
GO2026! L’inverno goriziano
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Il gennaio goriziano di quest’anno è freddo e ruvido. La neve copre le montagne che circondano la pianura goriziana; la città è asciutta, senza neve, ma fredda e, per noi locali, che abbiamo negli armadi pochi capi e scarpe invernali, non è molto amichevole.
Nelle piazze e sulle strade si vedono pochi passanti – con cani o senza, qualche jogger e la gente del posto che corre da un impegno all’altro. I poliziotti sulla linea di confine sono rinchiusi nelle baracche, attaccati ai loro cellulari. Si muovono un po’ quando passano furgoni o auto con vetri oscurati, ma generalmente lasciano passare i veicoli con un leggero cenno del capo o un piccolo gesto della mano. Sulle rotonde, forse ci sono ancora i cartelloni con le scritte “GO2025!” o forse no. Nessuno se ne accorge più. La vita è tornata alla solita routine, anzi alle due routine – una di qua e una di là. E non si vede da nessuna parte che le due routine si intreccino.
Piazza Transalpina: il cuore delle due città, dove la linea di confine passa quasi invisibilmente, con il mosaico al centro e un bell’edificio della Stazione Ferroviaria ristrutturato a est. A pochi passi, il Museo Epic racconta la storia moderna del Goriziano. La piazza è bella, pulita, bianca, bianchissima. Tranquilla, ma anche priva di vita. Nonostante alcuni eventi che si sono svolti durante l’anno, i cittadini non l’hanno accettata come un vero e proprio centro urbano comune. Un ombelico simbolico della città unica, che di fatto non è mai diventata tale. La piazza protagonista di un concorso architettonico per la riqualificazione, con una soluzione inizialmente scelta e poi abbandonata. L’impressione di chi la visita è piacevole: l’ombra degli alberi, il verde e i dettagli architettonici con il mosaico centrale e i pezzi di storia sono interessanti. Siamo riusciti a creare almeno una “zona selfie”! Bene!

Capodanno con i tuoi…
Poche settimane fa è finito il periodo festivo, dopo il quale siamo entrati bruscamente nella settimana più deprimente dell’anno. Ci si aspettava – o almeno alcuni lo speravano – che durante le feste ci fosse qualche evento o eventino in Piazza Transalpina, per non parlare di una serie di concerti, spettacoli festivi o della festa di capodanno. Non è successo nulla del genere. Le festività sono state esattamente come prima (e forse anche dopo) – una serie di eventi di qua e di là. Nonostante si sia parlato delle celebrazioni fatte insieme, anche il sottoscritto ha chiesto più volte notizie sugli eventi delle festività a Gorizia/Nova Gorica 2025/26. Non ha mai ricevuto una risposta, forse perché già si sapeva.
Dieci mesi di un festival sono stati più che sufficienti. Ora i battenti si chiudono. Rimettiamo tutto in ordine. Basta con quella transfrontalierità e collaborazione. Torniamo all’italianità di Gorizia e alla slovenità di Nova Gorica. Perché imparare la lingua del vicino, che imparino loro la mia! E vabbè, se proprio non va, abbiamo ChatGPT e l’inglese. Il progetto ci ha comunque portato qualcosa: un po’ di soldi, qualche progetto ben pagato per i ben allineati, un discreto flusso di giornalisti e turisti, una maggiore conoscenza della città e della zona circostante rispetto a qualche tempo fa e qualche pullman diretto per l’aeroporto, abolito quasi immediatamente dopo la fine della Capitale. E, soprattutto, il progetto ci ha dato un bel riempimento del vuoto causato dall’assenza di progetti, dovuta alla non-attività e alla mancanza di idee da parte delle amministrazioni comunali.
Le piazze delle due città: Bevkov trg e Piazza della Vittoria/Travnik. Locali pieni a metà, due piste di pattinaggio, ciascuna con un ingombrante generatore elettrico che spreca soldi ed energia per il raffreddamento della pista. Bambini, non troppo numerosi, che cercano di restare in equilibrio sui pattini, mentre i genitori li aspettano nei bar e i gestori delle piste spipazzano di fronte ai loro chioschi, in attesa della fine della giornata. Poco distanti dalle piazze, i due edifici dei Comuni si fanno notare. Ciascuno con il proprio ritmo, i propri problemi, i calcoli locali e gli scandali personali dei sindaci. “GO2025!” non è più sul menu. I piatti sono vuoti, il tavolo rimesso a nuovo. Voltiamo pagina, accogliamo la X-mas come ogni anno, prepariamoci per le elezioni e andiamo avanti (o forse indietro) come al solito.

DAG, un nuovo confine?
È svanito nel nulla anche il collegamento ciclopedonale tra le due piazze. Un’immagine simbolica dell’effetto del progetto sui cittadini. Il percorso ciclopedonale era interrotto da un progetto interessante, ma malmesso e malpensato, ovvero la Digital Art Gallery nella galleria Bombi. Invece di mantenere il flusso ciclopedonale e consentire il passaggio della gente da un luogo all’altro, è stata creata un’altra barriera – simbolica e materiale. Un gigantesco “screensaver”, protetto da guardie e da porte apribili solo con un codice QR (che deve essere rifatto ogni volta che si utilizza il passaggio), che, sotto la pretesa dell’arte moderna, impedisce ai passanti di utilizzare la via più corta e sicura.

Ma il futuro ci sfida ancora
Non posso dire che durante la Capitale non si sia parlato degli effetti a lungo termine. Ci sono stati eventi, discussioni pubbliche, idee e iniziative. Tuttavia, sappiamo tutti molto bene che è necessario discuterne a livello ufficiale, nei colloqui tra i sindaci, tra i rappresentanti dei comuni, tra i rappresentanti di livelli ancora più alti e, infine, nelle sedute congiunte dei due comuni. Solo lì si possono prendere conclusioni e decisioni per i progetti sviluppati insieme e per una vera collaborazione che non finisce appena si spengono le telecamere. Questo passo, purtroppo, non è stato fatto.
Questa sfida può essere affrontata solo con almeno una seduta congiunta all’anno dei consigli comunali delle due città, con una collaborazione formale tra le amministrazioni e i sindaci, con l’insegnamento delle lingue del territorio nelle scuole locali (formazione dei curricula con il sostegno dei Comuni e, se necessario, anche dello Stato sloveno e della Regione FVG) e, infine, con la creazione di un corpo/assessorato transfrontaliero, composto dai rappresentanti di entrambi i comuni, che lavora e gestisce i progetti insieme e presenta le sue conclusioni ai consigli comunali due volte l’anno. Questo corpo riempirebbe concettualmente il vuoto creato tra GECT GO e i comuni. È importante notare che il GECT lavora in quest’ambito, ma non ha responsabilità politica né diritti decisionali sulle priorità dei progetti.
Se guardiamo al futuro, come sarà lo spazio goriziano fra 30 anni? È possibile che le divisioni del ventesimo secolo, con i loro nazionalismi e il concetto errato di stato-nazione, ci abbiano bloccato in modo tale da rendere impossibile vivere insieme davvero? Speriamo di no, ma – soprattutto in questo periodo di crisi profonda dell’ordine mondiale – anche tale possibilità non può essere esclusa. Tuttavia, come sempre, è più probabile che il ruolo decisivo sia della politica: quando le memorie del secolo scorso svaniscono e quando i vecchi conflitti locali non porteranno più voti, le due politiche inizieranno a lavorare insieme davvero. Non per la loro lungimiranza, crescita personale o il cambio della paradigma, ma semplicemente per rimanere al potere.
Consigliere comunale di Nova Gorica, lista civica Goriška.si.
- Gabrijel Fišer
- Gabrijel Fišer

