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Scheda elettorale

Leggi elettorali e degenerazione della politica, prima l’uovo o la gallina?


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Il 30 gennaio scorso si è tenuto a Genova un importante convegno sullo stato dell’arte della lotta per leggi elettorali più giuste per tutti, promosso dal Comitato Iniziative Popolari (CIP). Autonomie e Ambiente (AeA) ha partecipato con Giuseppe Olivieri, presidente di Lombardia Civica. La registrazione integrale dell’evento è disponibile su YouTube.

Assieme ad esperti come i professori Andrea Levico e Lara Trucco, hanno partecipato all’incontro di Genova anche Marco Martinoli (CIP), Bartolomeo Nicolotti (Associazione per la Rappresentanza Votolibeguale), Luigi Spanu (Partecipazione Attiva), esponenti di diverse formazioni politiche e parlamentari delle opposizioni di centrosinistra, fra i quali l’on. Federico Fornaro (PD).

E’ stata l’occasione per dare una volta di più ragione a George Orwell: “to see what is in front of one’s nose needs a constant struggle” (per vedere ciò che si ha davanti al proprio naso occorre un grande e costante sforzo).

Da vent’anni, per colpa di una serie di leggi elettorali incostituzionali, dal Porcellum del neo-nazionalista salvinista Calderoli al Rosatellum, i cittadini non scelgono più chi saranno i rappresentanti del loro territorio nella Camera e nel Senato. Il tema è cruciale per tutti e quindi a maggior ragione per chi è oscurato dai media “mainstream” e fuori dalle ondate di conformismo dominanti, come è il caso di noi della rete AeA, impegnati a rappresentare le diversità e le autonomie personali, sociali, territoriali.

Dalla riflessione di Genova, siamo usciti con la convinzione che l’odioso Rosatellum sarà superato. O con le cattive, colpito dai ricorsi ispirati dal magistero di Felice Besostri (in particolare ricordiamo il ricorso italiano Palumbo-Pruiti e il ricorso europeo Staderini). O con le buone (o magari solo le meno cattive, diciamo): sappiamo infatti che i leader dell’attuale maggioranza parlamentare di centrodestra – in particolare quelli del partito di maggioranza relativa Fratelli d’Italia – sono interessati a superarlo, perché la “spartizione” dei posti in Parlamento, fatta da pochi capi di partito prima delle elezioni, è diventata troppo complicata persino per i loro mandarini. Inoltre nessuno può più ignorare la deriva disastrosa di una democrazia in cui la partecipazione crolla elezione dopo elezione. Qualcosa deve cambiare, per fermare la fuga degli elettori dalle urne.

Non ci aspettiamo miracoli. Non avremo miglioramenti nello statuto pubblico dei partiti, nelle regole di autofinanziamento delle campagne elettorali, nell’accesso all’informazione in par condicio. Possiamo legittimamente sperare solo in un qualche parziale ripristino della possibilità per i territori di eleggere qualcuno dei loro leader locali, anche se sgradito ai vertici politici dell’attuale bipolarismo all’italiana. E’ poco e non è nemmeno scontato.

Il mondo degli attivisti che si sono opposti al Rosatellum e ad altre leggi elettorali ingiuste, di cui noi del mondo delle autonomie siamo parte, pur essendo plurale e trasversale, è stato peggio che avversato: è stato e tuttora viene ferocemente silenziato dai media.

Una firma per dare un segnale politico e civile

Chi ci legge sa che oggi si firmano sul portale pubblico, con lo SPID o altri meccanismi di identificazione digitale, proposte di referendum e leggi di iniziativa popolare (LIP). Si firmano per dare un segnale politico, non necessariamente perché le si condividono in toto. E’ una opportunità, in una società invecchiata, in cui c’è meno partecipazione e meno volontariato civile e politico (una rarefazione delle reti di socialità a cui non dobbiamo rassegnarci ma di cui dobbiamo prendere atto, perché nessuno ha in tasca una ricetta per invertire questa triste tendenza).

Ebbene, com’è noto, alcune minoranze organizzate, con un minimo sostegno dei media, sono riuscite in pochi giorni o poche settimane ad assicurarsi il successo, in termini di firme raccolte, di diverse iniziative, sia referendarie che LIP, sul portale pubblico.

Al contrario le proposte di LIP anti-Rosatellum attualmente in raccolta firme, languono, nel silenzio agghiacciante dei media! Ce ne sono due in corso: https://comitatoiniziativepopolari.it/ e https://www.votolibeguale.it/. Così come, va ricordato, vengono ignorate anche altre proposte di miglioramento dell’ordinamento democratico, come quelle delle ACLI.

Il mondo delle autonomie, forte delle sue radici storiche, non deve rassegnarsi. Deve piuttosto impegnarsi per costruire nuove relazioni con i mondi civici, ancora vivi e attivi in ogni territorio. Deve tessere nuove alleanze, senza alcuna subalternità. Ci è richiesto un supplemento d’anima, di organizzazione, di mobilitazione. E’ nostro dovere, per il bene delle generazioni future, fermare l’erosione della democrazia in Italia e in Europa.

Mauro Vaiani
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Vicepresidente segretario di Autonomie e Ambiente – garante di OraToscana.

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