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Si ricomincia. Anche con una serata insieme.


Rieccoci qua, cercando di riprendere il filo delle cose già accadute e commentate e di quelle avvenute nelle più recenti settimane e sulle quali cercare di fare un punto. Questo numero oscilla tra questi poli, per questo si (ri)parla dell’impatto locale dei cambiamenti climatici e delle modalità di gestione della necessaria transizione energetica; di questioni squisitamente regionali ma con impatti almeno istituzionali più ampi come i minori finanziamenti della legge di tutela delle minoranze o la natura e i limiti degli organi transfrontalieri che si occupano dell’Isonzo.

Evitiamo di parlare di concerti perché non ci piace ricevere lettere dagli avvocati.

Ma ci sono più interventi legati da un unico sottotesto. I tanti aspetti della famosa “terza guerra mondiale a pezzi” evocata dal papa Francesco. Per questo abbiamo cercato e trovato notizie e spunti dalla Bolivia alla Germania, dal controllo delle risorse naturali al riarmo. Per ritornare inevitabilmente a casa perché è profonda convinzione che la politica e l’economia internazionali entrano sempre di più senza mediazioni nel contesto friulano e regionale e che l’avvicinarsi di tempi tempestosi spinge chi oggi governa a cercare di controllare più e meglio le rispettive società, ovunque nel mondo.

Anche per questo non poteva mancare un ricordo di Pierluigi Di Piazza e il richiamo, forte, alla speranza.

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