
Un decennio di arroganza e discriminazione
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La percezione che qualcosa non torni nella distribuzione dei finanziamenti della Regione al sistema delle autonomie locali è qualcosa che abbiamo da tempo.
Lo avevamo appurato per alcuni aspetti due anni fa, quando abbiamo verificato che i primi 15 comuni per intensità di contributi regionali erano tutti di centrodestra, mentre gli ultimi 15 erano tutti di centrosinistra (qui il link alle schede presentate nel luglio 2024: https://ilpassogiusto.eu/vengo-anchio-no-tu-no-cosi-funziona-la-concertazione-della-giunta-fedriga-con-i-comuni/ ).
In quell’occasione nessun consigliere di maggioranza, né tantomeno l’assessore alle autonomie locali, confutò i nostri dati.
Dal 2023 ad oggi ci è parso evidente che questa tendenza a penalizzare i Comuni non allineati, fosse particolarmente accentuata nei confronti del Comune di Udine, unico capoluogo di provincia i cui cittadini hanno avuto l’ardire di eleggere una amministrazione di centrosinistra.
Diligentemente abbiamo quindi analizzato tutti i dati, relativamente ai quattro comuni capoluogo, dei due principali strumenti attraverso i quali la Regione distribuisce i contributi per investimenti ai Comuni: la concertazione e lo sviluppo locale.
Confesso che il risultato di questo lavoro ha sorpreso perfino chi fra noi è più avvezzo ad osservare la nefanda abitudine ad una gestione clientelare del potere da parte della Giunta Fedriga.
I dati, che potete trovare in dettaglio nelle tabelle in calce a questo articolo, sono infatti inequivocabili e decisamente preoccupanti.
Dei 75 milioni di euro ricevuti dal Comune di Udine dal 2018 ad oggi, quindi in epoca fedrighiana, 8 erano destinati al mercato ortofrutticolo e sono stati sottratti al Comune con un atto di rappresaglia del tutto ingiustificata da parte dell’Assessore Bini, mentre altri 30 milioni, di cui 20 per il palasport Carnera e 10 per Borgo Stazione, sono vincolati a dei project financing farlocchi, considerato che non c’è nessun interesse manifesto da parte di investitori privati, che di fatto impediscono di avviarne i progetti.
A Udine sono arrivati quindi meno di 38 milioni di euro in quasi 9 anni, mentre le altre città hanno vissuto una stagione decisamente più florida da questo punto di vista: Pordenone ha ricevuto 52 milioni, Gorizia 44.
Un discorso a parte merita la città di Trieste. Se infatti il capoluogo regionale ha beneficiato di finanziamenti per circa 137 milioni attraverso la concertazione e lo sviluppo locale, non possono essere considerati una cosa a parte i 200 milioni di euro già destinati dalla Giunta regionale a Porto Vecchio.
Queste cifre fanno ancora più impressione se parametrate al numero di abitanti delle singole città, visto che, da questo punto di vista, ogni abitante di Udine in questi anni ha ricevuto 385 euro, contro i 997 di Pordenone, i 1330 di Gorizia e i 1699 di Trieste (considerando anche le risorse per Porto Vecchio).
Numeri che parlano da soli e raccontano di un’amministrazione regionale che umilia una città e i cittadini e le cittadine che la abitano.
Parafrasando il poeta, “A vegnarà ben il dì che il Friûl al si inecuarzarà … di sedi cjolt pal cul!”

report Conferenza Stampa Udine, 21 ottobre 2026
Segretario del Patto per l’Autonomia, movimento civico e territoriale che crede nell’autogoverno come strumento di innovazione politica, nel 2018 è stato eletto consigliere regionale, riconfermato nel 2023. Da sindaco del suo comune, Mereto di Tomba, ha avviato il Distretto di economia solidale del Medio Friuli. Imprenditore con una lunga esperienza nella cooperazione allo sviluppo, ha coordinato la campagna referendaria "Acqua bene comune" ed è stato tra i fondatori del Forum dei beni comuni e dell'economia solidale Fvg.
- Massimo Moretuzzo
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