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Numero 48 | 16 Gennaio 2026

Monfalcone

Dopo il voto di Monfalcone: la sconfitta, il coraggio e il cantiere aperto di Monfalcone Civica e Solidale


Il 13-14 aprile 2025 Monfalcone è tornata alle urne, un anno dopo l’elezione di Anna Maria Cisint (Lega) al Parlamento europeo. A spoglio concluso l’esito è stato netto: Luca Fasan, candidato della stessa coalizione di destra, ha raccolto 8.272 voti, pari al 70,87 %, lasciando al candidato di centrosinistra Diego Moretti il 26,2 %. 

Monfalcone, città operaia e portuale con la più alta percentuale di residenti stranieri regolari d’Italia, ha così confermato la linea securitaria e identitaria che aveva già premiato Cisint. La campagna – incentrata su «sicurezza» e retorica anti-islamica – ha fatto leva sulle paure diffuse in una comunità segnata dalle fratture sociali e dall’enorme indotto di Fincantieri. 

Il 24 aprile Fasan, il nuovo sindaco leghista, ha poi presentato la sua giunta: una quasi fotocopia della precedente… Tre nuovi ingressi, cinque conferme, deleghe-chiave alla ex sindaca Cisint (sicurezza e “lotta alla radicalizzazione”) e il ruolo del vicesindaco vittima del primo strano siparietto. Prima va a Fratelli d’Italia, poi ad una assessora quasi forzista, subito disconosciuta da Forza Italia, con una coalizione di Destra di certo vittoriosa ma piena di liti interne, certificate dalla rabbia di Forza Italia, rimasta fuori da tutti i posti di peso, testimoniando che la parola d’ordine è «continuità», non certo equilibrio.

Nel Centrosinistra intanto non c’è nulla da ridere. Il Partito Democratico si è fermato a un deludente 10%, percentualmente il peggior risultato di sempre, mentre la vera novità, nel disastrato campo progressista è stata Monfalcone Civica e Solidale (MCS): lista civica nata a febbraio, capace di conquistare l’8,6%, rappresentando il mondo del lavoro, del civismo progressista, dell’associazionismo e della sinistra diffusa. MCS si definiva, nei convulsi giorni elettorali «laboratorio aperto, inclusivo, attento ai diritti, alla solidarietà e alla transizione ecologica». Un laboratorio anche di “politiche”, vista la capacità di dare rappresentanza alla pluralità di idee che si ritrovano nel centrosinistra, quello dei gruppi politici (in diversi hanno supportato il progetto), ma soprattutto quello delle persone. 

Si riparte, subito, da un cantiere aperto

A risultato acquisito e con due consiglieri comunali eletti all’opposizione, MCS ha parlato senza giri di parole di «sconfitta dolorosa» ma ha ringraziato i quasi 900 elettori che hanno «deciso di aver fiducia in un progetto nuovo». Il comunicato – diffuso il 17 aprile – riconosce che la destra «stravince per la paura che serpeggia in città» ma «non porta con sé le risposte ai problemi economici e al bisogno di futuro delle giovani generazioni». Da qui la scelta di «ripartire subito, insieme, con il coraggio delle idee». 

Proprio per questo Monfalcone Civica e Solidale ha avviato, in questi giorni e per un mese, un percorso costituente: dalle adesioni da formulare sul sito, attive proprio in questi giorni, si arriverà grazie al lavoro di un gruppo di Garanti, ad una assemblea pubblica, larga e partecipata, fissata il 22 giugno, per consentire la nascita di un direttivo che promuova lavori tematici, oltre alla presenza costante nei quartieri. L’obiettivo dichiarato è duplice: vigilare sull’operato dell’amministrazione di Destra e allo stesso tempo Costruire l’Alternativa, con reti civiche e programmi partecipati.

La scommessa di MCS e, più in generale, del centrosinistra monfalconese è chiara: ricostruire fiducia in una città dove l’astensionismo resta elevato e dove la paura è divenuta linguaggio politico corrente. Il 70% ottenuto da Fasan certifica una sconfitta netta. Proprio per questo, un’alternativa non si improvvisa: si costruisce giorno dopo giorno, in Consiglio e in città. 

La fatica di opporsi in minoranza è grande, ma nella fabbrica di navi più grande d’Europa – dove ogni varo ricorda la fatica del lavoro collettivo – nessuno meglio dei monfalconesi sa che le imprese ardue si portano a casa soltanto se nessuno lascia il cantiere prima del varo. 

E il cantiere dell’Alternativa, per Monfalcone Civica e Solidale, è già cominciato.

Alessandro Saullo
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Alessandro Saullo - Tecnico della Salute Mentale, Attivista per i Diritti Civili e Sociali. Si divide tra il lavoro a Gorizia e l'attività culturale e politica che lo vede impegnato a Monfalcone dove, dal 2022, è Consigliere Comunale.

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