
Gli alunni, le scuole, il futuro delle comunità montane
Ascolta l’audio
Il 4 giugno si è tenuto a Tolmezzo l’incontro “Il diritto all’istruzione e la crisi demografica. Si decide oggi il futuro della scuola in Carnia”. Qui è possibile seguire tutte le relazioni: https://www.youtube.com/@ilpassogiusto
Sono intervenuti il dirigente scolastico Piervincenzo Di Terlizzi, l’economista e docente dell’Università di Udine Paolo Ermano e la dirigente scolastica Flavia Virgilio.
I lavori, che hanno visto la partecipazione di una quarantina di persone, sono stati introdotti da Denis Baron, che ha sottolineato la centralità del tema dei servizi per le comunità di montagna e l’importanza di una riflessione condivisa dai diversi soggetti coinvolti nei processi in atto.
Il primo intervento di Paolo Ermano si è concentrato sulla presentazione dei dati demografici che caratterizzano i comuni montani, soffermandosi sulle proiezioni per i prossimi anni e sulle implicazioni delle stesse in ambito soprattutto economico.
Dalla presentazione sono emerse alcune sollecitazioni interessanti in particolare su due fronti: da un lato la scuola come edificio che può essere considerato non solo come spazio abitato dagli alunni/e, ma come hub educativo per un intero territorio; dall’altro la necessità di tenere al centro dei processi decisionali l’interesse dei bambini e delle bambine più che degli adulti da cui le decisioni stesse vengono prese.
Il secondo contributo, di Piervincenzo Di Terlizzi, ha ripreso i temi dell’articolo pubblicato sul numero 53 del Passo giusto https://ilpassogiusto.eu/i-bambini-pordenonesi-del-2020-vanno-a-scuola-numeri-scelte-pianificazione
L’intervento ha messo in luce le complesse correlazioni tra dati demografici e condizioni contestuali come scelte politiche o familiari, congiunture economiche o eventi straordinari che hanno già modellato il nostro presente, riarticolando i contorni delle relazioni con le famiglie e con gli altri servizi territoriali. Il dirigente Di Terlizzi, inoltre, ha sottolineato come i nuovi scenari demografici interroghino il mondo della scuola su diversi fronti. Da un lato ci sono certamente le questioni della riduzione di classi, dell’accorpamento di sedi, della diminuzione degli istituti superiori, della maggiore distanza fra le comunità, i Comuni e le autonomie scolastiche, dall’altro la necessità di ripensare l’offerta formativa non solo nei contenuti ma anche nelle modalità di erogazione.
Flavia Virgilio ha chiuso il primo giro di interventi richiamando il tema della scuola come spazio soglia che funge da “porta” verso il territorio e da rete di prossimità aperta alla comunità. In questo senso la scuola e si configura come dispositivo relazionale e pedagogico capace di connettere il tempo dell’apprendimento con il tempo della città. La scuola – soglia, infatti, può fungere da dispositivo di mediazione dove si incontrano generazioni, culture e pratiche diverse.
Una scuola per tutte le generazioni
Come possibile esempio per la costruzione di pratiche orientate in questo senso è stata citata l’esperienza della collocazione in spazi comuni dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti e degli spazi 0-6, realizzata a Bari dalla Regione Puglia e studiata da INDIRE.
Sono infine stati richiamati i dati dell’indagine PIACC OCSE 2025 (indagine internazionale sulle competenze cognitive degli adulti), che mettono in luce le criticità della popolazione adulta italiana nelle competenze relative all’alfabetizzazione (literacy), alle competenze numeriche (numeracy) e al problem solving, da cui deriva la necessità di rafforzare la formazione continua degli adulti anche in funzione del reskilling collegato all’allungamento della vita lavorativa.
Questi scenari aprono nuove possibilità di utilizzo degli spazi scolastici anche in funzione della formazione continua della popolazione adulta.
Il dibattito ha sollevato temi che meritano certamente una ripresa della riflessione, tra cui:
- il ruolo e il coinvolgimento delle comunità nelle scelte relative al dimensionamento scolastico;
- la tematizzazione del concetto stesso di comunità in un tempo in cui la mobilità e la distanza mediata dalle tecnologie hanno riplasmato i confini delle relazioni e dei territori, sia reali che virtuali;
- la messa in prospettiva della scelta e della frequenza scolastica con le opportunità lavorative e con la mobilità in particolare dei giovani;
- la connessione tra scelte politiche, scelte organizzative e benessere del personale che nelle scuole lavora, garantendo la continuità dei servizi nonostante la diffusa condizione di precarietà lavorativa.


