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GO2025

8 febbraio 2025: accade a Nova Gorica – Gorizia


Difficile rappresentare ciò che è successo negli ultimi tre mesi, dalla bocciatura della mozione che chiedeva la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini all’inaugurazione della Capitale Europea della Cultura. E’ come l’aver dato il la a qualcosa che desiderava di venire alla luce. C’è stata una manifestazione, organizzata da Luca Chinaglia a cui è seguita la consegna al Presidente della Repubblica di 890 firme di donne e uomini che non vogliono essere concittadine e concittadini di Benito Mussolini. Sempre a Sergio Mattarella è stata inviata (per mano mia) la toccante lettera scritta da Mara Cernic (anch’essa firmata da diverse cittadine e cittadini) cittadina goriziana della comunità slovena, che con parole semplice descrive quanto il nostro territorio sia ricco di relazioni che è impossibile definire, frutto della buona volontà delle donne e degli uomini che dal dopoguerra in poi, nonostante le istituzioni, hanno deciso che c’era un unico modo di guardare al futuro: assieme.

L’8 febbraio noi c’eravamo, orgogliosi per averci visto prima e meglio, e commossi per ciò che stavamo vivendo. Abbiamo camminato, abbiamo festeggiato, a Gorizia e a Nova Gorica sentendoci a casa. Ora siamo pronti a continuare con ancora più convinzione e consapevolezza il nostro lavoro di costruzione di ponti. Siamo tanti, più veloci della politica che ancora strizza l’occhio al passato e, soprattutto, lo facciamo non perché conviene, ma perché è giusto. Buona lettura.

Gorizia ha una cittadinanza di troppo

Pubblichiamo il testo letto in italiano da Luca Chinaglia e in sloveno da Anton Spazzapan la mattina del 1° febbraio scorso durante il sit in davanti al Municipio di Gorizia.

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Lettera aperta scritta dopo il sit-in del 1° febbraio da Luca Chinaglia, fra i promotori del passaparola che ha portato all’evento davanti al Municipio di Gorizia
Ringraziamenti e chiarimenti

Mi sono trasferito a Gorizia nel 2005 e ho sempre vissuto un confine già aperto, approfittando dello sforzo delle precedenti generazioni. Da allora è stato naturale coltivare amicizie e collaborazioni culturali a Gorizia e a Nova Gorica. Non mi sarei sentito a mio agio nel continuare a frequentare Nova Gorica da riconfermato concittadino di Mussolini, senza aver provato a fare qualcosa. Non c’entra, qui, la Capitale della Cultura. Mi sarei vergognato in egual misura nel 2010 o nel 2030.

Scrivo, con licenza di esprimermi talvolta in prima persona singolare e talvolta in prima plurale, per ringraziare pubblicamente tutti i presenti alla manifestazione dello scorso sabato 1° febbraio. Quelli presenti in piazza, quelli presenti nel precedente momento organizzativo e quelli che continuano a complimentarsi per l’iniziativa.

Sabato scorso, davanti al Comune di Gorizia, eravamo operatori della cultura, artisti, professori, studenti, pensionati, cittadini ed esponenti della società civile della città transfrontaliera Nova Gorica-Gorizia. Quelli che da decenni si occupano di cultura sul territorio, con progetti finanziati o, nella maggior parte dei casi, nel proprio tempo libero. Quelli che, durante la pandemia, al riapparire di un confine che sembrava essere dimenticato con l’entrata nella zona Schengen della Slovenia nel 2004, hanno giocato a badminton in piazza Transalpina trasformando la rete confinaria in un campo da gioco. Quelli che ogni venerdì andavano a rompere quella rete per permettere un breve incontro tra gli abitanti delle due città.

Per rendere il messaggio più chiaro a tutti quelli che, per vari motivi, non c’erano sabato: siamo dalla parte della speranza e dell’entusiasmo che la Capitale Europea della Cultura transfrontaliera ha portato a tutti noi e saremo presenti alla festa inaugurale dell’8 febbraio per portare un messaggio di fratellanza e unione oltre che un sostegno al programma culturale di GO!2025.

A scanso di equivoci, lo abbiamo sostenuto anche in diretta nazionale venerdì 31 gennaio, il giorno precedente alla manifestazione, ospiti di Caterpillar, Rai Radio2, che non sappiamo come ringraziare per l’importante megafono che ci ha messo davanti alla bocca. Evidentemente, la situazione paradossale che stiamo vivendo da queste parti, è di rilievo anche su scala nazionale.

Il bersaglio della nostra civile protesta è esclusivamente il Comune di Gorizia.

Con il suo reiterato comportamento provocatorio e ipocrita nei confronti degli sloveni, sta facendo di tutto per rendere il più difficile possibile la legacy che l’Europa si aspetta da noi. Non vorrei essere nei panni di chi, per i prossimi 15 anni, dovrà rispondere all’Europa circa l’eredità culturale, progettuale ed economica del 2025.

Molti dei manifestanti hanno progetti nel programma ufficiale della Capitale Europea della Cultura. Come potrebbero volerne screditare il valore?

Ringraziamo, a proposito, il direttore del programma culturale di EPK, Stojan Pelko, per il suo messaggio di solidarietà alla nostra iniziativa, nel quale ha ricordato che l’Europa nasce dal valore dell’antifascismo e nel quale auspica un incontro con noi organizzatori della protesta per prevedere e coordinare degli spazi all’interno del programma culturale di GO!2025 e dare voce all’argomento. Accetteremo sicuramente.

Comprendo quelli che hanno ritenuto un colpo basso l’aver sollevato una mozione per cancellare la cittadinanza onoraria a Mussolini alla vigilia della Capitale della Cultura. Li comprendo, ma ritengo la mossa doverosa per tentare di entrare nel 2025 con la coscienza un po’ meno sporca nei confronti della comunità slovena di Gorizia e nei confronti dei vicini di casa di Nova Gorica, oltre che lecita in un normale conflitto tra parti opposte.

Per tutte queste ragioni, respingo tutte le dichiarazioni post manifestazione del sindaco Ziberna, che si è speso per cambiare il senso della nostra protesta, facendo finta di non sapere che l’unico a ostacolare la Capitale della Cultura è proprio lui, ostinandosi a difendere il simbolo di coloro che hanno tentato, con violenza, di cancellare la cultura slovena (e non solo).

Continuando a essere chiari: non abbiamo finalità politiche, ma solo culturali.

La politica ha aperto la questione. Noi cittadini ci indigniamo del risultato.

Lettera al Presidente della Repubblica

-> Leggi la Lettera

 

 

Eleonora Sartori
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Consigliera comunale di NOI MI NOALTRIS GO! Forum Gorizia.

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