Passa al contenuto principale
Turismo

Commercio, turismo e comunità: cosa cambia davvero con la nuova legge regionale e quali sfide restano aperte


Ascolta l’audio

L’approvazione del nuovo Codice sul commercio e sul turismo, votato dal Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia nelle scorse settimane, rappresenta un passaggio rilevante in due settori che incidono profondamente sul tessuto sociale ed economico del territorio. La legge nasce con l’obiettivo dichiarato di semplificare una normativa negli anni divenuta stratificata e complessa, e di introdurre strumenti più aggiornati per affrontare fenomeni in forte evoluzione, dal declino dei negozi di vicinato alla trasformazione del mercato turistico. Il provvedimento contiene passi avanti significativi, anche se emergono alcuni limiti che abbiamo evidenziato nel dibattito d’Aula e con una serie di proposte emendative che, solo in parte, hanno trovato accoglimento.

Commercio: vicinanza, comunità, lingue minoritarie

Uno dei punti che ha suscitato maggiore interesse è l’emendamento da noi proposto e approvato, che introduce criteri premiali per gli esercizi commerciali che vendono prodotti tipici locali e che scelgono di promuoverli ed etichettarli anche attraverso l’uso delle lingue minoritarie del territorio. Una misura dal valore simbolico evidente, ma soprattutto dotata di un’importante ricaduta economica. Le specificità linguistiche e culturali non rappresentano solo un patrimonio da tutelare: sono una risorsa strategica in termini di marketing e di sviluppo locale. Le esperienze italiane ed europee lo dimostrano chiaramente: l’uso delle lingue del territorio contribuisce a valorizzare prodotti, a rafforzare il legame con consumatrici e consumatori e ad attrarre visitatori in cerca di autenticità. Studi condotti dall’Università di Udine confermano infatti che le lingue minoritarie, lungi dall’essere un retaggio folkloristico, possono diventare uno strumento competitivo per un’economia che punta sulla qualità e sulla distintività. (ne abbiamo scritto qui https://ilpassogiusto.eu/minoranze-linguistiche-risorse-strategiche-per-i-territori/ )

Esprimiamo soddisfazione per l’attenzione riservata a quelle attività che, in particolare nelle aree interne, svolgono un ruolo che va oltre la dimensione commerciale, diventando veri e propri presidi di welfare comunitario. Da qui il riconoscimento del ruolo delle Cooperative di comunità, indicate come soggetti privilegiati nei contesti in cui la normale iniziativa privata fatica a reggere. A questo proposito però dobbiamo sottolineare che la cooperazione di comunità non può essere ridotta a un tema marginale né limitata ai soli negozi di prossimità: serve un quadro normativo organico che ne valorizzi le potenzialità complessive. Continueremo a lavorarci. 

Un altro piccolo risultato è stato il riferimento diretto alla direttiva UE sulla messa al bando della plastica monouso: una direttiva del 2019 recepita in Italia nel 2021 ma ancora ampiamente disattesa. Un riferimento importante per proteggere i nostri territori – e il pianeta tutto – dall’inquinamento da plastiche, una delle più grandi minacce dell’epoca moderna.

Turismo lento e osservatorio, un passo giusto ma la meta è lontana

Sul fronte del turismo, la legge inserisce alcuni elementi innovativi, in particolare rispetto alla promozione del turismo lento e accessibile, temi su cui siamo intervenuti più volte negli scorsi anni. Un modello che punta sulla qualità dell’esperienza, sulla sostenibilità e sulla capacità di raggiungere territori meno noti, riducendo al tempo stesso la pressione sulle aree più congestionate. 

Ma la novità più importante per noi è l’accoglimento della nostra proposta di istituzione dell’Osservatorio regionale sul turismo, uno strumento che invocavamo da tempo. La conoscenza dei fenomeni e la capacità di leggerli e monitorarli sono la precondizione per governarli. Senza dati non possiamo prevenire le distorsioni che vediamo in molte città d’Europa e che iniziano a manifestarsi anche nel nostro territorio (ne avevamo parlato dettagliatamente qui).

Le prime avvisaglie di fenomeni legati all’iperturistificazione negli ultimi anni hanno interessato anche alcune località della nostra regione, con conseguenze dirette sulla qualità della vita delle comunità residenti e sull’accessibilità abitativa. Per questo abbiamo proposto che tra le funzioni dell’Osservatorio vi fosse anche il monitoraggio dell’impatto del turismo sul mercato immobiliare, sugli affitti e sulle condizioni lavorative nel settore. Una richiesta non accolta nell’articolato, ma inserita come indirizzo politico cui vigileremo.

Accanto agli aspetti positivi, la nuova legge lascia aperte numerose criticità sul piano della giustizia ambientale e sociale. Continuiamo a denunciare mancanza di un vero meccanismo di redistribuzione dei benefici del turismo verso le comunità locali, e in particolare l’assenza di strumenti che mitighino gli impatti negativi sui quartieri più esposti. Da questa consapevolezza nasce la proposta di destinare una parte della tassa di soggiorno non soltanto alla promozione turistica, come attualmente avviene, ma anche a interventi di compensazione e per sostenere misure di mitigazione e adattamento climatico. Un modello recentemente adottato dalle Hawaii, nella consapevolezza che senza ambiente non c’è neanche turismo, ma che non ha trovato accoglimento, né come emendamento né come ordine del giorno.

Resta aperta anche la questione degli incentivi considerati ambientalmente dannosi. Riteniamo sbagliato (oltre che inefficace) il bonus di dieci euro per i biglietti aerei, nonché il sostegno alle iniziative collegate alle Frecce Tricolori. Avevamo invece proposto l’inserimento del trasporto pubblico locale nella FVGcard, per favorire l’uso del treno, degli autobus e della micromobilità condivisa, ma anche questo non è stato accolto.

Sul turismo lento e accessibile avevamo avanzato, già in precedenti occasioni, diverse proposte concrete: lo sviluppo di una rete di accoglienza per i cammini, l’acquisto o il noleggio di biciclette inclusive e di dispositivi che permettano alle persone con disabilità di muoversi lungo le ciclovie, la creazione di informative aggiornate sull’accessibilità e l’installazione di contabici sui percorsi. Misure di dettaglio, ma necessarie per trasformare in realtà un modello di turismo fondato sull’inclusione e sulla mobilità dolce.

Tutto sommato

Il bilancio complessivo della legge, dunque, è articolato: se introduce alcuni elementi innovativi, soprattutto nell’approccio alla conoscenza del fenomeno turistico e nella valorizzazione delle specificità linguistiche, lascia tuttavia irrisolti nodi cruciali. La crisi climatica ci mostra ogni giorno i suoi effetti, e in questi giorni è tornata a colpire anche il nostro territorio. Senza ambiente non c’è né commercio né turismo: solo un modello fondato sulla tutela del patrimonio naturale e culturale può garantire un futuro al settore e alle comunità che lo abitano.

Il confronto politico che ha accompagnato la legge ha messo in evidenza una consapevolezza crescente: non è più possibile separare le scelte su commercio e turismo dalle dinamiche sociali e ambientali che attraversano i territori. I negozi di vicinato, le abitazioni accessibili, la mobilità dolce, la tutela del territorio e la qualità della vita delle comunità residenti non sono questioni marginali ma parti integranti di una stessa strategia. Il Codice approvato segna un passo, ma il percorso è tutt’altro che concluso. Il compito ora sarà trasformare gli indirizzi più innovativi in politiche efficaci, colmando le lacune e costruendo un modello di sviluppo capace di mettere al centro chi nei territori vive, lavora e resta.

Giulia Massolino e Massimo Moretuzzo
Web |  + posts

Giulia Massolino, dottorata in ingegneria dell’energia e dell’ambiente, con master in comunicazione della scienza, economia blu sostenibile e studi di futuro. Da sempre attiva nell’associazionismo, dopo esser stata Consigliera comunale con Adesso Trieste, di cui è co-fondatrice, è attualmente eletta in Regione con il Patto per l’Autonomia.

Massimo Moretuzzo

Segretario del Patto per l’Autonomia, movimento civico e territoriale che crede nell’autogoverno come strumento di innovazione politica, nel 2018 è stato eletto consigliere regionale, riconfermato nel 2023. Da sindaco del suo comune, Mereto di Tomba, ha avviato il Distretto di economia solidale del Medio Friuli. Imprenditore con una lunga esperienza nella cooperazione allo sviluppo, ha coordinato la campagna referendaria "Acqua bene comune" ed è stato tra i fondatori del Forum dei beni comuni e dell'economia solidale Fvg.

Iscriviti alla newsletter de Il Passo Giusto per ricevere gli aggiornamenti