Pradamano: quasi un quarto del territorio agricolo destinato ad impianti fotovoltaici e agrivoltaici. Il Comune non ci sta
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L’Amministrazione comunale di Pradamano è impegnata nel promuovere uno sviluppo sostenibile che tuteli le caratteristiche ambientali, paesaggistiche e sociali del territorio e della comunità. Pur mostrando apertura verso le fonti di energia rinnovabile come strumenti di transizione ecologica e di riduzione delle emissioni di gas serra, il Comune ritiene che questa transizione debba avvenire nel rispetto della vocazione rurale, della qualità del paesaggio e delle tradizioni locali. In particolare, si oppone fermamente a progetti che, pur presentandosi come soluzioni innovative, comportano un’occupazione eccessiva del suolo agricolo, trasformando profondamente il territorio in un’area produttiva.
Negli ultimi anni, sono stati presentati e avviati numerosi progetti legati alla produzione di energia da fonti rinnovabili, interessando aree agricole del territorio comunale. Questi interventi, pur conformi alla normativa regionale e nazionale vigente in materia di energia e uso del suolo, hanno causato cambiamenti significativi nel paesaggio, nell’utilizzo dei terreni e nella vocazione agricola.
La crescita di impianti fotovoltaici, sia a terra sia agrivoltaici, ha infatti interessato circa 145 ettari di superficie, pari al 23,77% dell’intera superficie agricola comunale, che si aggira intorno ai 610 ettari. Tutti gli impianti sono già autorizzati, in parte realizzati ed in parte in corso di realizzazione con eccezione del parco agrivoltaico avanzato dell’estensione di circa 84 ettari il cui procedimento è in corso. Tale percentuale rappresenta una modifica sostanziale di un territorio tradizionalmente dedicato all’agricoltura intensiva, alterandone in modo strutturale le caratteristiche e i valori.
Tra i progetti attualmente in fase di autorizzazione, spicca un impianto agrivoltaico di circa 84 ettari e 40 MW, previsto tra il torrente Torre e il Rio Roiello, oggetto del primo contratto di fiume della Regione Friuli-Venezia Giulia. Questa zona, di vocazione agricola e di grande valore paesaggistico, ambientale e storico-culturale, presenta visuali di pregio e ha avuto risorse finanziarie dedicate a sviluppo e conservazione. La realizzazione di questo impianto, che si inserisce in un contesto di elevata rilevanza paesaggistica, solleva numerosi dubbi e preoccupazioni tra la comunità e l’Amministrazione, condizionando anche la programmazione dell’ente.
Il parere del Consiglio comunale
Per questo il Comune ha espresso un parere, condiviso dal Consiglio comunale all’unanimità, di netta contrarietà: “Gli impatti di tali progetti sono ampi e riguardano molteplici ambiti: ambientale, naturalistico, idraulico, agricolo, paesaggistico, urbanistico, sociale, immobiliare e, non ultimo, sulla salute e il clima, per i quali gli effetti ancora sono poco conosciuti”.
La priorità del Comune è sempre stata quella di sostenere iniziative di piccola scala e progetti di efficienza energetica, favorendo l’installazione di impianti fotovoltaici su edifici pubblici e promuovendo comportamenti virtuosi tra cittadini e imprese. Tuttavia, si oppone fermamente a soluzioni che prevedono grandi impianti su terreni agricoli, poiché un uso indiscriminato di suolo agricolo può compromettere la qualità del paesaggio rurale, alterare gli equilibri ambientali e mettere a rischio le attività agricole e il patrimonio culturale locale.
Questi interventi, spesso presentati come soluzioni innovative per combinare produzione alimentare e energia rinnovabile, rischiano di trasformare un territorio a vocazione rurale in un’area di produzione energetica estesa. La preoccupazione principale riguarda la perdita delle caratteristiche proprie del territorio, l’impatto sulla biodiversità, la salute, il clima e le ricadute sociali derivanti dall’eccessiva industrializzazione di zone storicamente dedite all’agricoltura.
L’Amministrazione, guidata dal sindaco dott. Enrico Mossenta, sottolinea che il rispetto del territorio e delle sue peculiarità non può essere sacrificato in nome di interessi temporanei o di soluzioni che, pur apparendo sostenibili, rischiano di compromettere in modo duraturo il patrimonio naturale e culturale del Comune. La tutela del paesaggio, la salvaguardia delle attività agricole e la qualità della vita sono valori fondamentali che devono essere preservati, anche nel contesto della transizione energetica. È essenziale adottare un modello di sviluppo che privilegia la sostenibilità ambientale, sociale ed economica, in linea con le caratteristiche e le tradizioni locali.
Rinnovabili nel rispetto delle vocazioni territoriali
Un’altra preoccupazione riguarda anche gli investimenti pubblici destinati allo sviluppo sostenibile e alla valorizzazione del territorio. Tra questi, i progetti legati alla ciclovia ULRICH, finanziato con fondi Interreg che rappresenta un’opportunità di sviluppo turistico e di mobilità sostenibile, ma che potrebbe essere compromesso da insediamenti energetici invasivi, che disturberebbero l’armonia e l’attrattività naturale dell’area. La coerenza tra sviluppo e tutela del paesaggio rimane un principio cardine per l’Amministrazione di Pradamano.
In conclusione, il Comune si dichiara favorevole alle fonti di energia rinnovabile, purché queste siano realizzate nel rispetto del territorio, delle sue caratteristiche naturali e paesaggistiche, e delle attività socio-economiche che lo definiscono. La trasformazione del territorio in un’area di produzione energetica invasiva, occupando il 23,77% della superficie agricola e modificando profondamente il carattere rurale e identitario del Comune, è considerata inaccettabile. Per Pradamano, la sostenibilità significa anche preservare l’identità, il patrimonio naturale e culturale, affinché le future generazioni possano vivere in un territorio equilibrato, bello e ricco di tradizioni.
L’Amministrazione comunale continuerà a monitorare attentamente ogni sviluppo, valorizzando il dialogo con altri enti e soggetti coinvolti, con l’obiettivo di tutelare il suo territorio, nel rispetto dei ruoli e delle competenze di ciascuno, ma riservandosi anche un eventuale procedimento legale per cui ha stanziato i fondi a bilancio. Non lasceremo nulla di intentato e ringraziamo i cittadini, le associazioni e i comitati che ci stanno affiancando.
