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Leggi elettorali col trucco, dopo Roma tocca a Trieste?


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Nei prossimi giorni è molto probabile che nel palazzo del Consiglio regionale si consumi una nuova manipolazione delle leggi elettorali e quindi della distorsione e della neutralizzazione preventiva del voto del corpo elettorale.

Si tratta del disegno di legge predisposto dalla Giunta regionale per recepire nell’ordinamento legislativo regionale una modifica dello Statuto speciale di autonomia da essi stessi, a suo tempo, proposta e fatta approvare in sede parlamentare.

Ne abbiamo scritto qui, in un intervento estremamente chiaro nell’individuare le conseguenze della modifica introdotta: https://ilpassogiusto.eu/vogliono-rimuovere-dallo-statuto-garanzie-costituzionali-di-partecipazione-dei-cittadini/

Oggi siamo al secondo atto. L’elemento significativo, stravolgente, concepito per rendere inattaccabile dal giudizio popolare qualsiasi nuova legge elettorale venga fatta, è l’introduzione del limite del 40% dei votanti da superare per rendere valido il risultato della eventuale consultazione referendaria. Questo al posto della precedente previsione dello Statuto di un voto referendario valido senza alcun obbligo di quorum. Come lo sono, per ricordare, le votazioni referendarie confermative di modifiche alla Costituzione.

Niente di nuovo. Già una volta la maggioranza regionale si è esibita in manipolazioni strumentali analoghe, con l’introduzione del limite del 40% dei voti a una coalizione come soglia che, se superata, consente di evitare il ballottaggio nelle elezioni comunali. Anche qui una soglia su misura, inventata non per caso dopo la sconfitta alle comunali di Udine…

Con tutta evidenza questa maggioranza ha i numeri, la volontà, l’ideologia, per imporre cose che, come minimo toccando il cuore della costruzione di una “rappresentanza rappresentativa della comunità”, dovrebbero essere concordate e condivise con le minoranze.

Ci aspettiamo quindi, al di là delle smentite di rito e tenendo conto di tutte le manovre in corso tra Roma e Trieste per la spartizione delle carriere nella maggioranza e per le date in cui tutto ciò accadrà, che avremo anche il terzo atto di questa tragedia. 

Una bella e nuova legge elettorale regionale che garantisca ancor di più la “governabilità”, quella parola magica con la quale a destra come a sinistra si è distrutto da almeno vent’anni a questa parte ogni modello decente di trasformazione del voto dei cittadini in seggi nelle nostre assemblee elettive, umiliandone anche il funzionamento sottoposto all’”unto dal signore” di turno.

Anche per questo piace ospitare la notizia dei ricorsi già presentati, anche a Trieste, contro la legge elettorale per le politiche appena licenziata dal Parlamento. Questa volta e finalmente potrebbe essere che il giudizio di incostituzionalità avvenga prima e non dopo la tenuta delle elezioni. Attendiamo.

 

Elia Mioni
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Direttore editoriale del Passo Giusto

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