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Nova Gorica

Nova Gorica verso il voto dopo GO!2025


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In autunno la tensione politica in Slovenia si sta spostando dalle elezioni parlamentari verso quelle amministrative. Non saranno certo una banalità, ma rappresenteranno il primo vero banco di prova per l’attuale coalizione che forma il governo nazionale dallo scorso giugno. Il governo è stato formato, dopo non poche polemiche durante e dopo la campagna elettorale dal leader di centro-destra Janša, nonostante il suo partito non abbia ottenuto la maggioranza relativa e neanche il blocco di centro-destra abbia conquistato abbastanza seggi per formare una coalizione di maggioranza. Si tratta formalmente di un governo di minoranza che però, in Parlamento, è sostenuto dal partito sovranista »Resnica« (La Verità) di Zoran Stevanović, ex poliziotto di origine serba, diventato famoso nel 2020, quando organizzò le proteste contro le misure anti-Covid implementate dallo stesso Janša.

La situazione dopo le elezioni rimane abbastanza tesa, con il governo che sta cercando di cambiare l’orientamento politico della Slovenia, sia in campo internazionale sia sul piano interno, spingendolo verso l’illiberalismo attraverso le ormai note manovre della destra antieuropeista. Ed è chiaro che la situazione a livello nazionale influenzerà in modo non trascurabile anche la campagna e i risultati finali delle elezioni amministrative.

La »Mestna občina Nova Gorica« rappresenta, da questo punto di vista, una particolarità, visto che Nova Gorica è la città natale dell’ex premier Golo, dal quale l’attuale sindaco Turel era stato appoggiato durante la campagna elettorale e nel corso del mandato. È ben noto che Golob, pochi mesi dopo aver ottenuto l’incarico di premier, voleva portare sotto il proprio controllo anche la città di Nova Gorica. Investì molte risorse per sconfiggere l’allora sindaco, l’imprevedibile Miklavič; quest’ultimo, seppure avesse avviato e anche realizzato molti progetti importanti (canale scolmatore dell’Isonzo, GO!2025, riqualificazione della zona della Transalpina ecc.), era privo di importanti leve di potere, a volte si perdeva nelle idee e nei dettagli e durante il mandato non riuscì a creare alleanze stabili né con la sinistra né con la destra. Anche la sua »amicizia« con il sindaco di Gorizia suscitava, a dir poco, perplessità tra la gente da entrambe le parti del confine. Per questo, ma non solo, Golob voleva conquistare la città con il proprio candidato.

Turel e la sua Svoboda stravinsero le elezioni. Nonostante le aspettative altissime dopo la vittoria, Nova Gorica si è lasciata sfuggire molte opportunità: GO!2025 è rimasta un festival diffuso e diviso (ogni città con il proprio) che, a otto mesi dalla chiusura, respira ormai con le branchie: Super8 in Transalpina è chiuso e, a pochi passi, il museo EPIC continua a reggersi sulla buona volontà di poche persone, con il bar chiuso. Il debito di bilancio cresce, la zona economica di Kromberk rimane semivuota, le nuove unità abitative vengono offerte a prezzi altissimi e, di conseguenza, la gente cerca le proprie opportunità a Gorizia. Crescono anche le preoccupazioni per la sicurezza in città, che il Comune non è in grado di affrontare. Rimangono i soliti problemi con i parcheggi e con i collegamenti stradali e ferroviari con il resto del Paese. Tutto sommato, la giunta comunale non è riuscita a cogliere le opportunità che si sono presentate e la gente se n’è accorta.

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Un voto imprevedibile

Le elezioni che si stanno avvicinando saranno, per diversi motivi esposti sopra, molto imprevedibili: è ovvio che il governo di destra non è appoggiato dalla maggior parte della popolazione e questo avrà sicuramente conseguenze anche sulla distribuzione dei voti, ma neppure l’attuale sindaco è generalmente considerato all’altezza delle aspettative. È vero che, vista la situazione e il »vibe« politico di quattro anni fa, le aspettative potrebbero essere state fin troppo ottimistiche, ma i giudizi politici non sono mai basati su stime completamente realistiche. Proprio quest’ambiguità apre lo spazio a nuovi candidati e nuovi gruppi che non si identificano direttamente né con la destra né con la giunta dell’attuale sindaco.

Lo strapotere dei consiglieri di Svoboda, che assieme alle liste sostenitrici hanno formato la maggioranza assoluta in consiglio comunale, ha in buona parte paralizzato il lavoro del consiglio stesso. L’opposizione è rimasta debole e divisa: vi sono le liste di destra, alcune piccole liste rappresentate da un solo consigliere e poi Goriška.si, la lista dell’ex sindaco Miklavič, che subì una pesante sconfitta alle elezioni, quasi dimezzando il numero dei consiglieri e uscendo ovviamente sconfitta anche dalla corsa alla carica di sindaco, che nel sistema elettorale sloveno avviene contemporaneamente ma con voto separato. Dopo le elezioni Goriška.si si riorganizzò, rimanendo priva della maggior parte degli ex attivisti e consiglieri e costretta a ricominciare il proprio lavoro quasi da capo.

Il problema, quando si apre uno spazio per il cambiamento, è sempre lo stesso: visto che il passo tra idee, parole e sostegno non ufficiale, da una parte, e lavoro duro, sacrifici e politica reale, dall’altra, è enorme, è difficile trovare candidati competenti. Perlopiù, le responsabilità, le negoziazioni, i compromessi, l’instabilità generale, le notti senza sonno e tante altre cose dissuadono moltissime persone con esperienza che forse sarebbero anche capaci di produrre dei veri cambiamenti. Fino ad oggi, contro il sindaco uscente Turel è stato ufficializzato un solo sfidante: l’ex segretario di Stato al Ministero della Cultura Marko Rusjan, esponente di Levica e coordinatore del comitato locale del suddetto partito. Marko Rusjan verrà sostenuto anche dal movimento Goriška.si, che, pur rimanendo noto e stimato per le sue attività negli ultimi anni, ha deciso di sostenerlo invece di presentare un proprio candidato alla carica di sindaco, mantenendo ovviamente una lista indipendente di candidati per il consiglio comunale.

Il civismo si ricandida per il consiglio comunale

Durante la breve presentazione della candidatura, Marko Rusjan ha sottolineato l’importanza di un nuovo slancio, di un nuovo ciclo di cui il Comune di Nova Gorica ha bisogno: una città aperta e inclusiva, con una ricca scena artistica e culturale, sottolineando però anche l’importanza dello sviluppo economico e del benessere dei cittadini in generale, con particolare attenzione ai cambiamenti climatici ormai inevitabili, che comportano un aumento reale dei costi e maggiori rischi per la salute. Tra le priorità assolute ha indicato anche uno sviluppo gestito e indirizzato insieme al Comune di Gorizia. È ormai questione di giorni l’ufficializzazione delle candidature degli altri sfidanti; tutto sommato, la lotta per la carica di sindaco sarà, per quanto sappiamo finora, aperta e imprevedibile.

Il percorso comune delle due città nell’ultimo periodo è rimasto, purtroppo, una bella carcassa con poca sostanza. Le due città, visibilmente unite agli occhi di un passante, rimangono separate e con tante crepe tra di loro – visibili e non. Dopo il periodo di Miklavič, che nonostante le polemiche ha comunque cercato di ricucire e consolidare i rapporti a livello istituzionale, nell’ultimo mandato questo percorso si è interrotto. A parte gli eventi sotto i riflettori, le cerimonie e pochi incontri bilaterali, ognuna delle due città segue il proprio percorso, nel quale l’altra rimane soltanto spettatrice o accompagnatrice. Le sedute comuni dei consigli sono state introdotte, ma in maniera puramente simbolica; non si discute di progetti comuni importanti per le comunità, come la sanità, la pianificazione urbanistica, la mobilità, l’apprendimento delle lingue, i progetti per i giovani, la zona libera transfrontaliera ecc. In occasione del recente abbattimento del vecchio ospedale di Gorizia, che ha simbolicamente demolito anche l’idea, ormai utopica e sepolta da tanti anni, di una vera collaborazione transfrontaliera tra i due ospedali, il sindaco Turel non ha battuto ciglio. Per di più, nelle recenti edizioni dei giornali locali italiani della zona (Il Piccolo, Primorski dnevnik) abbiamo potuto leggere che l’assemblea del GECT sarebbe stata rinviata a causa del mancato pagamento da parte del Comune di Nova Gorica. E, per finire, al consiglio comunale di Nova Gorica è stata recentemente presentata la strategia »Nova Gorica 2045« che, pur utilizzando termini generici come »sviluppo transfrontaliero« e »collaborazione con i comuni confinanti«, esclude completamente il Comune di Gorizia, indicando simbolicamente due strade separate per i prossimi vent’anni. Di quale collaborazione transfrontaliera stiamo parlando, allora, a meno di un anno dalla fine di GO!2025?

Le sfide che il nuovo sindaco e la nuova giunta comunale di Nova Gorica dovranno affrontare saranno numerose e tutt’altro che facili. Ed è un dato di fatto che non dipenderanno soltanto da loro, ma anche dalle politiche del governo, dalla stabilità politica e dalle vicende a livello europeo e mondiale. Però, nonostante tutto questo, sono convinto che siamo in grado di fare meglio.

Gabrijel Fišer
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Consigliere comunale di Nova Gorica, lista civica Goriška.si.

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