul lavoro, proposti dalla CGIL, significa contrastare la precarietà, eliminare le forme più estreme di sfruttamento, ricostruire un sistema di tutele e dare voce a chi lavora senza garanzie. Il sì al referendum sulla cittadinanza significa fare un passo avanti verso una società davvero inclusiva, dimezzando i tempi per la richiesta della cittadinanza italiana da parte di persone di origine straniera che vivono, studiano e lavorano nel nostro Paese.

Altro tema cruciale sollevato da Massa è la promozione di una cultura di pace, che si oppone al piano dell’Unione Europea per il riarmo. Le spese per il piano di riarmo vengono tolte alla spesa sociale, alla sanità, all’istruzione, al lavoro, alla costruzione della pace, alla cooperazione internazionale, alla transizione giusta e alla giustizia climatica. Il risultato sarà un futuro più insicuro per tutti e tutte, mentre ciò di cui l’Europa ha bisogno è sicurezza reale, sociale, ecologica e comune per l’Europa e il mondo intero.

Nel pomeriggio si sono svolti i lavori congressuali, alla presenza non solo dei delegati e delle delegate in rappresentanza dei circoli ARCI della regione, ma anche di invitati e invitate che hanno assistito alla discussione congressuale partecipandovi attivamente.

Gli obiettivi dell’attività regionale

I lavori congressuali hanno preso il via dall’analisi del contesto sociale e politico, nel quale l’ARCI non è solo un’associazione, ma una casa comune, laboratorio di idee e presidio per la partecipazione, la difesa dei diritti e la cultura della solidarietà.
Il cuore del congresso è stato il dibattito sugli obiettivi che guideranno il lavoro dell’ARCI FVG nel mandato, da cui sono emersi alcuni ambiti d’azione prioritaria:

1. Diritti civili e inclusività:
È stato ribadito l’impegno di ARCI per la difesa e la promozione dei diritti civili, sottolineando l’importanza di garantire pari opportunità a tutte le persone ed evidenziando il ruolo fondamentale dell’associazionismo nel contrastare le discriminazioni e nel promuovere una cultura dell’inclusività e del rispetto reciproco.
2. Pace e disarmo:
In un contesto internazionale segnato da conflitti e nuove tensioni, il congresso ha dedicato ampio spazio alla discussione sulla pace e sul disarmo e ha riaffermato l’impegno dell’associazione nella promozione di una cultura della pace attraverso iniziative educative e culturali sul territorio.
3. Partecipazione democratica e spazi di libertà:
Un altro tema centrale del congresso è stato quello della partecipazione democratica: l’ARCI FVG intende potenziare i circoli come spazi di democrazia diretta, presidi culturali e laboratori di cittadinanza.
4. Lavoro e referendum:
Il congresso ha dedicato attenzione anche al tema del lavoro, sottolineando il ruolo dell’associazionismo nel sostenere iniziative di sensibilizzazione e di mobilitazione, anche attraverso il supporto al referendum promosso da CGIL, che chiede l’abolizione delle norme che facilitano i licenziamenti illegittimi e la precarizzazione del lavoro. Il congresso ha espresso il proprio sostegno pieno all’iniziativa, ribadendo il legame profondo tra cultura, dignità e diritti dei lavoratori.

Il congresso si è concluso con l’elezione degli organismi dirigenti e sono stata investita della responsabilità di presidente regionale insieme al vicepresidente Domenico Zamburlini, già vicepresidente del Comitato territoriale ARCI Udine – Pordenone. Nell’intervento conclusivo è stato ribadito che “questo congresso è solo l’inizio. Il Friuli Venezia Giulia ha bisogno di un’ARCI presente, forte, plurale. Difenderemo la cultura come diritto, sosterremo chi lotta per il lavoro, saremo dalla parte della pace e dell’inclusione”.

Marina Rossini
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Lucana di origine, architetto di professione e specialista in beni architettonici e del paesaggio, attualmente tecnico specialista presso l’Amministrazione regionale. Attiva nell’ARCI dal 2020, dal 2022 Presidente del Comitato territoriale ARCI Bassa Friulana e Isontino.

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