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Adesso trieste

Trieste: quale futuro per la città e l’industria?


Un appassionato dibattito ha animato il convegno “Costruiamo il futuro produttivo di Trieste”, organizzato da Adesso Trieste e moderato da Leyla Vesnic, coordinatrice dell’Assemblea Economia del movimento municipalista Adesso Trieste. Vesnic ha guidato il confronto tra i relatori Adrian Hill, Zeno D’Agostino e Riccardo Laterza, sul complesso rapporto tra città e industria, sulle sfide poste dalla perdita di capacità produttiva del territorio e sulla necessità di una reindustrializzazione sostenibile.

Ripensare la produzione: oltre la manifattura

Adrian Hill, direttore di Osmos Network, ha aperto il dibattito invitando a superare la visione tradizionale dell’industria. “Piuttosto che concentrarci sull’industria in senso stretto, dovremmo forse pensare più in generale alla produzione”, ha affermato Hill, sottolineando come quest’ultima comprenda un’ampia gamma di attività essenziali per la vita urbana: dall’alimentazione all’edilizia, dalla logistica alla manutenzione delle infrastrutture.
L’autore belga di Foundries of the Future ha inoltre evidenziato l’importanza di ripensare la collocazione delle attività produttive all’interno del tessuto urbano, suggerendo un modello policentrico in cui ricerca e sviluppo, design, servizi e produzioni leggere si integrino con le aree residenziali e commerciali, mentre la manifattura pesante e la logistica trovino spazio in zone dedicate.

Il ruolo strategico del porto

Zeno D’Agostino, presidente di Coselag ed ex presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, ha posto l’accento sul ruolo strategico del porto e della zona industriale per il futuro di Trieste. “Oggi le dinamiche produttive e industriali sono in costante evoluzione. In molti casi, è ormai quasi impossibile distinguere nettamente tra logistica e produzione”, ha spiegato D’Agostino, sottolineando la necessità di superare le obsolete categorie della pianificazione territoriale.


Lo stimato ex presidente del Porto ha evidenziato il carattere unico di Trieste, dove una delle zone industriali più estese è di proprietà dell’Autorità Portuale, a dimostrazione della stretta interconnessione tra porto e industria. Ha inoltre ribadito l’importanza del capitale umano e delle competenze per lo sviluppo portuale: “Un porto deve necessariamente trovarsi in una città, perché è all’interno della comunità urbana che si sviluppano le competenze e i servizi essenziali per il porto stesso”.

Spazi urbani e reindustrializzazione sostenibile

Riccardo Laterza, capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio Comunale, ha offerto una riflessione critica sugli spazi urbani e sulle opportunità di una reindustrializzazione sostenibile. “Spesso siamo abituati a concepire lo spazio costruito come qualcosa di statico, un elemento inerziale che resiste ai cambiamenti anziché agevolarli”, ha osservato Laterza, invitando a ripensare la città come un luogo di resilienza e adattamento.

Ha poi individuato tre asset strategici su cui puntare per rilanciare lo sviluppo produttivo di Trieste: il sistema scientifico e tecnologico, il Porto Franco e l’infrastruttura ferroviaria. “Questi elementi potrebbero rendere Trieste un polo produttivo di primaria importanza, ma manca una visione politica adeguata”, ha denunciato Laterza, sottolineando la necessità di una pianificazione strategica e di un tavolo permanente sulla reindustrializzazione sostenibile.

Le leve per il futuro

Il dibattito è proseguito, incalzato dalle domande di Leyla Vesnic, con un approfondimento sulle leve necessarie per promuovere lo sviluppo economico della città. Adrian Hill ha ribadito il ruolo chiave delle competenze, della conoscenza e dell’innovazione, evidenziando l’importanza di una visione strategica e di un’efficace collaborazione tra università, imprese e settore pubblico, secondo il modello della Tripla Elica. Ha inoltre messo in guardia dai rischi di un’economia eccessivamente dipendente dal turismo, suggerendo un riequilibrio a favore della produzione, più stabile e resiliente.

Zeno D’Agostino ha insistito sulla necessità di diversificare le attività economiche e rafforzare le filiere produttive. “Non si può pensare che una città o un sistema metropolitano possa basarsi su un’unica tipologia di attività”, ha affermato, sottolineando l’importanza di integrare diverse soluzioni e di investire in settori ad alto valore aggiunto.

Una crisi sistemica e la necessità di un cambio di paradigma

Laterza, in conclusione, ha offerto una prospettiva di analisi della crisi attuale, definendola “sistemica e globale”. “Abbiamo sostanzialmente perso la percezione del legame tra la nostra vita e gli oggetti, i beni, i servizi che la rendono possibile”, ha affermato, sottolineando la necessità di un cambio di paradigma insieme culturale e politico.

Ha individuato tre false narrazioni che, a suo avviso, bloccano lo sviluppo di Trieste: l’idea che l’industria non serva più, la fiducia esclusiva nel mercato e nel privato, e la convinzione che la città non sia un luogo adatto alla produzione. “Sono narrazioni che dobbiamo decostruire se vogliamo riportare la reindustrializzazione sostenibile al centro del dibattito pubblico”, ha concluso.

Il convegno “Costruiamo il futuro produttivo di Trieste” ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulle sfide e le opportunità che attendono la città. La strada tracciata da Adesso Trieste per un futuro produttivo e sostenibile è ancora lunga, ma il dibattito è aperto e la volontà di costruire un nuovo modello di sviluppo è forte.

 

Fotografie del convegno di Tommaso Vaccarezza

La registrazione completa del convegno è disponibile sulla pagina FB di Adesso Trieste

Foundries Of The future – PDF

Stakeholder mapping with the Pentahelix

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Federico Monti, fondatore e attualmente portavoce di Adesso Trieste, è Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione di uno Stabilimento di Produzione di Imbarcazioni da diporto a Monfalcone. Cultore della Storia del Confine Orientale, è attivo nell’associazionismo e nel movimentismo politico regionale.

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