Un Osservatorio per leggere il presente. Per davvero
Cos’è OSEè di RilanciaFriuli? Un Osservatorio Socio Economico che intende: 1) offrire una informazione realistica sul nostro Friuli-Venezia Giulia (Fvg) e, 2) essere di stimolo alla progettazione di politiche di rilancio. In particolare dell’area friulana essendo connotata da un forte declino demografico e socio-economico. Diversamente da quanto accade nell’area triestina poiché “RilanciaTrieste” è una politica (informale) in essere da anni che ha già prodotto buoni risultati. Quale la differenza tra un Osservatorio che affastella numeri come l’attuale Annuario della Regione e OSEè? Il secondo non vuole raccogliere dati superflui né occuparsi della congiuntura in quanto irrilevante ai fini (ed ai tempi) della politica economica che si caratterizza per essere di medio periodo sia al livello nazionale che regionale.
Gli ostacoli e le difficoltà che si frappongono ad uno sviluppo sostenibile dai versanti demografico e socioeconomico, infatti, sono frutto di una eredità formatasi negli ultimi 15-20 anni ma che fanno sentire i loro effetti sia nel presente sia sul futuro di medio-lungo periodo. L’essere una Regione dotata di autonomia speciale – ovvero con competenze più ampie di quelle delle Regioni ordinarie – e l’aver dato prova di averle gestite al meglio fino ad una ventina di anni fa, è di sprone per fronteggiare il terremoto socio-economico in essere abbandonando politiche di mero “galleggiamento” ancorché inopinatamente autocelebrative.
Il saldo del Reddito dell’Economia nel periodo 2008-2023 e relativa classifica tra le 107 province italiane e le 22 del Nordest

L’eredità economica da fronteggiare, infatti, è assai poco gloriosa sia per l’Italia che, dal 2008 al 2024, cresce il proprio Pil solo del 2% – collocandosi al 178° posto tra i 189 Paesi monitorati dal Fondo Monetario Internazionale – sia per il nostro Fvg che sperimenta una “decrescita infelice”. Ciò perché l’eredità dell’Italia e quella del Fvg comprende la “Grande Crisi” 2008-2014, la mini-ripresina 2015-2019, il crollo pandemico 2020, la ripresa del biennio 2021-2022 e la mancata resilienza del biennio successivo.
Con un aggravio del fardello ereditario a sfavore del nostro Fvg. Tale situazione nostrana richiede un progetto di rilancio strutturale simile a quello attuato dopo il sisma del 1976 che parta dalla lettura obiettiva della realtà (bilancio dei danni) e prosegua con la condivisione dell’obiettivo del rilancio tra politica e forze sociali regionali.
Con questo primo rapporto di OSEè, pertanto, sottolineiamo due macro-aspetti urgenti da fronteggiare: il declino economico e quello demografico che sono tra di loro fortemente intrecciati.
Male l’economia…
Iniziando dal primo osserviamo la crescita del reddito prodotto dall’economia tra il 2008 e il 2023 delle 22 province del Nord-Est: 15 province su 22 registrano una crescita (3,6% per l’intero Nord-Est) ed altre 7 un calo. Il Fvg mostra un quadro diversificato perché la provincia di Trieste sperimenta una crescita notevole (+13,3%), quella di Gorizia una crescita modesta (+1,2%) mentre quella di Pordenone (-1,3%) ed Udine manifestano sofferenza, con Udine (-10,8%) penultima tra le province del Nord-Est e 81a in Italia. Sofferenza attribuibile, in entrambi i casi, alla mancanza di una politica industriale diversamente dal passato.
Il Trentino-A.A. (+16,3%), è primo in Italia e nel Nord-Est grazie ad un uso della propria specialità che valorizza le sue caratteristiche strutturali centrate su un turismo capace di trainare gli altri settori economici mentre il Fvg, invece, deve fare perno sul settore industriale sostenuto da un Piano di politica industriale serio, con obiettivi, tempi e risorse definiti. Piano attualmente mancante. Perché è strategico il settore industriale in Fvg? Perché connota la nostra storia e perché offre retribuzioni lorde consistenti: nella manifattura (anno 2023, fonte INPS) si quantificano in 31.389 euro annui, assai più alte (circa il 50%) rispetto ai 21.000 euro del settore terziario e ancor di più, al suo interno, degli 11.400 del turismo. E perché il rapporto di lavoro manifatturiero dura 12 mesi, prosegue per molti annui ed offre prospettive di professionalizzazione.
… peggio la demografia
Veniamo all’aspetto demografico considerando altresì il tratto senile della popolazione ed i suoi riflessi sul mercato del lavoro e sul fabbisogno di Welfare. Il Fvg evidenzia un indice di vecchiaia pari a 237,2 il più alto nel Nord-Est (195,5) e assai più alto della media italiana (193,1). Significa che per ogni 100 giovani (in età 0-14 anni) si hanno 237,2 over-64enni. Quale l’impatto sulla numerosità delle persone in età lavorativa dalle quali si pescano gli occupati? Tra il 2002 ed il 2023 sono calate di 56mila unità (-7,2%), tra il 2023 ed il 2033 sono previste calare di altre 43mila e tra il 2033 ed il 2043 di altre 53mila unità. In 40 anni, dunque, flettono di oltre 152mila unità (-21,4%). Con la conseguenza che ad una economia nana ed una popolazione invecchiata consegue una forte diminuzione della capacità di fronteggiare un fabbisogno di Welfare crescente. Gli anziani (over 64enni), infatti, sono già aumentati di 67mila unità (+26,1%) tra il 2002 ed il 2023 e cresceranno del 49% (quasi 147mila in più) nel 2043.
L’unica soluzione possibile – a fronte del drastico calo delle nascite in Fvg tra il 2008 ed il 2023 – è il governo dell’immigrazione finalizzato a colmare il vuoto demografico ed occupazionale. Ovvero il declino demografico del nostro Fvg che entro 15 anni diventerebbe meno popolato del Trentino Alto Adige. Siamo consci di tutto ciò? E del fatto che dovremmo altresì fermare l’emorragia di espatri netti dei nostri figli e nipoti che impoverisce società e mercato del lavoro regionale?
La specialità del nostro Fvg ha posto in essere politiche volte ad invertire le tendenze tratteggiate facendo leva su un bilancio pubblico regionale che si colloca in un intorno di oltre 6,2 miliardi (tantissimi, se confrontati con quello italiano che si cifra in 30 miliardi)? Ma che, entro un paio di anni, tornerà ad essere assai magro? I dati riferiti al periodo più recente consentono a tutti di trarre una risposta anche troppo chiara. Nel biennio 2022-2023, infatti, il reddito prodotto dall’economia del Fvg è cresciuto solo dell’1,1% (+1,6% nel 2022, -0,5% nel 2023) a fronte di una crescita biennale italiana pari al 4,7% e al 4,2% di quella nordestina. E quella prevista per il biennio 2024-2025? Ancor più modesta e più bassa per il nostro povero Fvg: +0,9% per quest’ultimo contro l’1,7% del Nord-Est e l’1,5% dell’Italia! Con questo 1° rapporto OSEè ha inteso definire le macro-tendenze ed i macro-problemi da fronteggiare.
Con i prossimi intende fare luce anche sugli andamenti settoriali. Sarebbe splendida – almeno per noi – la presenza sul sito www.rilanciafriuli.it e ad incontri sia in videoconferenza sia dal vivo per approfondire i temi trattati con tutti gli interessati.
Economista RilanciaFriuli.
- Fulvio Mattioni
- Fulvio Mattioni