Skip to main content

Numero 49 | 30 gennaio 2026

Ecomafie in friuli Venezia Giulia, rifiuti illeciti

Rapporto Ecomafie 2025. L’illegalità ambientale in Friuli-Venezia Giulia


Ascolta l’audio

Il rapporto 2025 fotografa una situazione nella nostra regione tutt’altro che rosea.

Nel 2024, l’anno a cui si riferiscono i dati, forze dell’ordine e Capitanerie di porto hanno accertato in Friuli-Venezia Giulia 856 reati ambientali, facendola salire dal 18° al 15° posto della classifica nazionale, con una crescita del +58,2% rispetto al 2023, 686 persone denunciate, 1 arresto e 125 sequestri, con un’incidenza del 2.1% sul territorio nazionale.

L’incremento è stato rilevante, considerando che nel 2023 i reati accertati invece sono stati 541, con 644 persone denunciate, 0 arresti e 179 sequestri, con un’incidenza dell’1,6 % sul territorio nazionale.

Udine è infatti salita dal 72° posto con 97 reati al 31° con 355; Pordenone dal 104° posto con 33 reati è passata al 100° posto con 49 reati; Gorizia dal 88° posto con 68 reati al 63° con 135 reati; infine Trieste dal 73° posto con 97 reati ha toccato il 54° posto con 143 reati.

Inoltre i reati accertati dal Reparto Tutela Ambiente (non distinti a livello provinciale) sono passati da 200 a 242.

Il maggior numero di reati si è concentrato nel ciclo dei rifiuti (gestione illegale, discariche abusive, traffici illeciti), con 246 illeciti penali, quasi raddoppiati rispetto ai 130 del 2023 (+89,3%), 195 persone denunciate e 34 sequestri.

Crescono i reati anche nel ciclo del cemento (edilizia, urbanistica, attività estrattive, appalti per opere pubbliche), con 241 illeciti penali (+24,2%), 237 persone denunciate e 1 sequestro.

Restano stabili, invece, i reati contro gli animali (dal maltrattamento al bracconaggio, al traffico di animali d’affezione, alla pesca illegale), con 163 illeciti penali, 143 persone denunciate 1 arresto e 64 sequestri.

Stabili anche i reati contro il patrimonio archeologico e gli incendi.

La provincia con il maggior numero di reati ambientali è quella di Udine (355, con 201 persone denunciate, 1 arresto e 64 sequestri), seguita da Gorizia. 

Udine è sempre la prima provincia per illeciti penali nel ciclo dei rifiuti (136 illeciti penali contro i 42 del 2023) e in quello del cemento. 

Gorizia, invece, è la prima provincia per reati contro gli animali (62 rispetto ai 39 del 2023), seguita da Trieste, relativi soprattutto alla pesca illegale. 

Pordenone è fanalino di coda in tutti gli illeciti, sempre verso la 100° posizione rispetto alle 108 province.

I dati su base provinciale non tengono conto di quelli relativi alle attività svolte dal Comando Tutela ambientale e Sicurezza energetica, Tutela del lavoro e Patrimonio dei Carabinieri.

L’attività del Centro di Azione Giuridica regionale Ce.A.G.

Manifestazione ecomafie ex fiera di Pordenone
Manifestazione all’ex Fiera di Pordenone.

L’impegno di Legambiente nelle aule dei tribunali ha sempre rappresentato un capitolo fondamentale per la tutela dell’ambiente in Italia, caratterizzato da un’intensa attività giudiziaria che ha visto l’associazione impegnata in sede civile, penale e amministrativa.

L’approfondimento giuridico sulle diverse materie e legislazioni ambientali è affidato ai Centri di Azione Giuridica, di cui fanno parte 150 avvocati, tutti soci, distribuiti su tutto il territorio italiano. 

Tale rete consente uno scambio continuo di competenze e strategie, collegando le battaglie locali alle più ampie vertenze nazionali sulle ecomafie, gli ecoreati, lo smaltimento illecito dei rifiuti e altri crimini ambientali.

Il Ce.A.G. di Legambiente FVG è l’articolazione regionale della struttura giuridico-legale presente in tutta Italia. E’ raggiungibile tramite i Circoli territoriali nella regione o la sede regionale e vi fanno riferimento avvocati degli Ordini di Gorizia e Udine.

L’attività del Ce.A.G. Legambiente F.V.G. si sviluppa su più fronti: da un lato, le vertenze legali e ricorsi giudiziari per contrastare decisioni o progetti che compromettano l’ambiente o i diritti delle comunità locali; dall’altro, la formazione degli associati e la sensibilizzazione attraverso eventi, convegni e iniziative pubbliche che collegano legalità, tutela ambientale e partecipazione civile.

Il Ce.A.G. di Legambiente FVG ha svolto azioni legali e vertenziali di rilievo, spesso in connessione con le principali tematiche di illegalità ambientale e conflitto di interessi sul territorio regionale:

L’abbattimento dei tigli dell’ex Fiera di Pordenone, l’Ovovia, SIOT

In questo caso nel gennaio 2024 il Ce.A.G., insieme a numerosi cittadini, ha promosso un ricorso al TAR del Friuli Venezia Giulia per ottenere la sospensione dell’abbattimento degli alberi previsti nell’ambito di un progetto edilizio. Il Tribunale si è pronunciato positivamente sulla richiesta di sospensiva, sospendendo l’iter del progetto e confermando la centralità del principio di tutela del paesaggio urbano e del verde storico.

Pur non essendo una causa promossa esclusivamente dal Ce.A.G., Legambiente (insieme a LIPU, WWF Italia, Rete Associativa e il Comitato No Ovovia) ha agito in sede amministrativa presentando ricorsi al TAR del Friuli Venezia Giulia contro gli atti regionali e comunali che autorizzavano la realizzazione dell’opera, in particolare contro la carenza di elementi procedurali e autorizzativi, come la mancata preventiva compatibilità urbanistica e paesaggistica, l’assenza di una corretta Valutazione di incidenza ambientale (VINCA/VAS), ricorsi più volte accolti del Tar FVG.

Un’altra vertenza rilevante in cui il Ce.A.G. e Legambiente FVG hanno avuto un ruolo di sostegno e partecipazione tecnica/legale è quella relativa alle autorizzazioni concesse alla società SIOT (Società Italiana Oleodotto Transalpino) per l’installazione di impianti di cogenerazione a gas nelle stazioni di pompaggio dell’oleodotto che collega il porto di Trieste all’interno dell’Europa. 

Questa vertenza ha avuto un’importanza particolare per il confronto sulle procedure di autorizzazione ambientale e sulla coerenza con gli obiettivi di transizione energetica, poiché gli impianti contestati erano alimentati a gas metano e, secondo gli oppositori (tra cui Legambiente FVG e il Movimento Difesa del Cittadino), avrebbero comportato emissioni significative di gas serra, rallentando la transizione energetica e contrastando gli obiettivi regionali di decarbonizzazione.

Anche il Ce.A.G. di Legambiente FVG dà un proprio specifico contributo nel sostenere la missione dell’Associazione, sia in sede giudiziaria, che con la formazione degli associati e la sensibilizzazione attraverso eventi, convegni e iniziative pubbliche che collegano legalità, tutela ambientale e partecipazione civile.

Consulta il Rapporto Ecomafie 2025

Daniela Moreale
+ posts

Avvocato cassazionista, dal 2019 referente del Centro di Assistenza Giuridica per il Friuli Venezia Giulia di Legambiente APS

Iscriviti alla newsletter de Il Passo Giusto per ricevere gli aggiornamenti