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Caffaro_Stabilimento-Torviscosa

Caffaro e Torviscosa, una storia di industria e ambiente lunga quasi novanta anni … e oltre


Accanto alla pubblicazione della proposta di un Patto di Comunità per la bonifica e il recupero del Sito Inquinato Nazionale della Caffaro, proponiamo una prima parte di documentazione storica sull’azienda, a cui seguirà una documentazione per ricostruire gli aspetti legislativi,  di impatto ambientale, di scelte politiche ed amministrative.

Torviscosa è una città sorta tra il 1937 e il 1942 laddove sorgeva l’antico insediamento di Torre di Zuino. Per lungo tempo la sua esistenza è stata legata alle attività di un impianto chimico che la S.A.I.C.I. (Società anonima Agricola Industriale per la produzione della Cellulosa Italiana) realizzò per la produzione di cellulosa e fibre artificiali per uso tessile (tra cui il rayon) da canna gentile.

Lo stabilimento, la cui potenzialità venne raddoppiata nel 1940, era costituito da una zona per il deposito della canna /legname, dall’impianto di cellulosa, dalla centrale a vapore e dal corpo officine. Il lato sud dello stabilimento era delimitato dal proseguio del canale navigabile che annetteva alla darsena (che sfociava nel canale Banduzzi per il collegamento con la Laguna di Grado e Marano, perché poi fu interrato).

Dopo i bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale, nel 1946 cominciò, ad opera della S.N.I.A (Società Navigazione Industriale Applicazione Viscosa) la ricostruzione e la progressiva rimessa in efficienza di tutti gli impianti di cellulosa ai quali fu aggiunto un impianto di produzione di alcool da canna (1947- 1964).

Per la produzione del cloro e dell’anidride solforosa necessari al processo di produzione della cellulosa negli anni 49-50 vennero costruiti l’impianto cloro soda e l’impianto per la combustione della pirite.

Gli anni compresi tra il 1962 e il 1964 videro l’entrata in esercizio del nuovo impianto di produzione del caprolattame da toluolo (materia prima per la produzione del nylon) dell’impianto di pasta semichimica collocato negli impianti di stessi stabilimenti dell’impianto di cellulosa e di una nuova centrale termoelettrica.

La configurazione impiantistica rimase inalterata per circa un decennio fino a quando, tra il 1975 e il 1978, vennero avviate le unità produttive di intermedi di chimica fine che utilizzavano alcuni prodotti della linea caprolattame.

Nel 1981 lo stabilimento di Torviscosa a seguito della riorganizzazione della S.N.I.A. in holding ha assunto l’assetto sociale di s.p.a con il nome di Chimica del Friuli e nel 1985, a seguito dell’entrata della società Caffaro s.p.a nel gruppo S.N.I.A., la Chimica del Friuli è stata conferita alla Caffaro.

Il crollo del mercato della cellulosa spinse la società verso nuovi prodotti: nel 1992–1993 chiusero lo

stabilimento di cellulosa e di pasta semichimica e venne avviato l’impianto di produzione delle

cloroparaffine.

La riconversione alla chimica “leggera”

E’ dell’anno ‘95 il nuovo riassetto societario secondo il quale vennero conferite alla Chimica del Friuli s.p.a. le attività chimiche della Caffaro. A seguito della riorganizzazione la Chimica del Friuli cambiò nome e sede legale diventando Industrie Chimiche Caffaro s.p.a. e iniziò il suo percorso di riconversione dell’azienda da chimica “pesante” a chimica “leggera” sviluppando linee di produzione di intermedi per chimica fine e specialistica: tra il 1996 e il 1998 vennero realizzati i nuovi impianti TAED (tetraacetiletilendiammina, attivatore per la detergenza), e Multifunzionale; nel 1999, a seguito di un accordo con il gruppo Bracco è stato avviato l’impianto per la produzione di cloruro di iodio.

Con la chiusura dell’impianto di produzione del caprolattame terminarono le produzione “storiche” legate alle fibre ed intermedi per fibre. Nel 2002 venne realizzato un impianto di idrogenazione dell’acido benzoico e di imbombolamento dell’idrogeno.

Tra gli anni 2000 e 2006 le Industrie Chimiche Caffaro s.p.a. passano attraverso due riorganizzazioni e il cambio del nome in Caffaro Chimica s.r.l. che nel 2006 acquista tutte le attività di produzione e di commercializzazione dei prodotti chimici, i connessi impianti e macchinari, mantenendo anche il patrimonio immobiliare. 

Nel 2002 il laboratorio di Ricerca&Sviluppo di Caffaro Srl-Gruppo SNIA, che raccoglie le esperienze e le competenze di decenni di ricerca chimica e di processo diventa, SERICHIM che nel 2005 inaugura i laboratori completamente rinnovati con un investimento di oltre 3 milioni di Euro e nel 2006 diventa SERICHIM srl.

Dopo tre anni dall’approvazione del progetto nel 2017 si è avuta l’inaugurazione del nuovo insediamento Halo Industry s.p.a., società di collaborazione fra pubblico e privato creata da Caffaro Industrie, finanziaria regionale Friulia e Bracco Spin, con un investimento di circa 50 milioni di euro. Si sostanzia così un polo chimico di circa 350 addetti tra il nuovo impianto il centro di ricerche Serichim, Bracco Spin, Caffaro Industrie nel nuovo impianto che copre i settori ricerca, chimica di base, chimica fine, farmaceutica e imaging diagnostico (mezzi di contrasto). Nel 2025 HaloIndusty s.p.a. ha avviato il nuovo impianto per la produzione di acido cloridrico.

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