
Consigli comunali dei ragazzi e delle ragazze per la pace
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Il 15 ottobre scorso si è svolta a Udine la 182^ tappa del Giro d’Italia per la Pace, di cui si è già parlato in queste pagine nei numeri precedenti.
L’iniziativa, promossa dal Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e dalla Rete Nazionale Scuole di pace nasce con l’intento di trasformare ogni città partecipante in un Cantiere di Pace e in una Scuola di Pace, portando la luce della Lampada della Pace di Assisi affinché illumini i percorsi di costruzione di un mondo non-violento, libero da crudeltà e soprusi.
Lungo le strade del capoluogo friulano si sono riversati circa 250 tra ragazze e ragazzi provenienti da diverse scuole cittadine tra le quali: scuola primaria Nievo, le secondarie di primo grado Valussi e Manzoni, l’Educandato Statale Collegio Uccellis e l’Istituto Bertoni; insieme alle rappresentanze di alcuni organi amministrativi giovanili di diversi comuni friulani, tra cui: il Consiglio Comunale dei Ragazzi (CCR) di Udine, la Consulta delle Ragazze e dei Ragazzi di Pozzuolo del Friuli, il Governo dei Giovani di Fiumicello-Villa Vicentina, i CCR di Pasian di Prato, Talmassons, Lestizza, Porcia e Sacile.
Una moltitudine colorata ed entusiasta ha riempito le vie del centro con slogan e canti, dando voce alla richiesta di un futuro di pace, senza armi né violenze, senza guerre né ingiustizie.
La manifestazione, organizzata dal Comune di Udine, in collaborazione con il Centro di Accoglienza e Promozione Culturale “E. Balducci” di Zugliano, ha preso il via con l’arrivo della Lampada della Pace di Assisi, portata dal Presidente della Fondazione Perugia- Assisi dott. Flavio Lotti e accolta da Mons. Riccardo Lamba, vescovo della città. Quest’ultimo ha fortemente voluto essere presente all’iniziativa, per rivolgere il proprio saluto ai giovani intervenuti e testimoniare la vicinanza della comunità ecclesiastica al loro impegno.

A Udine una tappa del Giro d’Italia per la Pace
Il ritrovo in piazza 1°maggio, accompagnato dalla musica e dalle parole di Dj Tubet, si è svolto in una giornata autunnale insolitamente calda e soleggiata, favorendo la partecipazione di numerose rappresentanze del mondo scolastico e amministrativo.
Dopo i saluti di benvenuto da parte dell’Assessore alla Cultura e all’Istruzione del comune di Udine, Federico Pirone, del vescovo Mons. Riccardo Lamba e del presidente del Centro Balducci don Paolo Iannaccone, il corteo ha attraversato via Mercatovecchio per poi fermarsi in Piazza Libertà. Qui i ragazzi della scuola secondaria di primo grado Valussi hanno intonato un canto, regalando ai presenti un primo momento di intensa partecipazione emotiva.
Il percorso è proseguito verso piazza del Duomo, dove si è svolto un altro emozionante intermezzo canoro, accompagnato dal saluto ad alcune rappresentanze scolastiche, che per ragioni di orario dovevano far rientro nei rispettivi istituti.
L’onda colorata ha quindi ripreso il cammino, raggiungendo la sede dell’istituto scolastico Manzoni, che ha messo a disposizione la propria aula magna per la parte conclusiva della manifestazione.
Numerosi cittadini si sono uniti al corteo lungo alcuni tratti del percorso, mentre altri si sono fermati per filmare e applaudire l’impegno di questi giovani, troppo spesso sottovalutati nei giudizi degli adulti.
Ad accogliere i manifestanti presso l’istituto Manzoni, una rappresentanza della sezione musicale della scuola. Ragazze e ragazzi, con i loro strumenti, hanno eseguito alcuni brani particolarmente evocativi, tra cui l’Inno alla gioia, contribuendo a creare un’atmosfera di condivisione e speranza.
Il saluto dell’Assessore Pirone ha introdotto il video-messaggio del Sindaco Alberto Felice De Toni, impossibilitato a partecipare a causa di una concomitanza di impegni, ma desideroso di far giungere ai ragazzi il proprio saluto e il ringraziamento per il loro impegno.
Particolarmente emozionante è stata la visione del video realizzato dalla Cooperativa ArteEventi con il contributo dei diversi Consigli Comunali, Consulte delle ragazze e dei ragazzi e delle scuole presenti. Nel filmato, i giovani protagonisti hanno raccontato le ragioni della scelta di determinate parole per esprimere il significato della pace, soffermandosi anche sui comportamenti quotidiani che possono contribuire a renderla concreta.

Una scelta da coltivare nelle scuole, nelle comunità, nelle istituzioni
A seguire, il saluto del dott. Flavio Lotti e il suo breve, ma incisivo, intervento incentrato sull’urgenza della pace, indicata come unica via possibile per costruire un futuro degno di questo nome per le nuove generazioni.
La spropositata entità delle spese militari, sostenuta dai governi del cosiddetto mondo industrializzato, sottrae risorse e opportunità ai giovani, comprimendo gli investimenti in settori fondamentali quali l’istruzione, la ricerca e la sanità: pilastri indispensabili per costruire un futuro più giusto e sostenibile.
Come ha ricordato poi don Paolo Iannaccone nel suo intervento, è necessario interiorizzare parole e concetti capaci di orientare le scelte e i comportamenti. Tra questi, quelli espressi da Don Pierluigi di Piazza, fondatore del Centro di Accoglienza “E. Balducci” di Zugliano: “Non girarti dall’altra parte” e “Il mio nemico è l’indifferenza”. Parole che devono diventare veri e propri imperativi morali per le nuove generazioni, chiamate a non restare spettatrici di fronte alle ingiustizie e alle sofferenze altrui. Un richiamo che si lega profondamente anche al pensiero di Padre Ernesto Balducci, il quale, già 30 anni fa affermava: “Gli uomini del futuro o saranno uomini di pace o non saranno”.
Parole dure, lapidarie, ma quanto mai attuali, che esprimono con chiarezza la necessità di invertire la rotta prima che sia troppo tardi. Per farlo, occorre una volontà condivisa di porre fine alle guerre in corso e di promuovere, da parte dei governi nazionali e degli organismi internazionali, scelte coraggiose e concrete: investire risorse economiche, tempo ed energie nella costruzione di un orizzonte di pace, fondato sul dialogo, sulla giustizia e sul rispetto dei diritti umani.
A sostenere l’iniziativa dei ragazzi erano presenti anche alcuni rappresentanti delle amministrazioni coinvolte: l’assessora Sara Sossi del comune di Fiumicello-Villa Vicentina e il Sindaco di Pozzuolo del Friuli, Gabriele Bressan.
Una partecipazione che ha testimoniato l’importanza della collaborazione tra istituzioni, scuole e realtà associative nel promuovere una cultura di pace, dando spazio e voce alle nuove generazioni.
Perché la pace non può essere soltanto un ideale da celebrare in occasioni come questa: deve diventare un impegno quotidiano, una responsabilità collettiva e una scelta concreta, da coltivare nelle scuole, nelle comunità e nelle istituzioni. E la giornata di Udine ha dimostrato che i giovani sono pronti a fare la loro parte.
Ostetrica, assessora a Cultura e Pari Opportunità del comune di Pozzuolo del Friuli, cresciuta sotto la guida di don Pierluigi di Piazza all'interno del Centro di accoglienza e promozione culturale E. Balducci, da diversi anni impegnata nel contrasto alla violenza di genere e nell'educazione affettiva dei minori.

