
Il Tagliamento in Europa: verso i Diritti della Natura
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Il gruppo di cittadinanza attiva “Noi Siamo Tagliamento – ridare spazio ai fiumi” ha partecipato con due sue rappresentanti alla quarta edizione della Confluence of European Water Bodies (CEWB), svoltasi a Berlino dal 3 al 6 settembre scorsi. La parola “Confluence” è più del semplice titolo di questo incontro: implica la pratica del “Confluencing”, ovvero l’unione di scambi, metodi ed esperienze che attraversano culture, discipline e bacini idrografici. Attraverso i propri ambasciatori, fiumi, laghi, coste e zone umide entrano in dialogo, imparano gli uni dagli altri e sviluppano collettivamente nuovi modi per rigenerare gli ecosistemi acquatici. In questo modo, la Confluence riconosce i sistemi di conoscenza indigeni e i rapporti con l’acqua che sono stati coltivati, protetti e tramandati di generazione in generazione.
Fondata nel 2023 dall’Ambasciata del Mare del Nord, dalla TBA21–Academy e dall’ILP Mar Menor, la Confluence è cresciuta da un piccolo incontro presso la laguna del Mar Menor in Spagna fino a diventare una rete paneuropea che collega oggi più di 58 corpi idrici in 18 paesi. Ogni edizione, ospitata da un diverso bacino idrico, ha accolto nuove acque, comunità e pratiche, rendendo visibile un movimento emergente che ripensa il rapporto dell’Europa con l’acqua attraverso l’arte, la scienza, il diritto, il design, l’attivismo e il coinvolgimento pubblico. L’edizione di quest’anno è stata curata da Symbiotic Lab, uno studio di design interdisciplinare con sede a Berlino che opera all’incrocio tra ecologia, arte e urbanistica.

A Berlino una confluenza di scambi, metodi ed esperienze
L’obiettivo della Confluence of European Water Bodies è esplorare quali forme di democrazia e governance possano emergere quando si sviluppano nuove strategie per la rappresentanza degli ecosistemi nella cultura, nel diritto e nella politica. Al centro di questa visione c’è il movimento per i Diritti della Natura (Rights of Nature), un rivoluzionario impianto giuridico e culturale che rifiuta l’idea della natura come mera “proprietà” o risorsa da sfruttare per i desideri umani, riconoscendo invece a tutte le forme di vita il diritto intrinseco di esistere, persistere e rigenerare i propri cicli vitali. Il primo e fondamentale passo a livello globale è stato compiuto dall’Ecuador, che nel 2008 ha fatto la storia riconoscendo legalmente i Diritti della Natura (Pacha Mama) direttamente all’interno della propria Costituzione. Da lì, questo cambio di paradigma ha prodotto casi emblematici, trasformando gli ecosistemi in veri e propri soggetti di diritto. Ne è un esempio straordinario il fiume Whanganui in Nuova Zelanda, riconosciuto formalmente come un’entità vivente e indivisibile dalle montagne al mare (Te Awa Tupua), sancendo per legge l’intima e inalienabile connessione spirituale con il popolo Māori. Allo stesso modo, in Colombia, il fiume Atrato è stato riconosciuto come soggetto di diritti dalla giurisprudenza nazionale per garantirne la protezione, la conservazione e il ripristino di fronte alla devastazione causata dallo sfruttamento ambientale.
Per una volta, infatti, è stata l’Europa a mettersi in ascolto, prendendo lezione e imparando da esperienze e visioni del mondo non occidentali. Oggi, l’energia del movimento è in piena espansione anche nel nostro continente. Il caso pionieristico europeo è la laguna del Mar Menor in Spagna: diventata nel 2022 il primo ecosistema naturale a ottenere la personalità giuridica, ha segnato una vittoria storica per i comitati di cittadini. A Berlino, attivisti e giuristi spagnoli hanno condiviso la genesi, la complessità e le strategie legali che hanno portato a questo straordinario risultato.

Una iniziativa europea per i Diritti della Natura
Le giornate berlinesi si sono distinte per una struttura ibrida e profondamente transdisciplinare. Da un lato, il rigore delle conferenze e dei tavoli tecnici; dall’altro, pratiche artistiche, camminate sensoriali, performance corali della tradizione sami e momenti di convivialità comunitaria.
Durante la Confluence of European Water Bodies, è stata presentata un’iniziativa cruciale per il nostro futuro: il lancio ufficiale, previsto per l’ottobre 2026, della raccolta firme per l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ECI) per i Diritti della Natura. Illustrata da Emmanuel Schlichter e Stella Bongiorno, l’ECI è uno strumento ufficiale di democrazia partecipativa che permette ai cittadini europei di chiedere formalmente alla Commissione Europea di proporre nuove direttive legislative. Nello specifico, questa campagna punta a raccogliere almeno un milione di firme per esigere tutele giuridiche vincolanti per gli ecosistemi a livello comunitario. L’obiettivo è unire le diverse battaglie locali in un’unica forte voce europea, trasformando radicalmente il diritto ambientale dell’Unione: la natura non dovrà più essere considerata un oggetto da sfruttare, ma un soggetto giuridico con diritti fondamentali e inalienabili da poter difendere direttamente nelle aule di tribunale.
Un altro momento di straordinaria potenza immaginativa si è svolto domenica presso la Floating University, dove è stato ricreato lo “Spree Species Council”, un vero e proprio parlamento interspecie per gli abitanti del fiume Spree. Sviluppata dal collettivo artistico Club Real, questa performance partecipata ha invitato i presenti a calarsi nei panni di oltre 150 specie diverse dell’ecosistema fluviale – dalle anguille alle cozze zebrate, dalle ninfee ai cianobatteri. In questa assemblea multispecie, i partecipanti hanno discusso le sfide attuali del fiume e votato le iniziative di trasformazione ecologica, sperimentando concretamente cosa significhi la rappresentanza politica in una società “more-than-human”.

La personalità giuridica lega le comunità e il loro ecosistema
L’apice emotivo e simbolico dell’incontro si è materializzato allo Spreepark con la cerimonia della “Joining of the Waters”. In un gesto di profonda connessione, l’acqua del Tagliamento si è mescolata a quella di oltre 50 bacini europei all’interno di un’unica ampolla cerimoniale, per poi essere dolcemente affidata alla corrente del fiume Spree. A facilitare questa pratica rituale è stata Erena Rhöse, leader Māori che da anni accompagna il cammino della Confluence. Attraverso la sua guida, le complesse istanze giuridiche e di advocacy si sono sublimate in un’esperienza tangibile, un richiamo potente al fatto che l’acqua che difendiamo è la stessa che abita e nutre i nostri stessi corpi. Un concetto racchiuso perfettamente nell’antico proverbio che ha risuonato lungo le sponde: “I am the river, the river is me”.
Il messaggio chiave emerso da Berlino è limpido: i Rights of Nature non sono formule giuridiche astratte da calare dall’alto. La personalità giuridica è uno strumento formale, ma la sua reale attivazione ed efficacia nascono solo se attorno all’ecosistema fiorisce una comunità viva, attenta e appassionata.
Ha un background in antropologia e studi visuali e si sta specializzando inEnvironmental Humanities. Attualmente lavora all'incrocio tra comunicazione ambientale, fundraising, project management e advocacy. Cresciuta sulle sponde del fiume Tagliamento, un ecosistema che ha plasmato profondamente la sua identità, è co-fondatrice del gruppo di cittadinanza attiva "Noi Siamo Tagliamento", nato per tutelare e dare voce all'ultimo grande fiume alpino selvaggio d'Europa.


