
Azienda per i Servizi alla Persona D. Moro, una vicenda da conoscere
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Da oltre un decennio buona parte dell’opinione pubblica codroipese e le forze politiche di opposizione alla Giunta di centro-destra, a suo tempo guidata dal Sindaco Marchetti (2011-2022), chiedono chiarezza sui fatti politici e amministrativi che hanno portato al dissesto dell’Azienda per i Servizi alla Persona APD Moro di Codroipo.
L’ASP viene istituita nel dicembre 2024 con decreto regionale a seguito della trasformazione dell’omonimo Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza sorto a sua volta sulla scorta del legato testamentario disposto dal cav. Daniele Moro ed eretto in Ente Morale con R. D.733/1942. Nel 1940, in sede successoria, il cav. Moro, nato nel 1855, destinò a Codroipo, Morsano al T. e Udine, con il proprio testamento olografo la sua eredità. Quel legato esprime il coronamento di una lunga vita di attenzioni e di benevolenze e di amore nei confronti della collettività codroipese. Dal 1946 l’Ente “D. Moro” ed il suo patrimonio vissero alterne vicende, lungo il corso del tempo vi fu un processo di riconversione del patrimonio originario (terreni agricoli e case coloniche) nell’attuale residenza per anziani di viale Duodo allo scopo di co-finanziare gli interventi supportati da contributi regionali.
L’ASP oggi persegue la promozione e la gestione di Servizi alla Persona attraverso attività sociali, sociosanitarie ed assistenziali diversificando i servizi offerti, anche con la funzione di Gestore unico dei Servizi Sociali territoriali di 11 Comuni del Medio Friuli. L’ASP è residenza per anziani, accoglie persone non autosufficienti e gestisce l’accoglimento di persone affette da demenza o morbo di Alzheimer. Dal 2019 viene affidata in delega all’ASP anche la gestione dei Servizi sociali d’Ambito che hanno un proprio programma e bilancio approvato dall’Assemblea dei Sindaci.
Dopo attività di controllo nei primi mesi del 2022 condotte dal Servizio regionale preposto l’ASP è stata commissariata, in seguito al conclamato dissesto finanziario con delibera regionale su proposta dell’Assessore Riccardi ad aprile 2022 (commissario dott. Guarneri per il biennio 2022-24). A succedergli in questo ruolo è l’avv. Francesco Maiorana con scadenza del mandato nel 2028. I motivi del commissariamento, evidenziati nella delibera Regionale, sono in sintesi riconducibili alle gravi e reiterate irregolarità nella gestione amministrativa, patrimoniale, economica, finanziaria e per l’impossibilità di funzionamento dell’organo amministrativo, irregolarità emerse in seguito all’ispezione disposta dal Servizio competente della Direzione Salute.
Perché, nonostante le ripetute segnalazioni, l’Assessore competente Riccardi è intervenuto quando il “cancro” contabile era diventato “metastasi”? Era forse per l’imminente scadenza del secondo mandato del Sindaco Marchetti? Nel decennio 2011-2021, che coincide con il mandato del sindaco Marchetti, le perdite accertate sulla base della ricognizione contabile del Commissario ammontavano a 6,1 mln contro perdite dichiarate e approvate dai vari C.d.A. per 2,1 mln, perdite avallate dai Revisori contabili protempore.

Una gestione disastrosa
Le maggiori perdite (4,1mln) emerse e accertate dal commissario sono frutto di “importi non correttamente determinati” con l’obiettivo di nascondere la reale situazione dell’ASP. Il C.d.A. (5 consiglieri) viene nominato dai Sindaci di Codroipo e di Camino al Tagliamento. La situazione ereditata dal Commissario presentava una situazione patrimoniale ed economica in fallimento, perdite accumulate per 6,1 mln., debiti per oltre 8 mln, crediti solo in parte esigibili per 3,6.
Per far fronte alla pesante situazione debitoria e alla carenza di liquidità ed evitare azioni legali dei fornitori, la Regione è intervenuta (2022) con un finanziamento tentennale di 4,2 mln erogato ai Sevizi Sociali della Ambito, servizi in gestione all’ASP. L’erogazione di denaro pubblico destinata a sanare la pesante situazione debitoria risultava insufficiente, e nel giugno 2024 viene ceduto all’Azienda Sanitaria Friuli Centrale ASUFC un cespite dell’ASP Moro (Villa Liani di Camino al T. del valore 1,5 mln) già acquistata con contributo regionale, un decennio prima, e mai entrata in funzione. Una doppia operazione di acquisto da parte della Regione.
Nonostante queste operazioni straordinarie la situazione economica e finanziaria permane ancora oggi precaria, appesantita da ingenti debiti che al 31.12.25 ammontano a 12,3 mln di cui 3,8 mln verso la Regione, contro crediti e attività liquide per 6,9 mln. Dissipati, in 15 anni, oltre 10,8 milioni di euro.
Il carattere speciale di questa Azienda, che si occupa di servizi alla persona, impone il salvataggio, ma a quale prezzo? L’ingente costo di risanamento ricade sulla comunità, così il sistema viene privato di risorse importanti che potrebbero essere impiegate in settori primari (sanità scuola-ambiente).

Un rinvio a giudizio con il rischio della prescrizione dei termini
Ora la vicenda ASP è all’attenzione della Magistratura ordinaria, penale e contabile. A dare il via all’inchiesta della Procura di Udine è stato un esposto presentato dall’avvocato Maurizio Miculan su incarico del Commissario Guarneri. L’inchiesta affidata al sostituto procuratore di Udine Giorgio Milillo ha notificato in questi giorni alle parti l’avviso di chiusura delle indagini. Sono stati rinviati a giudizio 7 dei 9 indagati, gli ex componenti del C.d.A. degli ultimi 5 anni, Il Direttore dell’ASP e il Responsabile dei Sevizi Sociali degli 11 Comuni dell’Ambito.
Per gli amministratori dal 2011 al 2017 è intervenuta la prescrizione. I capi di imputazione sono: false comunicazioni sociali, falso in bilancio, peculato per distrazione, appropriazione indebita, scorretta destinazione di fondi vincolati per fini sociali. Prosciolti invece i 2 revisori ai quali veniva imputata la colpa non aver rilevato le macroscopiche irregolarità contabili con la motivazione “perché il fatto non sussiste”. Resta al cittadino che legge una domanda sospesa: “come hanno fatto a non accorgersi del progressivo degrado dei conti? E’ forse mancanza di professionalità o accorta cecità? Nella sentenza di assoluzione saranno sicuramente chiare le motivazioni.
Dopo 4 anni dal Commissariamento anche Corte dei Conti ha acceso un faro sulla vicenda ASP e ha avviato l’indagine sotto il profilo del danno erariale. Questa la realtà, questi i fatti.
Una narrazione non è la realtà
Purtroppo però prevale la narrazione che è l’arte di raccontare storie personalizzate, basate e influenzate dal ruolo professionale del “narratore” che usa tecniche capaci di trasformare i fatti scollegati dalla realtà, in narrazioni finalizzate a illudere la gente. Realtà invece è raccontare ciò che effettivamente esiste indipendentemente dall’immaginazione. Realtà e oggettività coincidono sempre. Questa premessa per evidenziare come veniva, e tutt’ora viene ripetutamente narrata dall’Assessore Riccardi la situazione dell’Ente Moro.
Nei mesi scorsi in occasione del rinnovo del mandato al Commissario Maiorana o nelle audizioni in Consiglio Comunale così si esprimeva l’Assessore (M.V. 05.03.26): “L’attività del commissario risulta efficace, il percorso intrapreso ha dato risultati a partire dal raggiungimento dell’utile di bilancio…non siamo ancora usciti dal tunnel ma stiamo vedendo la luce”. Ancora all’Assemblea dei sindaci del 15.03.26: “per la prima volta dopo anni di deficit il bilancio 2024 chiude con un utile di 800.000 euro.... grazie ad una manovra di risanamento economico finanziario”; cioè grazie invece alla vendita di un immobile di elevato valore (la citata casa Liani per 1,5 mln) e ribadisce ancora una volta che “…si vede la luce in fondo al tunnel”.
Fin qui la narrazione; la realtà, invece, racconta una storia diversa: il bilancio 2024 si è chiuso con una perdita operativa o di gestione di euro 181.000, azzerata grazie alla realizzazione di una plusvalenza di 994.000 euro frutto della citata vendita di Casa Liani. Con questa manovra l’immobile è stato acquisto da due distinti Enti pubblici e pagato due volte. “La luce in fondo al tunnel” intravista dell’Assessore Riccardi non era che una mera illusione, parte della narrazione.
Purtroppo anche il risultato della gestione 2025, pur positivo (per euro 297.156), risente di eventi straordinari positivi netti per euro 342.845, ciò significa che la gestione caratteristica si è chiusa ancora una volta con una perdita di euro 45.689. Il giudizio sulla “bontà/validità’” di un risultato di gestione va formulato escludendo eventi straordinari e irripetibili come si è verificato per i bilanci 2024 e 2025.

Un’eredità ancora da risanare
E ancora una volta, in occasione della presentazione del bilancio 2025 si è ripetuta la medesima narrazione dell’Assessore regionale: (17 luglio) “Ente risanato con responsabilità istituzionale”. Purtroppo l’ASP è tutt’altro che risanata, appesantita da un elevato indebitamento di 12,3 mln (fornitori e debiti tributari e verso la Regione) evidenzia una elevata tensione finanziaria. Ma nel decennio 2011-2021, con la fallimentare gestione ASP dei nominati dall’ex Sindaco Marchetti (6.0 mln di perdite), dov’era l’Assessore Riccardi? Dov’erano i responsabili politici locali, all’epoca dei fatti maggioranza di governo cittadino, che ora dai banchi dell’opposizione dicono di voler accendere un “faro” sull’attività del Commissario? Di chi è la responsabilità politica di aver commissariato l’ASP solo dopo un decennio di gestioni fallimentari e di aver disatteso le ripetute segnalazioni di pericolo che venivano da più parti? Un intervento tempestivo avrebbe sicuramente evitato tanto spreco di denaro pubblico ed evitato di esporre l’Azienda al rischio fallimento. Purtroppo la politica di oggi, soprattutto quando ha responsabilità di governo a tutti i livelli troppo spesso è pura narrazione.
Nato a Codroipo nel marzo 1950 e residente a Codroipo. Laurea in economia e commercio – Università degli studi di Trieste. Ex dirigente bancario ora in pensione. Assessore al bilancio e programmazione del Comune di Codroipo nel quinquennio 2006-2011.


