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Campo cappucci Collina, foto di Antonietta Spizzo
Campo cappucci Collina, foto di Antonietta Spizzo

Le politiche locali del cibo (PLC) nella società dell’abbondanza


C’è un bel detto friulano “I prins a lamentâsi a son simpri i masse passûts” che mi piace perché mi ci riconosco. Nel Paesi del Nord del mondo – tenuto conto dei guasti del capitalismo rispetto alle persone in reale difficoltà – molto spesso è proprio una scarsa capacità di gestione dell’abbondanza (di edifici, auto, moto, smartphones, ristoranti etc.) che crea seri problemi nelle nostre società, e questo anche senza scomodare Latouche e la teoria della decrescita.

Parliamo però ancora di cibo, che in Italia è argomento sulla cresta dell’onda. Protagonista in televisione con un diluvio di chef, interventi di medici e nutrizionisti, fattore decisivo dell’over-tourism delle maggiori città, e ancora così presente nei dibattiti accademici come sui social media.  In questa selva di messaggi, provare a fare il punto è sicuramente arduo. Facciamo professione di ottimismo nel discutere di cibo, per arrivare alle politiche locali del cibo (PLC), che chiamano in causa molti soggetti, inclusi i nostri amministratori. Il tutto se possibile restando sulla terra e pensando a noi, se lavoriamo nell’orto o mentre facciamo la spesa al supermercato o al mercato dei contadini.

Tempo addietro   (https://ilpassogiusto.eu/politiche-locali-del-cibo-una-potenzialita-anche-a-udine/ ) ero intervenuto in occasione della presentazione del libro “Il cibo è politica” di Fabio Ciconte. Provo qui ad aggiornare il quadro sulle dimensioni politiche del cibo, in Italia (e in Friuli).  Due settimane fa ero a Roma – Trastevere, per seguire un convegno: “Il Cibo che verrà” presso l’Accademia dei Lincei. Più oltre ne parlo: un incontro interessante e di alto livello, centrato su obiettivi globali, con un’ottica molto tecnologica. Al termine, confesso che sono subito fuggito da Trastevere, chiedendomi se Roma – città eterna – meritasse tutta la confusione legata alla densità di ristoranti, trattorie e fast food e dunque la pressione del turismo più o meno cafone.

Petrini

La scomparsa di Carlin Petrini

Proprio mentre stavo pensando a cosa scrivere qui, la scomparsa di Carlo (Carlin) Petrini, fondatore di Slow Food, dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e di tante altre imprese legate al cibo “Buono, Pulito e Giusto” mi è sembrato un segnale che non poteva essere ignorato, aggiungendo una ulteriore responsabilità per chi scrive. E’ innegabile che se c’è stato un pioniere in Italia e nel mondo nel prospettare la dimensioni sociale, politica ed etica del cibo è stato appunto Carlo Petrini, che vi ha dedicato la sua vita operosa. Petrini diceva che «quello che mangiamo diventa noi» riferendosi anche alle sfide ambientali e sociali. «Il cibo svolge un ruolo cruciale nelle dinamiche geopolitiche (influenzando le relazioni internazionali e i conflitti) ed economiche», spiegano sulle pagine di Slow Food, ricordando che l’obiettivo (fin dalle origini oltre 40 anni fa) è quello di «uscire da una logica basata sul profitto per dirigersi verso un modello di società incardinata sulla vita e sulla sua diversità». In questi giorni abbiamo letto molto da autorevoli commentatori sulla sua figura. Tra i tanti che ne hanno scritto, segnalo il saluto di Valentino Affinita (Associazione Terra!), uscito a poche ore dalla scomparsa.

Le politiche del cibo sono per loro natura politiche complesse che attraversano questioni che attengono a diversi settori della conoscenza. In Italia da oltre dieci anni, sulla scia dello stimolo rappresentato da EXPO 2015 il cui tema è stato “Nutrire il pianeta, energia per la vita” ha preso forza un ampio dibattito ed un lavoro a rete. Politiche locali del cibo sono state declinate da diverse altre città italiane a partire da Roma, ma anche a Torino, Milano, Bologna.  Dopo i precedenti (il penultimo incontro a Torino nel gennaio 2025) dal 5 al 7 febbraio 2026 si è svolto a Perugia, presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali (DSA3), l’evento “Politiche del cibo fra urbano e rurale: dialoghi, sinergie, connessioni”, nell’ambito del 9° Incontro Nazionale della Rete Italiana Politiche Locali del Cibo (Rete PLC).

Fagioli recuperati in Carnia
Fagioli recuperati in Carnia

Reti locali di ricerca

L’evento ha riscosso una grossa partecipazione: si sono contati fino a 180 partecipanti, provenienti da tutta Italia e da discipline e settori diversi. Dal mondo dell’accademia e della ricerca, colonna portante della Rete PLC, del terzo settore e delle organizzazioni della società civile, ma anche dalle amministrazioni locali o da partenariati locali come GAL e distretti del cibo, fino a coinvolgere studenti, settore privato, giornalisti, e cittadini interessati. Nella tre giorni di discussione si sono toccati molti punti, tra i quali: 

  • Agricoltura urbana e periurbana: valorizzazione delle produzioni locali a basso impatto ambientale.
  • Mense scolastiche ed educazione alimentare: strategie per migliorare la qualità del cibo nelle scuole e ridurre lo spreco alimentare.
  • Povertà alimentare e salute: iniziative per garantire l’accesso a diete sane e sostenibili per tutta la cittadinanza. 

Un’ottima sintesi dei lavori è comunque presente sul portale del Pianeta PSR, al quale si rimanda.

La settimana seguente, con un’assemblea online è stato aggiornato il comitato di gestione della Rete PLC, che ora comprende 14 membri, tra i quali Egidio Dansero (Università di Torino) e Chiara Spadaro (Università di Udine) co-direttori scientifici della rivista Re|Cibo.  Segnalo qui per l’appunto Re|Cibo, Rivista della Rete Italiana Politiche Locali del Cibo, a periodicità semestrale, giunta al quinto anno. Simpaticamente, la rivista riporta i contributi suddivisi in Antipasti, Primi piatti (articoli scientifici sottoposti a referaggio), Secondi piatti (articoli divulgativi), Caffè e ammazzacaffè.

  • https://www.associazioneterra.it/news/il-saluto-di-terra-a-carlin-petrini
  • https://www.pianetapsr.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3354
  • https://ojs.unito.it/index.php/recibo/index

Se c’è un appunto a mio avviso importante che vorrei fare a un movimento quale la Rete PLC, comunque di notevole impatto scientifico e culturale, è che tali esperti fanno in gran parte riferimento a discipline quali la geografia umana, la pianificazione territoriale, le scienze politiche e l’economia agraria; di fatto, risultano piuttosto distanti da realtà e competenze tecnico-pratiche. Dunque, a mio giudizio nel trattare di cibo sarebbe utile entrare nel dettaglio, considerando il legame tra le diverse tecniche (agronomiche e zootecniche), l’agroecologia, la genetica e la produzione del cibo. Non a caso comunque è stato appena attivato un tavolo specifico, a cura di una docente di economia agraria dell’Università di Pisa.

Orticole Pesariis
Orticole a Pesariis

L’alimentazione è una delle sfide globali

Venendo al convegno “il cibo che verrà” presso l’Accademia Nazionale dei Lincei, tenutosi il 14 e 15 maggio scorsi ed al quale ho avuto modo di partecipare, lo stesso è parte di un ciclo dal titolo “Il futuro dell’umanità”, organizzato per promuovere la percezione pubblica dei grandi problemi che riguardano il progresso e il futuro dell’uomo e stimolare il dialogo tra esperti di diversa provenienza e interessi. E’ a tutti evidente che nutrire la popolazione in continua crescita del nostro pianeta che va incontro alla crisi climatica, rappresenta una tra le sfide più ardue che l’umanità deve affrontare per garantirsi un futuro.

Quattro gli ampi temi affrontati: 1. La visione e le politiche globali dell’alimentazione del 21° secolo e oltre: le prospettive dal punto di vista delle grandi istituzioni transnazionali, dei grandi paesi sviluppati e dei paesi in via di sviluppo. 2. I nuovi sistemi di produzione di cibo: le prospettive e gli scenari futuri dell’agricoltura; i cambiamenti climatici e nuove specie coltivate; l’approccio agro-ecologico alla gestione dei sistemi agro-alimentari; 3. Microorganismi e nuove tecnologie alimentari; i sistemi cellulari per la produzione alimentare (carne sintetica); insetti e nuove fonti proteiche. 4. La sicurezza e qualità degli alimenti: le nuove sfide per la sicurezza alimentare; dieta e salute; intolleranze e allergie; biodiversità e salute; nutrigenomica.

Scambio di semi a Ragogna
Scambio di semi a Ragogna

La portata del convegno è stata dunque vasta ed ha visto autorevoli ricercatori, molti dei quali a livello internazionale, confrontarsi con un’ottica propositiva ed aperta. Non tutto ciò che ho ascoltato mi ha appassionato, ad esempio ho saltato volutamente le comunicazioni sulla carne sintetica e gli insetti come fonte di cibo. Ho viceversa apprezzato tra gli altri il coraggio di Paolo Barberi (Università Sant’Anna di Pisa) nello spiegare quali sono le caratteristiche dell’agro-ecologia ai numerosi colleghi biotecnologi presenti, molti dei quali quando sentono parlare di agricoltura biologica o peggio, biodinamica, si fanno il segno della croce. Spero sarà possibile scaricare le schede delle presentazioni, per un approfondimento di temi così importanti.

L’approccio della Rete nazionale delle Politiche locali del Cibo, fondamentalmente politico e basato sui territori e le realtà locali e quello degli autorevoli esperti che hanno animato il convegno dei Lincei a Trastevere non potrebbero comunque essere più distanti. Così come l’idea generale del ruolo dell’agricoltura come fonte di cibo adeguato e sostenibile rispetto alle esigenze alimentari nel nostro Paese e nel mondo. Molto lunga è dunque la strada da fare, citando Mao Zedong: ”Grande è la confusione sotto il cielo, quindi la situazione è eccellente!”.

https://www.lincei.it/sites/default/files/locandine/Programma%20CIBO%2008.05.2026_sf.pdf

Fabiano Miceli
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Laureato in Scienze agrarie a Padova nel 1978, ricercatore e poi professore associato di Agronomia e coltivazioni erbacee all’Università di Udine. Membro di diverse società scientifiche, è autore o coautore di oltre 120 pubblicazioni a stampa. In quiescenza da marzo 2024.

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