
Cittadinanza attiva e cittadinanza scientifica a difesa del re dei fiumi alpini: il Tagliamento.
Ascolta l’audio
Indice dei contenuti
Nel 2024 viene presentato il progetto di costruzione di un ponte traversa (ponte/diga) con paratoie a luci mobili, proposto dall’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali e dalla giunta della Regione Friuli Venezia Giulia con delibera n 530/2024 allegato 1; la funzione è di prevenire il rischio alluvioni. L’opera avrebbe l’effetto di modificare l’ecosistema fluviale ed avrebbe un forte impatto negativo in un tratto di fiume dal grande valore ecologico All’opera, prevista a Dignano, si affianca la previsione di aree di espansione tra Madrisio e Varmo.
Nel 2024 e nel 2025 nasce la campagna Free Tagliamento con la coalizione delle associazioni regionali LEGAMBIENTE FVG, WWF, LIPU, Foce del Tagliamento e il Centro Italiano per la riqualificazione fluviale (CIRF). Essa ha la finalità di opporsi al Progetto e proporre alternative basate sulla natura.
Grazie al supporto economico di Patagonia negli anni 2025 e 2026, la campagna, attraverso il progetto “7 tappe sul Tagliamento”, si è sostanziata in attività di coinvolgimento della cittadinanza, che hanno prodotto conoscenze sull’ecologia, sulla dinamica fluviale del fiume, sulle pressioni che insistono sul fiume e sugli interventi possibili in funzione di prevenzione e mitigazione del rischio alluvioni ( https://legambientefvg.it/free-tagliamento/). Contemporaneamente si è manifestato il supporto della ricerca internazionale grazie alla raccolta firme con cui 800 accademici hanno chiesto di tutelare il Tagliamento e trovare soluzioni alternative per ridurre il rischio alluvioni (https://docs.google.com/document/d/1_NjCsLDD7z-MpFN1GzE5YWrdTsKO3xv9/edit?pli=1 ); mentre nel convegno “I fiumi a canali intrecciati e il Tagliamento”, svolto dal CIRF il 14 giugno 2025 presso il Teatro Miotto di Spilimbergo (PN), scienziati e ricercatori provenienti da diverse università europee hanno descritto esperienze e vantaggi relativi alla rinaturalizzazione di tratti di fiume europei (https://www.instagram.com/p/DNALJNbhbaH/ ).

Mille occhi sul Tagliamento
Nel 2026 la Regione assegna l’incarico per la redazione del documento di fattibilità (docfap) delle alternative progettuali, documento che precede il documento di fattibilità tecnico economica delle opere; il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, diversamente dal precedente sessennio chiede la redazione della VAS all’aggiornamento del piano
La partecipazione dei cittadini nel frattempo continua con una vera e propria iniziativa di cittadinanza scientifica: è iniziata nell’aprile 2026 la campagna di monitoraggio “Mille occhi sul Tagliamento”, che durerà un anno; ogni mese, volontari si ritrovano e operano lungo 18 stazioni individuate lungo tutta l’asta del fiume, per osservare e produrre documentazione fotografica relativa all’entità del deflusso idrico, alla presenza di lavori di estrazione di sedimenti in alveo e agli usi impropri del fiume quali la presenza di mezzi motorizzati in alveo.
Dopo un’estate di siccità si può veramente affermare che il corso d’acqua e la fauna che ospita sono stati in sofferenza, grazie anche alla scarsità di piogge invernali e primaverili (68-80% in meno rispetto al periodo 1991-2020) Nella zona dell’alto Tagliamento, da maggio, la situazione si riassume in un generale stato di mancanza di flusso continuo, ad eccezione del rilascio dalla presa di Caprizzi, flusso che viene poi riassorbito. Anche il contributo dagli affluenti è scarso: assente dal Lumiei, al ponte di Preone secca perenne fino alla confluenza del torrente Degano che apporta un contributo sufficiente a creare un certo flusso. In generale la situazione è fortemente influenzata dalle innumerevoli prese del sistema idroelettrico e dai rilasci presso le dighe del sistema stesso i cui invasi hanno subito drammaticamente la situazione di siccità.

Passo passo lungo le sponde
Dal ponte Avons di Tolmezzo a Venzone il flusso è sempre stato continuo, vuoi per l’importante apporto del Torrente But e quello ben più significativo del Fiume Fella. C’è da osservare tuttavia come gli effetti della siccità primaverile ed estiva, nonostante le brevi e troppo scarse precipitazioni intervenute, abbia influito e stia ancora influendo sulla manifesta riduzione delle portate di magra rispetto agli anni precedenti, paragonabili a quelle dell’anno 2022.
Arrivando all’altezza di Ospedaletto, dove è presente la derivazione d’acqua che viene immessa nel sistema consortile dei canali di bonifica per l’agricoltura, si è potuto notare come la captazione sia costante, svincolata dal reale fabbisogno agricolo stagionale, evidentemente destinata ad alimentare in modo continuativo le centraline idroelettriche poste lungo il canale del Consorzio. In ogni caso il rilascio, seppure limitato, ha garantito che il tratto immediatamente a valle, fino alla confluenza del torrente Leale non sia mai andato in secca.
Verifica sul posto al momento
La connettività fluviale risulta interrotta, nei mesi più caldi nel medio corso del fiume, per circa 20 km, mediamente da Carpacco-Dignano fino a Camino al Tagliamento. Durante le osservazioni mensili abbiamo potuto osservare un arretramento verso nord della zona di dispersione, da maggio a settembre (Dignano) e a sud uno spostamento progressivo dell’area di riemersione.
L’osservazione dei volontari ha permesso di individuare la presenza di lavori in alveo con estrazione di ghiaia in più punti (Ponte di Braulins, Ospedaletto, Pioverno), a cui è seguita una segnalazione alla forestale per lavori senza cartello informativo (Venzone); questo riporta al tema della necessità che la Regione Friuli Venezia Giulia si doti di un Piano di gestione dei sedimenti, fondamentale per non alterare la naturale dinamica e la morfologia del fiume, a sua volta importante elemento che permette l’esondazione controllata con funzione di mitigazione delle alluvioni. L’interruzione totale e permanente della connettività ecologico-fluviale e del passaggio della fauna ittica si verifica anche a causa di una barriera corrispondente ad un doppio salto artificiale con dislivello superiore a 1,5 metro presso il Ponte dell’Autostrada A23.
Qui foto ponte Carnia inviato a parte
Poiché l’Università di Salerno ha proposto una collaborazione che prevede di far corrispondere le osservazioni dei volontari con la rilevazione di dati satellitari svolta all’interno di un loro progetto, sarà interessante confrontare le serie di informazioni provenienti da punti di vista così diversi ma entrambi con focus sul re di fiumi alpini, il Tagliamento.

Qui il monitoraggio della campagna Mille occhi sul Tagliamento: https://www.freetagliamento.org/
Presidente del Circolo Legambiente del Medio Friuli, insegnante di Matematica e Scienze attualmente in pensione

