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Numero 46 | 21 novembre 2025

cinema odeon

Cinema Odeon, finalmente un progetto, inizia un percorso


L’Odeon è nel cuore di tante e tanti. Inaugurato nel 1936 su progetto dell’architetto Ettore Gilberti, tutelato dalla Soprintendenza regionale per i Beni e le Attività Culturali, è stato per decenni un punto di riferimento della vita culturale udinese. La sua elegante architettura novecentista, caratterizzata da forme monumentali, ospitava una delle più grandi sale cinematografiche della città, con un palco adatto anche a rappresentazioni teatrali. Dopo aver vissuto il suo massimo splendore nella seconda metà del Novecento, l’Odeon ha chiuso i battenti nel 2003, rimanendo inaccessibile al pubblico e diventando il simbolo di un patrimonio culturale “in sospeso”. L’edificio è stato acquistato dal Comune nel 2022 senza un vero e proprio progetto di rigenerazione: per questo, fin dal momento del nostro insediamento, ci siamo posti nell’ottica di proporre una progettualità forte e sostenibile per il futuro di questo spazio, tenendo conto dell’idea di territorio attrattivo, aperto, vivo, dinamico che vogliamo sviluppare e rappresentare.

Un partner autorevole per partire

Da qui la scelta di affidare ad un partner autorevole e di prestigio come la Fondazione Feltrinelli di Milano, ente partecipato da Comune di Milano, Regione Lombardia, Ministero della cultura, e specializzato in progetti di rigenerazione territoriale attraverso la cultura, la primissima fase del percorso di riapertura dell’ex cinema, ovvero quella legata alla progettualità culturale. Il lavoro di Fondazione Feltrinelli è, nelle intenzioni del Comune, la base di partenza che permette a questa rigenerazione territoriale di avere una visione concreta.

Venerdì 11 luglio al cinema Visionario abbiamo presentato gli esiti dello studio realizzato da Fondazione Feltrinelli, dopo un ampio confronto con associazioni, giovani, operatori locali. Siamo pronti a scrivere un nuovo futuro per l’ex Cinema Odeon con un progetto che guarda all’Europa ma che coinvolge e nasce dal territorio. La nostra idea è realizzare un nuovo centro culturale ibrido, ispirato ai modelli di diverse città europee: un luogo aperto, multidisciplinare, dove musica, arti visive, tecnologia e formazione si intrecciano per generare cultura, innovazione e trasformazioni economiche. Uno spazio culturale quindi, laboratorio urbano pensato per pubblici locali e internazionali (studenti, imprese, cittadini e creativi). Con questa ambiziosa trasformazione, Udine rafforza la propria identità di città universitaria, europea: un centro urbano che si candida a diventare punto di riferimento per la produzione culturale contemporanea.

La rinascita dell’Odeon seguirà un indirizzo chiaro e definito, quello della sostenibilità. Un’identità tematica a tutto tondo sulle dinamiche e pratiche di sostenibilità, di coesistenza tra essere umano e natura, di design della società nell’intreccio tra sostenibilità ecologica, pratiche innovative di relazione tra essere umano e natura e dinamiche creative e formative volte a ricostruire, narrare, bilanciare, temperare, sensibilizzare, anticipare il cambiamento. Ma anche provare ad intercettarne le fratture, le contraddizioni, le opportunità con la tensione a mettere in atto ciò che è in nostro potere per migliorare le condizioni di vita di tutte e tutti.

Le vocazioni del nuovo Odeon

Il nuovo Odeon sarà ibrido, polifunzionale e interdisciplinare: potrà diventare spazio per musica e spettacolo, galleria per le arti visive, centro di formazione e luogo di incontro per il tessuto creativo e produttivo. L’approccio è ecosistemico: il centro produrrà cultura dando spazio ad associazioni e giovani talenti, connetterà istituzioni (dall’università al mondo produttivo) e spingerà la comunità locale a essere non solo spettatrice ma parte attiva dei processi creativi che riguardano la città e presentano la città all’esterno. Un modello aperto e partecipato che mira a generare un impatto duraturo sul territorio, facendo dell’Odeon un “laboratorio urbano” dove sperimentare nuovi modi di fare cultura e innovazione sociale.

All’Odeon potrà trovare spazio una programmazione vivace di concerti musicali, spettacoli di teatro e danza, proiezioni e mostre di arti visive e fotografiche, esposizioni d’arte, frutto sia di produzioni originali sia di co-produzioni con privati e partner locali, nazionali e internazionali.

Gli stessi spazi potranno ospitare percorsi di formazione, laboratori e masterclass dedicati a giovani professionisti del settore culturale, a studenti universitari e delle scuole secondarie. Tra le possibilità anche una sala per workshop, incontri con esperti e programmi didattici innovativi, così da coltivare nuove competenze creative sul territorio.

Un punto di partenza per startup creative

L’amministrazione concepisce l’Odeon del futuro non solo come un luogo di fruizione, ma anche di generazione. L’ex Cinema potrà allora comportarsi da hub di incubazione per startup e imprese creative ad alto tasso di innovazione. L’idea è quella di creare luoghi attrezzati dove realtà imprenditoriali culturali e tecnologiche potranno incontrarsi, dialogare e co-progettare insieme ad artisti e ricercatori, dando vita a nuove idee e servizi. Questo dialogo tra creatività e impresa mira a innescare un ecosistema sostenibile, in cui la cultura possa diventare un volano economico e occupazionale.

Un luogo dove cultura, creatività e formazione si intrecciano per generare consapevolezza collettiva, verso un futuro equo e sostenibile, ideato sulla scorta di grandi esempi che hanno contribuito alla crescita delle città in Europa: dai Ghetti di Bilbao nei Paesi Baschi, all’Ars Electronica di Linz in Austria, dall’Art Factories di Barcellona in Catalogna alle Serre dei Giardini a Bologna.

Una fondazione dedicata e un comitato scientifico

A garantire la solidità del progetto Sfera saranno, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, anche un modello gestionale innovativo e una chiara strategia di sostenibilità.

Alla base della sostenibilità istituzionale del polo culturale, la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, nello studio realizzato, ha infatti indicato in una fondazione di partecipazione, strumento particolarmente idoneo per iniziative culturali, sociali ed educative orientate all’interesse generale e caratterizzate da una governance inclusiva. La Fondazione consente infatti di coinvolgere stabilmente attori pubblici e privati, favorendo il radicamento territoriale del progetto e la co-responsabilità nella sua gestione. Siamo pronti a scrivere un nuovo futuro per l’ex Cinema Odeon non con una progettualità calata dall’alto, ma rispondendo alle esigenze e all’originalità, non solo culturale, che caratterizza il Friuli. Con Sfera l’obiettivo è dar voce a queste istanze, creando a Udine un luogo aperto e moderno che sia da riferimento per la sostenibilità a livello europeo in ambito artistico, formativo, economico. La strada è lunga, complessa e ambiziosa ma abbiamo iniziato a percorrerla.

Federico Pirone
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insegnante, assessore a istruzione, università e cultura del Comune di Udine, responsabile degli enti locali del Patto per l'autonomia

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