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Di Piazza libro - Le ragioni della speranza

Le ragioni della speranza per un mondo più umano


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E’ un libro che ci interroga rispetto a tanti nostri comportamenti e scelte che adottiamo nel nostro agire quotidiano; ci sollecita ad avere ed alimentare sempre la speranza in un mondo migliore e più umano, superando l’indifferenza e lasciandoci coinvolgere nel perseguire sempre la giustizia, i diritti, la solidarietà, la compassione, l’accoglienza, in sintesi il bene. Le riflessioni contenute in questo libro, riguardano le persone credenti e non credenti, sia nei capitoli Fede e Religione, sia in quello Etica e Società. 

Nell’analisi del Vangelo sul Giudizio Finale contenuta nella prima parte del libro, viene sottolineato che tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo concreto e positivo per aiutare le persone più fragili, che soffrono, che non hanno a volte neppure alimenti sufficienti per vivere; a prescindere se siamo credenti o meno. La fede può servire da ulteriore stimolo a questi nostri impegni quotidiani. Le Beatitudini poi, enunciate da Gesù nel Discorso della Montagna, sono un appello a tutte le persone sottolineando quali sono gli obiettivi ed impegni delle nostre vite. Diventano la carta costituzionale dell’umanità.  

Tutte sono importanti ed impegnative, ma riferendoci al momento storico attuale, le più stimolanti e incisive mi pare possano essere: “Beati i costruttori di pace”; “Beati i miti”; “Beati i misericordiosi”. Gandhi diceva che le Beatitudini sono “le parole più alte del pensiero umano”. Riaccendono la nostalgia prepotente di un mondo fatto di bontà, di sincerità, di giustizia, senza violenza e menzogna. Le Beatitudini sono il più grande atto di speranza; il mondo non è e non sarà, né oggi né domani si spera, sotto la legge del più ricco e del più forte perché appartiene a chi cerca di renderlo migliore. 

“Beati i miti”: la mitezza, come ha sottolineato Liliana Segre nel suo discorso al Senato (ottobre 2022), può essere una “melodia dell’anima”. La mitezza è una scelta di civiltà, un modo di agire con gentilezza e rispetto, in un mondo spesso aggressivo. C’è un’urgenza di ascolto e rispetto per contrastare l’odio, esortando anche le istituzioni a non lasciare nessuno solo e a promuovere la compassione. “Beati i misericordiosi”: la misericordia sollecita alla solidarietà verso gli ultimi, i perseguitati e chi soffre, a farsi carico e prendere a cuore i problemi degli altri. 

Senza speranza non c’è prospettiva, non c’è vita, non c’è futuro

Nel capitolo del libro Etica e Società, ci sono riflessioni importanti su temi molto attuali e dibattuti: la sicurezza, il suicidio soprattutto tra i giovani, la necessità della sobrietà nelle nostre vite. Una riflessione importante del libro, è quella sulla speranza. Dice Pierluigi “La speranza è difficile, alle volte ardua: senza speranza però, non c’è prospettiva, non c’è vita, non c’è futuro; senza speranza, alle volte dolorosa speranza, c’è arrendevolezza, fatalismo, conformismo, individualismo. Stringendo all’essenziale, la speranza è la disponibilità a dare il proprio contributo per il miglioramento, l’umanizzazione della storia; l’unione delle speranze è indispensabile: allora c’è la speranza della famiglia, della comunità, del popolo, di popoli in relazione fra loro. Allora c’è la speranza, nonostante tutto, quella che si nutre alla memoria storica, che anima il presente, che guarda al futuro”. La speranza, come l’amore è un bene prezioso ed essenziale nelle nostre vite, e va alimentata continuamente. Riguarda il senso stesso della nostra vita: nell’essere sensibili, attenti, disponibili, nel vivere ed alimentare grandi ideali, nel cercare di contribuire alla loro realizzazione, nell’essere fedeli, coerenti, credibili. La speranza senza amore può facilmente diventare illusione: quando si affievolisce e si indebolisce, si può riprendere nella relazione con persone che, mosse dall’amore, si rendono concretamente disponibili e mettono in atto segni di verità, giustizia, pace, cura della casa comune, autentica solidarietà e fraternità. 

Diceva Padre Turoldo: “E’ più difficile sperare che credere”. E padre Ernesto Balducci richiesto del senso profondo ed ultimo della sua vita, così ha risposto: “L’unica certezza a rendermi sereno il trapasso sarebbe di aver distribuito agli uomini speranza”.

Vito Di Piazza
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Medico, è stato primario di Medicina interna all’Ospedale di Tolmezzo. È autore di Vivere e morire con dignità (con P. Di Piazza, B. Englaro, G. Facchini Martini, nuova dimensione 2016); Per un dolore umano. La sofferenza considerata da un punto di vista etico, medico e spirituale (con P. Di Piazza, L. Orsi, nuova dimensione 2020)

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