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Pubblico che applaude
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Dove ti senti a casa? Nel quartiere San Domenico un pomeriggio per ripensare l’abitare come relazione


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Venerdì 25 settembre circa cento persone hanno riempito la sala polifunzionale di Fondazione Casa dell’Immacolata, a San Domenico, per il convegno “Dove ti senti a casa?”, organizzato da Udine Solidale Anteas ODV nell’ambito del progetto omonimo e promosso dal Consiglio di Quartiere Partecipato 2 con il contributo del Comune di Udine. 

Una partecipazione che racconta come il tema della casa – e di chi la abita – sia sempre più attuale e con innumerevoli sfaccettature.

Come coordinatrice del progetto, ho inquadrato il senso e gli obiettivi dell’iniziativa: non si è parlato di casa come “spazio privato”, ma di casa come quello “spazio liminare in cui la dimensione privata – il rifugio, l’intimità – incontra quella collettiva, fatta di relazioni, vicinato, comunità”. 

San Domenico nasce negli anni Trenta come “villaggio” pensato per famiglie in condizioni di fragilità abitativa, e fin da subito i suoi abitanti hanno costruito un forte senso di identità basato sul mutuo aiuto: si racconta che le persone vivevano molto di più fuori che dentro le mura domestiche. È un dato emerso dal lavoro che Anteas porta avanti nel quartiere da anni, affiancato dagli strumenti della ricerca etnografica — passeggiate esplorative, scambi fotografici, letture pubbliche, raccolta di biografie — che hanno permesso di ricostruire il passato e capire i cambiamenti del presente. 

Visitatori davanti alla mostra fotografica
Visitatori davanti alla mostra fotografica

Le nuove case ATER riattualizzano il “villaggio” di S. Domenico

Negli ultimi decenni lo spazio abitato si è dilatato e le relazioni di vicinato che un tempo esistevano si sono perse. Il quartiere ha attraversato moltissimi mutamenti, e questo è un periodo cruciale da questo punto di vista. Si sono infatti conclusi i lavori dei nuovi condomini di edilizia residenziale pubblica realizzati dal Comune di Udine e dall’ATER. 

La domanda che ha accompagnato il convegno, allora, è come ricostruire una comunità dopo dei cambiamenti fisici e sociali così rilevanti. Da qui nasce l’interrogativo che dà il titolo al progetto e al convegno: Dove ti senti a casa? La domanda si muove tra due poli: la dimensione privata – della casa come rifugio – e quella collettiva – fatta di incontro e relazioni. Entrambe possono essere dimensioni positive, ma contemporaneamente anche ostili: la solitudine domestica da un lato, l’alienazione del quartiere dormitorio dall’altro. 

Il progetto si colloca proprio nel punto di contatto tra queste due dimensioni, e persegue due obiettivi principali: contrastare la solitudine, spostando il problema abitativo da questione individuale a responsabilità collettiva; e rigenerare i punti di riferimento del quartiere, fisici e sociali, perché sono questi a generare relazioni di prossimità — e le relazioni di prossimità a generare cura, dello spazio e di chi lo abita.

Per raggiungerli, nel corso del 2026 Anteas ha coordinato, come capofila di nove associazioni del territorio, quattro pacchetti di lavoro: creare collaborazione tra le realtà locali, favorire la conoscenza reciproca tra abitanti e quartiere, animare gli spazi pubblici esistenti, sostenere le famiglie nella fase di trasferimento.

Nel pomeriggio sono intervenuti il sindaco, l’assessora ai quartieri Rosi Toffano, la presidente del Consiglio di quartiere partecipato 2 Amalfia Rizzi, Giulio Greatti, che ha portato i saluti di Rita Nassimbeni, presidente di Udine Solidale Anteas. Numerosi sono stati gli ospiti che hanno dato spunti di riflessione sul tema dell’abitare e della rigenerazione urbana via innovazione sociale.

Andrea Arnone, vicepresidente di Anteas Udine Solidale, ha parlato della necessità di capire quali sono gli spazi “soglia” nel quartiere e introdotto la figura dei “generativi di comunità”: persone che, dentro le associazioni, lavorano non tanto per erogare servizi quanto per attivare le risorse relazionali già presenti in un territorio. 

Nadia Vedova, presidente di Kallipolis APS, associazione attiva sui temi della rigenerazione urbana e processi partecipativi in Italia e all’estero, ha presentato il progetto Energy Care un progetto che ha coinvolto i residenti di un quartiere di Trieste in azioni di contrasto alla povertà energetica e di transizione sostenibile. Accanto agli interventi infrastrutturali, il progetto ha aperto un Community Hub temporaneo in un vecchio negozio, diventato luogo di ascolto dei cittadini sui temi del risparmio energetico.

Mostra di foto storiche del quartiere
Mostra di foto storiche del quartiere

Una casa è una relazione

«La casa non è solo un tetto: è la condizione da cui dipendono salute, lavoro, relazioni». Con queste parole ha aperto il suo intervento Antonella Nonino, coordinatrice di Vicini di Casa ONLUS, realtà nata oltre trent’anni fa dalla Comunità di San Domenico a Udine. Il tema dell’accesso e del diritto alla casa è stato protagonista a partire da un dato chiave: se l’affitto supera il 40% del reddito diventa insostenibile, e oggi la media si attesta già al 38%. Un margine sempre più sottile, che spinge una fetta crescente di persone verso il disagio abitativo. Chi perde l’alloggio, ha ricordato, rischia di perdere legami, sicurezza e futuro: per questo il disagio abitativo non è un fatto privato, ma una ferita e una responsabilità dell’intera comunità. 

La parte più istituzionale del pomeriggio, si è aperta con Andrea Zini, assessore alle politiche abitative e alla pianificazione territoriale a Udine, che ha presentato lo stato di avanzamento del progetto PINQuA a San Domenico – finanziato con le risorse del PNRR. Oltre alla residenzialità la vera scommessa del progetto sta al piano terra, “motore sociale” del complesso, pensato per rompere lo schema del quartiere dormitorio: spazi destinati a funzioni collettive, una nuova biblioteca di quartiere e una sala polifunzionale per le associazioni. Anche l’assessore alla salute e all’equità sociale Carlo Giacomello è intervenuto per portare il punto di vista del Comune sul tema, ricordando come il Comune e i servizi sociali possano essere ponte tra istituzioni, abitanti e territorio. Tra gli interventi istituzionali anche i saluti dell’ingegner Lorenzo Puzzi, direttore di ATER Udine.

Slide "Vorremmo bussare alle porte" vista dal pubblico
Slide “Vorremmo bussare alle porte” vista dal pubblico

ATER S. Domenico, un progetto di costruzione di una nuova comunità

A chiudere i lavori, Simona Longhitano, per Udine Solidale Anteas, ha presentato “Siamo di casa”, la proposta operativa pensata proprio per i cento nuclei familiari che nei prossimi mesi si trasferiranno nei nuovi condomini ATER di San Domenico, in un quartiere nuovo dove, all’inizio, nessuno si conoscerà: l’idea è portare nei condomini volontari che diventino “persone di casa”, capaci di fare compagnia a chi vive solo, ascoltare bisogni e accompagnare verso i servizi del territorio. Un caffè condiviso, hanno ricordato le due relatrici, può essere l’inizio di una comunità.

Tra le lezioni imparate dal convegno si conferma il bisogno per una comunità sana di soglie, persone e punti di riferimento, fisici e sociali, per nascere e crescere. Su questo fronte si è accennato al metodo del placemaking, un approccio multidisciplinare alla pianificazione, che mette il coinvolgimento comunitario al centro. Ciò permette di generare luoghi dove chiedere aiuto o confrontarsi, spazi vivi, capaci di esistere al di là della sola dimensione residenziale, che riporterebbe al quartiere dormitorio. 

Da qui la necessità di cambiare prospettiva: la casa non è un punto d’arrivo, ma un luogo di partenza in cui ognuno può far crescere una comunità, soprattutto per accompagnare i cambiamenti di vita che possono mettere profondamente in discussione. 

Infine il convegno ha avuto il merito di tenere insieme, per un pomeriggio, i tecnici e gli abitanti, i numeri dei piani urbanistici e le storie di vita quotidiana: a ricordare che ogni soglia, per diventare davvero un luogo di incontro, ha bisogno di entrambi.

 

Il calendario delle iniziative legate al progetto proseguirà tra ottobre e novembre. 

Sabato 10 ottobre, ore 14:30 · Circolo Legambiente Udine APS · Pulizia del quartiere, con ritrovo in piazza Libia.

21 ottobre, 18 novembre e 2 dicembre, ore 18:00 · Comunità energetica rinnovabile e solidale di San Domenico ·Incontri su risparmio ed efficienza energetica,

Mercoledì 28 ottobre, 4, 11 e 25 novembre, dalle 20:00 · Circolo Nuovi Orizzonti APS · I salotti dei racconti. Serate in cui gli abitanti si raccontano e si conoscono

Giovedì 12, 19 e 26 novembre, ore 17:00–19:00 · COESI APS · Una comunità che nasce. Laboratorio di ascolto per accompagnare le famiglie nel trasferimento e creare un clima di fiducia. 

Sabato 28 novembre, ore 15:00–17:00 · Comunità Piergiorgio · Open day.  Presentazione dei servizi per le persone con disabilità, nella sede della Comunità Piergiorgio.

Tutto l’anno, su appuntamento · Udine Solidale Anteas ODV · Sportello di supporto amministrativo. Aiuto con pratiche, bollette, SPID, CIE e altro.

Ogni sabato · Casa dell’Immacolata e Parrocchia di San Domenico · Corsi di italiano gratuiti Aperti a tutti e tutte.

Giulia Paron
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Architetta e coordinatrice del progetto Dove ti senti a casa? Dopo il master in Rigenerazione Urbana e Innovazione Sociale si occupa dal 2021 di progetti di rigenerazione urbana a base culturale e inclusività, con particolare attenzione al riuso del patrimonio e alla valorizzazione culturale. Collabora con Amministrazioni Pubbliche e associazioni del Terzo Settore, facilitando processi partecipativi.

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