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corte costituzionale

Legge elettorale, nessuno l’ha vista arrivare?


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In questi giorni il Parlamento ha votato l’ennesima legge elettorale a colpi di maggioranza con l’intento di forzare la Costituzione attraverso questo piede di porco. Molte e tutte negative le novità introdotte. Senza cercar di fare analisi improvvisate per una sintesi immediata ma puntuale ci affidiamo a una dichiarazione alla stampa di un parlamentare radicale che segnaliamo qui sotto.

Della legge elettorale si è parlato anche nel corso del seminario annuale della Società della Ragione, che si è tenuto a fine settembre a Paluzza e i cui lavori si possono seguire online.

Da quei lavori, oltre a utili approfondimenti politologici, giuridici, e a riflessioni sull’evoluzione della politica in questi decenni, emergeva la sorpresa, quasi una dolorosa constatazione, per una opposizione capace magari di interventi parlamentari di forte livello etico e istituzionale ma che mai ha pensato e cercato di costruire informazione, dibattito, partecipazione dei cittadini attorno alla pur lunga gestazione parlamentare della legge.

Perché al di là della previsione di incredibili premi di maggioranza questa legge consentirebbe ad una minoranza del corpo elettorale, il 42%, di ottenere una maggioranza nelle Camere tale da eleggersi da sola il Presidente della Repubblica, modellare a suo piacere la composizione della Corte Costituzionale e via dicendo… il tutto in un “paese reale” dove potrebbe anche succedere che la coalizione perdente abbia perso per qualche decimale… come sarebbe la lotta politica democratica in quelle condizioni?

Per questo non ci si può che augurare che gli annunciati ricorsi alla Corte vengano presentati e che la Corte si esprima, diversamente da altri precedenti, prima e non dopo le prossime elezioni politiche.

Questo quadro di caduta democratica non colpisce solo l’Italia, basta vedere i recenti avvenimenti francesi dove un governo senza maggioranza parlamentare e un presidente della Repubblica a fine mandato e alle prese con una situazione finanziaria senza precedenti storici, non sa far altro che scatenare la polizia in tutte le piazze del Paese contro studenti e studentesse che chiedono di potersi costruire un futuro attraverso lo studio… qual è lo scopo politico di questa repressione?

Giunge allora utile pubblicare con un commento appropriato il Rapporto sullo Spazio Civico Europeo, una ricerca sulla qualità della democrazia in Italia e nell’Unione Europea. Quel posto che un autorevole commissario europeo pochi anni fa definì così: “noi siamo un giardino, il resto del mondo una giungla”. Se così fosse, e non è del tutto certo, vorremmo che così restasse e prendere veramente atto delle tendenze pericolose in atto è decisivo.

 

Qui i lavori de La Società della Ragione

https://www.societadellaragione.it/seminari-e-convegni/oltre-la-crisi/oltre-la-crisi-la-registrazione-video/

Qui il commento alla legge elettorale

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/10/05/legge-elettorale-magi-al-5-giorno-di-sciopero-della-fame-sit-in-di-europa-davanti-a-palazzo-chigi-meloni-con-la-fiducia-impedisce-ad-parlamento-di-esaminare-la-riforma/8528228/

Elia Mioni
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Direttore editoriale del Passo Giusto

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