
Ritorno al nucleare?
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La Camera dei Deputati ha approvato il 4 giugno scorso il disegno di legge del Governo Meloni sull’energia nucleare ed ora il provvedimento è passato all’esame del Senato per l’approvazione definitiva. Si tratta di una proposta che delega l’esecutivo a emanare decreti legislativi per definire il quadro normativo e giuridico entro un anno dall’entrata in vigore della legge. In realtà è da oltre un anno che si discute della possibilità di costruire in Italia nuove centrali nucleari, nonostante la chiara volontà del popolo italiano, che si è espresso contro in ben due referendum.
L’assurdità di questa proposta del Governo Meloni, è stata ben spiegata dal premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi. Secondo Parisi il costo dell’energia nucleare è tre volte quella del fotovoltaico, mentre i rischi di incidenti (come Chernobyl e Fukushima) e di emissioni radioattive non sono cambiati rispetto alle centrali costruite nel passato. Questa affermazione smentisce il Ministro Pichetto Fratin che aveva dichiarato che il Governo propone un nuovo nucleare e perciò è giuridicamente legittimo intervenire sulla materia senza alcun rischio che i precedenti referendari possano costituire un ostacolo normativo.
Questioni di diritto…
Ma la Corte costituzionale ha chiarito già nel 2012 (sentenza 199) che le materie abrogate con referendum non si possono riproporre con legge e Parisi ha spiegato alla Camera che questo nucleare non è nuovo rispetto a quello oggetto dei referendum abrogativi, perché la tecnologia attuale è sostanzialmente la stessa.
Inoltre le tecnologie su cui il governo punta oggi – i piccoli reattori modulari (SMR) e quelli a fusione – non esistono, nemmeno negli Stati Uniti, come spiega Armaroli, dirigente di ricerca del CNR, ricordando che l’azienda statunitense NuScale ha chiuso il suo progetto SMR dopo aver ammesso costi triplicati. Anche in Francia, EDF ha abbandonato il piano. Secondo Armaroli, il costo dichiarato degli SMR è pura fantasia perché nessuno sa quanto costeranno.
di tempi…
Ecco in sintesi, sulla base di un recente documento di ISDE- Medici per l’Ambiente, le ragioni del no alla legge proposta dal governo, che ipotizza un nucleare nuovo e sostenibile.
Anzitutto l’attuale crisi climatica ed energetica richiede una riduzione rapida delle emissioni clima-alteranti con soluzioni sostenibili e praticabili che garantiscano l’ambiente e la salute delle comunità. Questi obiettivi sono incompatibili con la realizzazione di nuovi impianti nucleari, che richiedono lunghi tempi di realizzazione e che devierebbero risorse rispetto a fonti immediatamente disponibili e concretamente attuabili come le rinnovabili, l’efficienza energetica, l’ammodernamento della rete, lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e dei sistemi di accumulo.
Gli SMR, nati a livello militare per la propulsione di sottomarini e portaerei, non sono mai stati impiegati a livello civile e, anche se il ministro Pichetto Fratin assicura che gli SMR non saranno usati a fini militari, la Marina Militare Italiana prevede di costruire una portaerei a propulsione nucleare entro il 2040 ed ha avviato nel 2023 il Programma Minerva (Marinizzazione di Impianto Nucleare per l’Energia a bordo di Vascelli Armati), che studia la fattibilità tecnica dell’integrazione di reattori su sommergibili e portaerei, ma anche fregate e incrociatori.
di costi…
Per quanto riguarda la fusione nucleare siamo ancora a livello di sperimentazione, con costi dilatati di 4-5 volte rispetto alle stime iniziali e tempi incerti sia per difficoltà tecniche che per carenza di materia prima. Stime ottimistiche per la distribuzione su larga scala prevedono di raggiungere tale obiettivo non prima del 2060.
Un altro problema legato al nucleare riguarda i rischi: anche escludendo gli incidenti più gravi, come Chernobyl o Fukushima, recenti evidenze scientifiche internazionali indicano che l’esposizione a basse dosi di radiazioni per i lavoratori e per le comunità che vivono in prossimità delle centrali nucleari genera un incremento del rischio sanitario, in particolare per i bambini.
Vi è poi il problema della gestione delle scorie radioattive ancora irrisolto soprattutto nel nostro Paese, che non dispone di un deposito nazionale sicuro neanche per lo stoccaggio dei rifiuti nucleari prodotti dalle quattro centrali realizzate prima del 1986.
di localizzazioni
Ma davvero il Governo pensa di trovare Comuni e popolazione disponibili ad accettare l’installazione di questi reattori nucleari?
Secondo le intenzioni legislative sarebbe necessaria una quota ottimale di produzione da fonte nucleare che copra tra l’11% e il 22% della richiesta di energia elettrica (ovvero tra gli 8 e i 16 GW di capacità nucleare installata). In base a tali stime, considerato che la capacità degli impianti SMR è di circa 100 MWe, nel nostro Paese si dovrebbero realizzare ben 120 impianti per coprire la richiesta di base. Gli impianti da installare sarebbero dunque circa uno per provincia.
Tale ipotesi appare del tutto irrealistica anche in considerazione dell’evidenza che il 95% del territorio nazionale è a rischio idrogeologico e sismico.
E di alternative che ci sono
Comunque un nuovo modello energetico deve essere alternativo non solo al nucleare, ma a tutte le fonti fossili, verso una produzione di energia senza combustioni (e quindi senza utilizzo di inceneritori di rifiuti o di biomasse). Ciò richiede oltre allo sviluppo di fonti veramente rinnovabili, anche una riduzione dei consumi attraverso risparmi ed efficienza energetica
In altre parole occorre pensare piani energetici che rispondano alla domanda di quale e quanta energia la nostra società ha bisogno, non tanto per accontentare le imprese energetiche ma per rispondere alle reali esigenze dei cittadini.
Già docente di Biologia generale (ora in pensione) all’Università di Padova, ha svolto ricerche sul rapporto tra ambiente e salute e si è occupato di problemi di Biosicurezza e Biotecnologie.E’ stato membro della Camera dei Deputati dal 1983 al 1992 e del Parlamento Europeo dal 1995 al 1999, dove si è occupato di ambiente, energia ed agricoltura.


