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lampada della pace

Un Giro d’Italia ma per la Pace. Intervista a Flavio Lotti


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La fondazione PerugiaAssisi per la Cultura della Pace ha promosso l’iniziativa “Giro d’Italia per la Pace”, in collaborazione con il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, la Rete Nazionale delle Scuole per la Pace, la Rete delle Università per la Pace (RUniPace), il Dottorato di interesse nazionale in Peace Studies, il Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” e Cattedra Unesco “Diritti Umani, Democrazia e Pace” dell’Università di Padova.

L’iniziativa si rivolge a città, scuole, università, quartieri e parrocchie che, diventando tappe del giro, si trasformano in cantieri di pace.

Le aree di intervento sono comuni a tutti: educazione e formazione alla pace; solidarietà e giustizia sociale; partecipazione, perché sia un cammino collettivo; luoghi, arte e memoria, per intrecciare nel tessuto dei territori le narrazioni di pace; città-mondo, perché la pace non conosce frontiere. Seguendo questi principi, ogni città, o altro soggetto, che partecipa è chiamata a immaginare questo percorso attingendo alla ricchezza che rende unico il suo territorio.

“L’idea è di sviluppare sempre una collaborazione tra tutti i soggetti presenti sul territorio. Come la marcia Perugia-Assisi è in grado di accogliere tutti, così anche nei territori la pace si fa insieme, ciascuno con il proprio ruolo, con il proprio stile, con il proprio carattere.” Spiega Flavio Lotti, presidente della fondazione.

Flavio Lotti
Flavio Lotti

Da Perugia e da Assisi ai territori

“Dopo la partecipazione straordinaria alla marcia dell’anno scorso, – prosegue – ci è sembrato giusto provare a immaginare un percorso al contrario, cioè fare sì che fosse la Perugia-Assisi ad andare in ciascuno dei luoghi da cui normalmente le persone partono per venire alla marcia. L’idea di fondo è quella di investire sui territori; perché la pace comincia nelle nostre città, nei luoghi dove le persone si ritrovano a vivere e tutti i giorni fanno i conti con i problemi, cercano le risposte alle loro necessità, compresa la realizzazione del sé e dei propri sogni.”

 

La strada che sta costruendo questo progetto si propone di ripercorrere i passi di San Francesco, legandosi all’ottavo centenario del Cantico di Frate Sole e Sorella Luna e al suo messaggio di fraternità sempre attuale; poi i passi di Giorgio La Pira, riaprendo il confronto sulle responsabilità dei governi locali e dando un nuovo impulso alla rete delle città per la pace, senza dimenticare gli 80 anni della Repubblica e i 40 del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace; e infine i passi di Marina Baretta, a cui l’iniziativa è dedicata, per ricordare che la pace e la cura sono nelle nostre mani e richiedono gesti concreti, scelte consapevoli nella vita di ogni giorno.

Centrali in questo cammino sono il coinvolgimento e la partecipazione dei giovani, con la possibilità per le scuole di aderire al programma di educazione civica “Sbellichiamoci!” e alla Rete nazionale delle Scuole di Pace.

 

“Con 74 tappe già alle spalle e altrettante davanti a noi, siamo circa a metà del Giro e moltissime di queste hanno avuto proprio al centro l’idea di formare una nuova generazione di ragazzi, ragazze, donne, uomini, costruttrici di pace. – racconta Flavio Lotti – generando iniziative che li hanno visti protagonisti.

Le esperienze che ho vissuto in prima persona sono state straordinarie, grazie alla partecipazione di migliaia di giovani e cittadini. La cosa che più tengo a sottolineare è come questo percorso stia aiutando e dando la possibilità di mettersi in gioco, creando l’occasione di fare cose nuove.

Questo momento storico ci sfida a cercare e imparare un modo nuovo di agire, generando attività che vadano ben oltre quanto fatto finora. Anche perché purtroppo, siamo tutti consapevoli che la realtà intorno a noi non è cambiata: siamo ancora immersi in una cultura che crediamo sia di pace, ma che in realtà è una cultura di guerra. Perché dico questo? Perché purtroppo l’idea di pace che abbiamo non è di pace positiva. Crediamo che la pace sia solo l’assenza di guerra: questa è la pace negativa di cui parla Norberto Bobbio, quella che viene privata della sua soggettività e definita per antitesi.

La Pace di questo tempo

Proprio per questo è importante imparare a definire cos’è: la pace si fonda sul riconoscimento della dignità e dei diritti di ogni uomo e di ogni donna, come stabilito nell’Articolo 28 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Non possiamo sentirci in pace se a qualcuno manca il lavoro, una casa, un salario dignitoso, la possibilità di studiare o l’accesso alle cure mediche. Oltre ai conflitti che oggi fanno strage di vite, c’è una mancanza di impegno per la costruzione di quella pace vera e autentica che può esserci solo se davvero riconosciamo i diritti di tutti e di tutte.

Viviamo in un tempo di iper-individualismo, in cui ognuno pensa per sé piuttosto che pensare agli altri. Ci indigniamo nel momento in cui il diritto violato riguarda noi, ma se viene calpestato ad altri al massimo si prova dispiacere, convinti di non poter fare nulla. Questa mentalità è la radice profonda della crisi della fraternità e della cura reciproca che stiamo vivendo: quando viene meno la cura per l’altro, esplodono la violenza e il conflitto a ogni livello.

Attualmente denaro e interessi economici hanno preso il sopravvento sulla volontà di impedire il ritorno degli orrori del passato. Se vogliamo invertire la rotta e fare davvero la pace, dobbiamo ricominciare a prenderci cura gli uni degli altri, smettendo di vederci come concorrenti e iniziando a pensare al nostro futuro non più come singoli, ma come collettività. Dobbiamo, insomma, riscoprire la fraternità.

Le nostre prossime tappe

Questa fraternità, centrale nella costruzione della pace, durante il Giro d’Italia è simboleggiata dalla “Lampada della Pace” di Assisi. Questa luce dal 19 febbraio di questo anno – a partire dalla città di Napoli che è stata la prima tappa – sta attraversando la penisola per riaccendere ovunque “il sogno universale della fraternità e dell’amicizia sociale”, ricordandoci, come sosteneva Giorgio La Pira, che persino in tempi bui “ogni città è un candelabro destinato a far luce al cammino della storia”.

È arrivata anche da noi in Friuli-Venezia Giulia questo 29 giugno a Sagrado, e ritornerà a Zugliano il 25 settembre, poi il 10 ottobre a Gorizia e infine Udine. Sempre ad ottobre, il 9 e il 10, a Perugia si terrà l’Assemblea delle Città per la Pace con tutti gli organizzatori delle tappe del Giro d’Italia, per celebrare i 40 anni del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace ripercorrendo quanto fatto finora e progettando assieme i passi futuri.  Questo evento, tuttavia, non segna la fine al Giro, dato l’altissimo numero di adesioni: la possibilità di iscriversi e di diventare uno dei tanti fari di pace che sta illuminando la penisola, è ancora aperta.

Teresa Moretuzzo
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Laureata in Scienze dell'Educazione e della Formazione presso l'Università degli Studi di Padova, attualmente iscritta al corso di laurea magistrale in Consulenza pedagogica e coordinamento di servizi formativi dell'Università degli Studi di Perugia.

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