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Monfalcone

A Monfalcone c’è chi i giovani li vuole ascoltare


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Sabato 11 aprile, alla terza assemblea di Monfalcone Civica e Solidale, abbiamo provato una formula diversa: i giovani parlano, gli adulti ascoltano.

Lo spunto era arrivato da un episodio preciso. All’ultima edizione di Monfalcone Geografie alcuni studenti liceali erano stati fischiati mentre facevano domande durante la presentazione di un libro. Quel fatto ha scatenato tristezza nel constatare come una rassegna che vuole essere momento di approfondimento culturale non abbia dato spazio al dialogo, ma nello stesso tempo ha creato un moto di indignazione in gran parte della città. Per quanto riguarda la nostra lista civica abbiamo pensato che fosse il momento giusto per fare l’opposto, cioè dare la parola ai giovani e alle giovani del territorio. 

Grazie ad un importante lavoro di cucitura e di rete svolto dalla nostra portavoce Giovanna Terzoni abbiamo potuto ascoltare direttamente le voci di una parte della popolazione spesso inascoltata: le ragazze e i ragazzi. 

Cinquanta persone, metà under 30 in una mattina di sabato. In sala c’erano rappresentanti di No Planet B e Attic, una rappresentante di istituto dell’ISIS Pertini. Ha funzionato, un dialogo intenso e ricco.

Quello che è emerso non era scontato. I ragazzi chiedono aule studio aperte fino a tardi — anche per chi lavora e studia insieme. Chiedono di poter usare le scuole al pomeriggio come luoghi in cui stare, non solo come edifici scolastici. Chiedono che i servizi per la salute mentale vadano da loro, non viceversa.

Un dato su tutti: alla domanda su quale luogo di Monfalcone li avesse fatti sentire accolti, nessuno ha citato il Centro Giovani eppure dovrebbe essere a loro dedicato. 

Ora si tratta di capire cosa farne. Il nostro ruolo non è tradurre queste richieste in progetti decisi a tavolino da adulti convinti di sapere cosa serve ai giovani. Quel modello non ha funzionato. Il paradigma va invertito: non si costruiscono cose per i giovani, si costruiscono cose con loro e a partire da quello che chiedono.

Porteremo queste istanze in Consiglio Comunale come cassa di risonanza, non come tutori. Con proposte che mettano al centro i loro bisogni così come li hanno descritti, senza filtri e senza paternalismi. Perché la politica che ascolta davvero è quella che poi si fa da parte e lascia che siano le persone a indicare la direzione.

Cristiana Morsolin
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Lavora come fisioterapista in ambito pubblico, è consigliera comunale di Monfalcone Civica e Solidale e attivista impegnata nelle politiche sociali, nella promozione dell’inclusione e nella tutela dei diritti. Da anni partecipa attivamente alla vita civica del territorio, sostenendo un modello di comunità solidale, equa e partecipata.

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