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Adesso Trieste

La politica della vita quotidiana e i passi giusti per cambiare Trieste


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Cinque anni fa, con una conferenza stampa di fronte alla Stazione Centrale di Trieste, luogo simbolico delle partenze e degli arrivi che hanno cambiato e continuano a cambiare il volto e il corpo della città, prendeva il via l’esperienza di Adesso Trieste, la piattaforma municipalista che avevamo deciso di costruire per dare una casa alle tante persone che desiderano una Trieste più giusta, verde e innovativa, ma che spesso non avevano trovato spazio nella politica tradizionale. Un anno dopo, facevamo ingresso nelle istituzioni locali, ottenendo tre seggi in Consiglio Comunale e quattordici nei Consigli Circoscrizionali, a cui nel 2023 si è aggiunta anche la rappresentanza in Consiglio Regionale nelle fila del Patto per l’Autonomia.

Questo venerdì abbiamo deciso di ripercorrere alcune delle tappe più significative di questo percorso, i passi giusti che abbiamo fatto insieme per cambiare la nostra città. Il giornalista Giovanni Tomasin (Il Piccolo) ci ha intervistati in un dialogo che ha toccato le diverse sezioni tematiche (Economia, Sociale, Rioni, Ecologia, Cultura, Autonomia e Municipalismo) del report di mandato che abbiamo pubblicato per l’occasione (adessotrieste.eu/report2125).

Report di mandato, un impegno e uno stile di lavoro

Per noi relazionare periodicamente in merito all’attività istituzionale condotta in Aula non è solamente un impegno che abbiamo assunto nei confronti dell’elettorato ma anche, e forse soprattutto, l’occasione per rinnovare quegli incontri e quei confronti che fin dall’inizio del cammino di Adesso Trieste hanno mobilitato l’intelligenza collettiva alla base del nostro progetto politico. 

Questo è forse il primo aspetto che è utile evidenziare: non abbiamo raccontato una storia le cui protagoniste sono esclusivamente le persone – noi tre e Giulia Massolino, ora in Consiglio Regionale – che in questi anni hanno rappresentato Adesso Trieste in Consiglio Comunale; la storia delle idee, dei progetti, dei tentativi, delle lotte, dei successi e degli insuccessi presentati nelle pagine del report è una storia che non sarebbe stata possibile senza la competenza, l’impegno e la passione di tante altre persone. In primis le iscritte e gli iscritti ad Adesso Trieste, ma anche le tante e i tanti che animano sindacati, associazioni, comitati e che abbiamo incontrato nel nostro cammino, intrecciando relazioni, mettendoci a disposizione e imparando insieme a fare politica in un modo diverso.

Questo intreccio di relazioni rappresenta la forza e la densità di pensiero e proposta che ci ha permesso, più volte, di far irrompere la vita quotidiana della città e di chi la abita in Consiglio Comunale. Seguire i dibattiti politici significa spesso assistere a scene surreali: sembra che il politico medio faccia di tutto per evitare di parlare realmente della vita quotidiana delle persone e di cosa la politica può fare, concretamente, per migliorarla. Le istituzioni passano spesso più tempo a dirsi non competenti, a delegare, a scaricare sui singoli i problemi rispetto a impegnarsi per trovare delle soluzioni nuove per risolverli. In questo scenario sconfortante non resta altro che imporre, in tutti i modi, una nuova centralità del pubblico, della politica, del processo democratico: se le nostre vite in comune generano dei problemi questi possono essere risolti solo con un’azione collettiva, pubblica, politica. Lo stesso vale per le opportunità da cogliere. 

La politica della vita quotidiana

La nostra politica della vita quotidiana è quella che mette al centro la qualità della vita di chi vive ogni giorno la città, dalla mobilità all’accessibilità dei servizi, dalla casa al piccolo commercio. Quegli stessi ambiti di vita che sono da un lato investiti da crisi epocali, sistemiche, tra loro intrecciate, e dall’altro abbandonati da un pubblico in costante ritirata. Questo è il terreno che, per noi, deve abitare quotidianamente la politica, al fine di essere utile, comprensibile ed efficace.  

Un lavoro quotidiano, condotto con apertura e con un approccio pragmatico, che ha portato anche ad alcune vittorie, forse piccole ma significative: come i finanziamenti aggiuntivi per potenziare le Microaree, presidi fondamentali di salute territoriale nei rioni più difficili della realtà, o per rilanciare il Mercato Coperto; ma anche l’eliminazione delle ultime zone di espansione edilizia in terreni non urbanizzati, eredità dei cattivi Piani Regolatori del passato, e l’avvio della raccolta differenziata degli olii esausti; o il miglioramento delle condizioni salariali degli operatori museali, dopo una lunga battaglia sindacale e politica che ha portato al cambio di contratto; per arrivare alle proposte sul “risarcimento verde” del rione della Maddalena accolte dal Comune, ed elaborate anche nell’ambito dell’esperimento partecipativo di MadLAB.

La democrazia non si realizza solo con il voto

La costanza di questo lavoro deriva da un altro nostro principio fondamentale: per Adesso Trieste la democrazia non si limita all’esercizio formale del diritto di voto ogni cinque anni, ma abbraccia tutti gli ambiti della vita sociale, e prevede la rimozione degli ostacoli di natura economica, sociale, e culturale, che impediscono la piena autodeterminazione delle persone. In questo senso riteniamo che sia compito della politica promuovere l’autonomia, delle persone e dei territori dove esse vivono. Il mezzo per raggiungere e avere cura di questo obiettivo è la partecipazione. Autonomia per noi dunque è cooperazione, condivisione, solidarietà, autogoverno.

“Cambiare le regole del gioco” era lo slogan che avevamo scelto al momento del lancio del nostro spazio politico: volevamo e vogliamo sovvertire l’idea del “potere” come sostantivo, un oggetto inerte da detenere e da non cedere a nessuno, per praticare il “potere” come verbo: “poter trasformare” la realtà che ci circonda, “poter migliorare” le nostre condizioni di vita a Trieste, “poter scegliere” di restare o tornare nella città dove si vuole vivere, e molto altro che ancora dobbiamo pensare e realizzare. Con questo spirito ci stiamo impegnando anche per la costruzione di una coalizione municipalista, ovvero radicata negli interessi e nelle prospettive della città, in grado di vincere le elezioni del 2027 e imprimere una svolta reale nel futuro di Trieste.

 

Intervista Intera

Report

 

Riccardo Laterza
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Triestino, laureato in Urban Planning & Policy Design, lavora come ricercatore nell’ambito di processi di sviluppo locale, pianificazione strategica e resilienza territoriale. Fin dalle scuole superiori è stato attivo nelle organizzazioni studentesche. Nel 2016 è stato tra i promotori di Tryeste, appello rivolto da 100 giovani triestine/i ai candidati Sindaco, e nel 2019 ha contribuito a dare il via a TS4 trieste secolo quarto. È tra i fondatori di Adesso Trieste, di cui è stato Portavoce nel primo anno di attività e candidato Sindaco nelle elezioni del 2021. Dal 2021 è Consigliere Comunale a Trieste.

Giorgia Kakovic

Consigliera Comunale di Adesso Trieste, precedentemente capogruppo in III Circoscrizione a Trieste. Laureata in Relazioni Internazionali. Da sempre attiva nel mondo del Terzo Settore, all’epoca in un’associazione giovanile. Adesso nella vita si occupa di cooperazione sociale, inserimento socio - lavorativo, progetti di innovazione e impatto sociale, e di cooperazione sociale. 

Kevin Nicolini

Dottore in Scienze e Tecniche Psicologiche e laureando al corso di Psicologia cognitiva applicata. Ha lavorato nell’ambito del programma Habitat-Microaree, per il quale è stato anche Referente, e nello sviluppo del Centro di Documentazione “Oltre il Giardino” nel Parco di San Giovanni. Partecipa attivamente nell’associazionismo nell’ambito della salute mentale, orientando il suo impegno alla promozione del benessere nelle comunità.

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