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Esplosione

A Gorizia la maggioranza consiliare è per azioni di pace solo se non lo propone l’opposizione


L’importanza degli Enti locali è fondamentale, ma non deve stupirci. Le armi nucleari sono le uniche armi progettate proprio per distruggere le città. La distruzione di Hiroshima, come quella di Nagasaki, non fu il disastroso “effetto collaterale” di un’azione di guerra. Fu un’azione di guerra eseguita secondo programma. Ne nascono due considerazioni: prima, sono armi da proibire perché contrarie al diritto internazionale che proibisce l’uccisione di civili non combattenti. E seconda: le città sono legittimate a pronunciarsi sul tema del disarmo nucleare, in quanto principali vittime designate di questi ordigni. Di conseguenza, i governi nazionali hanno l’obbligo morale di ascoltarle.

Queste parole di Lisa Clark, attivista ICAN, spiegano in modo semplice ed efficace perché di disarmo nucleare si possa e si debba parlare proprio all’interno di un Consiglio comunale. Le ho lette per introdurre la mozione che ho presentato alla fine di febbraio e discusso nella seduta di Consiglio comunale di Gorizia del 30 giugno scorso, ironia della sorte, in un momento tragico per le sorti dell’umanità: Adesione all’Appello delle Città (ICAN Cities’ Appeal), promosso dalla International Campaign to Abolish Nuclear Weapons.

ICAN è un Acronimo di International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, organizzazione no-profit per il bando delle armi nucleari fondata a Melbourne nel 2007, di cui fanno parte oltre 400 organizzazioni attive in 100 Paesi del mondo per promuovere il dibattito sulle armi nucleari e pervenire a una normativa giuridica internazionale per la loro abolizione.

Negli ultimi quattro anni sono stati presentati più di 200 ordini del giorno approvati da Consigli comunali in tutta Italia, spesso all’unanimità, con i quali si è chiesto al Governo italiano di “ripensarci” e di unirsi a quegli Stati che avevano approvato il TPNW, Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW), entrato in vigore il 22 gennaio 2021.

A Gorizia la mozione è stata respinta, con 13 voti contrari, 11 favorevoli e due astenuti, senza nemmeno una discussione che potesse quantomeno aiutare a comprendere il perché di un rigetto che pare del tutto insensato.

A distanza di qualche giorno, dopo aver letto le dichiarazioni del Sindaco Rodolfo Ziberna, si è capito che per lui si è trattato di una provocazione e, di conseguenza, evidentemente anche per gli altri 12 Consiglieri da sempre inclini ad accettare discutibili ordini di scuderia.

Ma una provocazione da parte di chi? Di quei cittadini, attivisti o meno, che ringrazio e che si sono presi la briga di spiegarmi cosa fosse ICAN, premio Nobel per la pace nel 2017? Io sono stata un vettore, come ogni buon Consigliere comunale dovrebbe agire, e sono stata ben felice di esserlo credendo fermamente in ciò che la mozione chiedeva.

Il testo, volutamente conteneva una parte dispositiva articolata in più punti, diversi per tipologia e per impegno da parte dell’amministrazione comunale, alcuni dei quali potevano essere tranquillamenti accettati, come ad esempio quello relativo alla piantumazione di un albero di caco in occasione di un evento transfrontaliero nell’anno della Capitale Europea della Cultura, se non altro perché si tratta di una iniziativa prevista tra quelle targate 2025 di cui, a febbraio, quando ho scritto la mozione, non ero a conoscenza.

Un altro punto del dispositivo consisteva nel rinnovo dell’adesione del Comune di Gorizia a “Mayors for Peace“, associazione alla quale per la prima il Comune di Gorizia aderì nel 2009, guidato all’epoca dal Sindaco Ettore Romoli (afferente allo stesso partito di Rodolfo Ziberna).

Dunque, perché, non emendare la mozione e tenerne alcuni punti? Beh, perché viene da una minoranza invisa che ha il brutto vizio di comportarsi come… un’opposizione. E tutto ciò che da essa proviene è ritenuto provocatorio e strumentale.

Quando si tratta di riempirsi la bocca della parola pace in occasione di iniziative targate dal Comune sono tutti pronti. O di ospitare eventi targati Acli nel nostro Comune accolti e salutati da sorrisi e parole di circostanza della Presidente del Consiglio comunale, già Presidente Acli di Gorizia dal 2012 al 2020, e attuale esponente di un partito cattolico qual è l’UDC. Presidente che, ovviamente, il 30 giugno si è unita al coro dei no.

Coerenza? Non pervenuta!

 

Di seguito alcuni links di documentazione:

Qui il testo della mozione respinta

Eleonora Sartori
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Consigliera comunale di NOI MI NOALTRIS GO! Forum Gorizia.

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