Ansia da terzo mandato
Nel giro di pochi giorni quella che sembrava essere una decisiva battaglia di libertà per il Paese (“i cittadini devono poter scegliere”, cit. Salvini) è finita in un nulla di fatto, almeno per ora e per i comuni mortali, dopo l’incontro tra il Presidente della Regione Fedriga e il Presidente del Consiglio Meloni.
Anzi, abbiamo appreso che a conclusione dell’incontro si è convenuto non solo che “la legislatura va portata a scadenza naturale” ma che addirittura “lo si potrà fare rilanciando l’azione dell’amministrazione regionale”. Che ci sia forse qualcosa che non va?
Passata la paura della crisi e della restituzione delle deleghe, ora si può forse parlare di qualche rimpasto o impegno programmatico, politica insomma da ancien régime, lasciando alle opposizioni di perdere tempo con la sanità. Ed è al momento scongiurata anche l’ipotesi di un autoaffondamento entro metà mandato per potersi ripresentare così in elezioni anticipate senza aver compiuto due mandati completi.
Tutto va letto in chiave di provvisorietà perché tutto è rinviato alla sentenza che la Corte costituzionale è stata chiamata ad esprimere proprio dal Governo sulla legge elettorale del Trentino, che introduce la possibilità del terzo mandato in un’altra autonomia a Statuto speciale.
Sembra improbabile che la Corte dimentichi che il limite dei mandati per le funzioni monocratiche di governo nei Comuni e nelle Regioni è stato voluto come elemento di indispensabile equilibrio dopo l’introduzione dell’elezione diretta di queste cariche, ma, se così non fosse e se i tempi della sentenza lo consentissero allora la bagarre si ripresenterà.
In caso contrario, e se i giocatori resteranno gli stessi nel 2028, gli attuali strenui difensori della specialità e dell’autonomia, nonché del diritto dei cittadini a scegliere chi li governa, si riuniranno in un conclave romano nel corso del quale verrà deciso un giro di candidature, soppesate per numero e per peso in tutta Italia, e accompagnate con ulteriori accordi di spartizione, alla fine del quale verrà fuori il nuovo candidato presidente della nostra Regione.
Solo un ricordo, la forte polemica che nel 2003 Sergio Cecotti lanciò contro i candidati col paracadute: Visitors!
Direttore editoriale del Passo Giusto
- Elia Mioni
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