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Suns Europe Festival - Teatro Nuovo Giovanni da Udine, 10/10/2026 - Foto © 2026 Luca Chiandoni
Suns Europe Festival – Teatro Nuovo Giovanni da Udine, 10/10/2026 – Foto © 2026 Luca Chiandoni

Suns Europe 2026. Suoni, parole e visioni dell’Europa possibile e necessaria


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Suoni, parole, visioni ed emozioni, in nome del “dirit ae lenghe” e del “dirit ae diversitât”.

La dodicesima edizione di Suns Europe, il festival delle arti nelle lingue minorizzate
d’Europa, organizzato annualmente dalla cooperativa Informazione Friulana, la società editrice di
Radio Onde Furlane, con il sostegno e la collaborazione di istituzioni e altri soggetti pubblici e
privati, locali e internazionali, non ha tradito le aspettative della vigilia. Dal 2 al 10 ottobre, con un’anteprima lo scorso 15 agosto a Bovec, in Slovenia, e con una coda ancora in programma prossimamente a Codroipo, in connessione con il premio letterario “S. Simon”, la rassegna ha svolto nuovamente la sua funzione di portare l’Europa in Friuli e il Friuli in Europa, di promuovere lingue, diritti e identità, di creare e rafforzare relazioni di collaborazione tra comunità linguistiche e territoriali e tra le rispettive organizzazioni impegnate nel valorizzare la creatività, nel rivendicare i diritti linguistici e nel sostenerne l’esercizio e di far conoscere al pubblico friulano progetti artistici caratterizzati dall’uso creativo, innovativo e “normale” di lingue che in quanto più o meno fortemente minorizzate spesso e volentieri stentano ad essere utilizzate con la buona e giusta “normalità”.

Dai primi concerti sino agli appuntamenti a letterari, teatrali e musicali conclusivi, Suns Europe ha colpito orecchie, cervelli e cuori e ha trasmesso nuovamente il suo messaggio forte e chiaro: un’altra Europa, veramente “unita nella diversità”, è possibile e soprattutto è necessaria.

«E jo o cjanti, o cjanti, o cjanti…», musica e letteratura ‘ator pal Friûl’

La proiezione europea e internazionale del festival si era espressa già lo scorso ferragosto con il concerto di Alvise Nodale a Bovec, in Slovenia, in occasione della Summer School organizzata
dall’Università di Klagenfurt, con un concerto di Alvise Nodale, e trova ulteriori conferme nelle collaborazioni in atto con il festival gallese Tafwyl e con quello che si inaugurerà a Marsiglia il prossimo 19 novembre, dal titolo À la marge.

Quella stessa attitudine si è concretizzata nella serata inaugurale, lo scorso 2 ottobre, presso la cantina Radnik di Plessiva, in un’area friulanofona e slovenofona, a cento metri dalla linea di confine con la Slovenia, in cui si sono incrociati friulano, sardo e galiziano, grazie alle esibizioni della cantautrice nostrana Michela Franceschina, che ha presentato con passione e intensità il suo repertorio che unisce brani originali e classici della tradizione come Tu tramontis, canzone d’amore e di rivolta che  più di qualcuno considera, a ragione, una sorta di inno del Friuli, della band Ladies’ Juke-box, che nel suo progetto musicale non utilizza solo il “furlan”, ma anche la lingua propria della Galizia, e di Su Dotori, all’anagrafe Michele Atzori, storico esponente della scena musicale della Sardegna, che con personalità e mestiere ha trovato la complicità del pubblico con brani “Fàulas” e “Anticolonialista”, il cui testo descrive con efficacia non solo la situazione sarda ma anche quella di altre “nazioni proibite” e “colonie interne” d’Europa, come si potrebbero definire riprendendo i titoli di un paio di celebri libri di Sergio Salvi, pubblicati una cinquantina di anni fa.

Vibrazioni, energia e urgenza comunicativa hanno caratterizzato anche la serata successiva al circolo Arci Cral “Ciliti” di Ligugnana. Sul palco di quel locale che nel contempo ha le carte in regola per essere considerato un vero rock club e conserva e rinnova la memoria delle lotte contadine del 1948 che ispirarono il Pasolini del “Sogno di una cosa” si sono presentati con personalità e quindi con successo i nostrani Pestefun, con il loro rock a cavallo tra il Tagliamento e Seattle, i baschi Adur, giovanissimi artefici di una potente miscela di rock ruvido ed elettronica, e ancora Su Dotori, il dottore del rap in lingua sarda. 

POKRIVA NOCIVA

Letteratura, teatro, premi e concerti

Il percorso di Suns Europe 2026 nel corso della seconda settimana del suo programma ufficiale ha toccato anche il Medio Friuli. La seconda e ultima settimana di Suns Europe, prima della soirée udinese, è stata segnata da due tappe a Codroipo, tra letteratura e musica. Dopo la prima presentazione assoluta di “Tiere sidiade – Flabiselis speculativis
cun cuintricjant picjadis tun spali tirât dal amont dal Antropocen fin al prin cricâ dal Chthulucen”, la nuova raccolta di racconti “par furlan” di Gianfranco Pellegrini, pubblicata da KappaVu, che si è
tenuta martedì 6 ottobre presso la biblioteca civica “Don Gilberto Pressacco”, venerdì 9 ottobre il menù del festival europeo organizzato da Informazione Friulana con il sostegno finanziario di Regione, ARLeF, Comune di Udine, Fondazione Friuli e Istituto Basco Etxepare e con la collaborazione di numerosi altri soggetti pubblici e privati locali e internazionali, ha proposito un’altra vibrante serata musicale nella sede dell’associazione Ottagono con il concerto della band galiziana Zeltia Irevire, della cantautrice friulana Momi, dei rappers
baschi RTZ Kolektiboa e della rocker gallese Gwen, quattro dei protagonisti della serata conclusiva, in programma il giorno dopo a Udine.

Suns Europe ha trovato casa nella “capitâl dal Friûl” già nel tardo pomeriggio di sabato 10 ottobre con la lettura scenica de “L’om che al plantave arbui”. Il celebre racconto di Jean
Giono, tradotto in friulano da Federico Rossi, interpretato dall’attore, autore e regista Massimo
Somaglino, con l’accompagnamento musicale di Alessio Zoratto al contrabbasso.
L’evento, nato dalla collaborazione tra Informazione Friulana e Teatri Stabil Furlan, è stato una sorta di antipasto della serata finale, caratterizzata dalla conduzione puntuale di Federica Angeli e Doro Gjat, dalle incursioni letterarie dell’attrice Marta Riservato, che ha dato voce alle parole di Ida Vallerugo e Amedeo Giacomini, e dalla musica dei già ricordati Zeltia Irevire, Momi, RTZ Kolektiboa e dei Pokriva Nočiva, band indie-rock espressione del Friuli di lingua slovena, di Andrea Andrillo, autore e interprete di canzoni di sostanza sia nei contenuti che nella confezione in lingua sarda, e delle Ölivias, giovani e talentuose cantanti catalane.

Nel corso della serata sono stati consegnati i premi del concorso musicale, assegnati dalla giuria internazionale e – quello dedicato a Guglielmo Tonelli, giovane musicista friulano scomparso nel 2021 – in base ai voti del pubblico in sala e di chi ha seguito la serata in diretta sui 90 Mhz, su DAB e in streaming su radioondefurlane.eu, rispettivamente agli RTZ Kolektiboa e alle Ölivias. Il riconoscimento “Altre Europe”, dedicato a chi si impegna per creare un’Europa rispettosa di diritti, lingue e identità, invece è stato attribuito alla Chambra d’Óc, associazione attiva nelle Valli occitane del Piemonte, che tra l’altro organizza il concorso internazionale Premi Ostana. Escrituras in lenga maire. 

Suns Europe Festival - Teatro Nuovo Giovanni da Udine, 10/10/2026 - Foto © 2026 Luca Chiandoni

Il festival oltre il festival

Suns Europe 2026 è finito, però continua ancora. Mercoledì 28 ottobre a Codroipo, nella sala del Consiglio comunale, contestualmente con la consegna del Premi s. Simon, importante riconoscimento dedicato alla produzione letteraria in lingua friulana, ci sarà il concerto di Riccardo Morandini, che con il suo cocktail di rock psichedelico e progressive, folk, jazz e world music renderà omaggio alla poetessa – e sua nonna – Elsa Buiese.

Inoltre, come ogni festival che si rispetti, l’edizione di quest’anno di Suns Europe ha avuto anche i suoi momenti “off”, al di fuori del cartellone ufficiale. È il caso dell’incontro con Michele Atzori, che non è solo un rapper, ma è anche uno scrittore e in questa veste è stato protagonista di un incontro pubblico nella mattinata del 3 ottobre scorso, che ha avuto luogo al Bar Torriani di Udine, in cui ha presentare il suo libro più recente “Ponitì a una party”, e dell’intervista/colazione con Momi, organizzato dal Collettivo Espresso il sabato successivo nei locali dello StudioSpazio di via Aquileia a Udine.

Marco Stolfo
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Si à laureât in Siencis politichis a Turin e al è dotôr di ricercje in Storie dal federalisime de unitât europeane. Dal mês di Març dal 2025 al è ricercjadôr in Storie dal pinsîr politic li deUniversitât dal Friûl, là che al insegne Culturis politichis in Europe e Tutele des minorancis,autoguvier teritoriâl e integrazion europeane. Prime al jere a vore li de Universitât di Turin là che alinsegnave Storie des relazions internazionâls e Storie e politichis de integrazion europeane, intantche prime ancjemò al veve colaborât cul Ateneu furlan cun ativitâts didatichis e di ricercje dicaratar storic e politologjic.

I siei interès sientifics a tocjin diviersis tematichis – integrazion europeane, tutele des minorancis,partîts e moviments politics nazionalitaris e regjonaliscj, politichis linguistichis, identitâteuropeane, migrazions e rapuarts tra media e storie – e al è autôr di cetantis publicazions in contdi chescj argoments.

Di passe trente agns al davuelç ancje ativitât gjornalistiche inte stampe cuotidiane e periodiche, talweb e par radio. Al colabore, tra l’altri, cul Messaggero Veneto, cu La Patrie dal Friûl e cun RadioOnde Furlane, là che al è responsabil di trasmissions tant che Babêl Europe, il cuindisinâl dimusiche e informazion dedicât aes nazionalitâts minorizadis europeanis.

Al à ancje lavorât inte aministrazion publiche, tant che funzionari dal Setôr Bibliotechis de RegjonPiemont, tra il 2003 e il principi dal 2004, e tant che diretôr dal Servizi pes Identitâts linguistichis epai coregjonâi tal forest de Regjon autonome Friûl-VJ dal 2004 al 2009.

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