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Radiologia

Radiologia ASFO: tornare presto alla gestione pubblica integrata con il resto dei servizi sanitari


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Da quando l’Assessore alla Sanità Riccardi ed il Presidente Fedriga guidano la nostra Regione (2018) aumenta di anno in anno la spesa sanitaria della Regione (siamo in FVG ad una media pro-capite record pari a 2.916 euro rispetto alla media italiana di 2.286 euro). Ed è aumentato soprattutto il ricorso al privato accreditato, ma anche, paradossalmente, sono aumentate le fughe di pazienti verso altre Regioni. Il grafico seguente è evidente:

saldo mobilità sanitaria fvg

[Fonti: Consolidato GIMBE, Bilanci SSR]

E questo senza calcolare le privatizzazioni di servizi ospedalieri come i pronto soccorso o la radiologia, che ci costano decine di milioni di euro annui e altrettanti punti percentuali di spesa.

La soluzione proposta dal duo? Un ulteriore aumento della sanità privata per “recuperare la fuga”, invece che programmare il sistema e rinforzare il pubblico come da sempre proponiamo!

Infatti, prima del governo Fedriga, si vede come la quota di fondi per il privato fosse più bassa, eppure la Regione aveva diversi milioni di attivo nella spesa sanitaria: erano di più i cittadini di altre regioni che venivano da noi a curarsi rispetto a quelli che andavano altrove, attratti dall’alta qualità, dall’efficienza ed efficacia del nostro sistema. [Fonti: https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/sanit-del-fvg-con-i-conti-in-rosso-pi-spese-e-meno-servizi/, https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/fvg-il-gap-tra-spesa-e-servizi/].

Al contrario di quanto affermato da Fedriga e Riccardi, l’aumento della quota di fondi ai privati negli ultimi anni della loro fallimentare gestione, non ha diminuito la fuga ma anzi, essa è aumentata fino a ribaltare la situazione! Inoltre, non si conta chi è costretto a pagarsi direttamente le cure, come testimoniato dalla stampa locale. È quindi smontata la panzana secondo la quale più privato significa più efficienza e attrazione!

Una travagliata storia di esternalizzazione

È in questo scenario che si colloca, a fine 2023, la scelta dell’Azienda Sanitaria del Friuli Occidentale (ASFO) di procedere alla esternalizzazione di una parte della Radiologia, scelta sostenuta, probabilmente concordata, dall’Assessore regionale Riccardi che in più occasioni pubbliche l’ha difesa, anche di fronte ad evidenti “brutte figure”.

Con atto aziendale del 29 dicembre ’23 ASFO apre la procedura di gara pubblica affermando, in premessa, che “l’Azienda si trova da tempo in una situazione di rilevante carenza di personale medico appartenente alla disciplina di Radiodiagnostica…” per l’affidamento di un servizio per l’esecuzione/refertazione di prestazioni radiologiche ed ecografiche comprensivo della fornitura delle apparecchiature, sia quelle radiologiche sia quelle “di arredamento, ma anche della parte amministrativa. L’appalto riguarda il servizio svolto a Sacile e Maniago (ex PPI), nell’O.C. di Spilimbergo mentre per San Vito e Pordenone vale solo per le situazioni di emergenza e/o notturne. Il servizio appaltato per 5 anni vale oltre 25 milioni euro, ma nel capitolato di gara vi è la possibilità di un ulteriore prolungamento degli anni dell’appalto (3+1) nonché di ulteriori ampliamenti della esternalizzazione (“ad altri servizi analoghi”, non meglio specificati) e di un “aggiornamento prezzi (ovviamente al rialzo). Il tutto per arrivare alla “modica” cifra complessiva di 108 milioni di euro.

Fin dall’inizio la procedura subisce inspiegabili rallentamenti ed episodi poco chiari: per 3 volte ASFO prolunga i termini di consegna delle offerte con motivazioni generiche: “in modo tale da consentire agli operatori economici interessati di poter presentare la propria miglior offerta…”. Inoltre nel periodo precedente all’aggiudicazione, il Direttore Generale di ASFO si fa fotografare all’inaugurazione di una sede a Pordenone di una delle ditte che poi risulterà vincitrice del bando. 

Con la pubblicazione il 30 settembre 2024 della Determina per approvazione verbali di gara che affida ad una delle due Associazioni Temporanee d’Impresa, “Fora/Techosp/Centro di medicina”, iniziano i problemi più complessi per il servizio con l’apertura di una fase di contrapposizioni legali con la cordata risultata seconda, che allungano di diversi mesi l’avvio del servizio. Alla fine i vincitori sottoscrivono il contratto di servizio nei primi mesi del 2025, ma dopo più rinvii alla fine il servizio parte solo il 1° agosto 2025, quindi 19 mesi dopo l’apertura del bando.

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Alcune domande

Fin qui la cronaca dei fatti su cui si possono fare semplici ma importanti considerazioni:

1)  È sensato e credibile che ci siano in Regione, oggi e per i prossimi 10 anni, ospedali pubblici senza proprie strutture diagnostiche e radiologiche (fondamentali per la struttura ospedaliera e per il territorio) con personale regolamentato e supervisionato, e che queste funzioni siano affidate invece totalmente in gestione a privati (che ovviamente avranno adeguati utili)?

2) In tutte le Determine citate nel caso non c’è una comparazione tra i costi del servizio svolto all’interno e quello così esternalizzato: cioè come si giustifica la spesa di almeno 5 milioni all’anno? quanto ci guadagnerà il privato e quanto spenderemo in più quindi noi contribuenti? (a queste “semplici domande né ASFO né l’Assessore Riccardi hanno saputo/voluto rispondere all’accesso agli atti o ad interrogazione dei Consiglieri regionali Conficoni e Honsell).

3) Si giustifica tale scelta con l’impossibilità di mantenere il personale in servizio o la carenza di partecipanti ai concorsi, senza però dirci come le aziende private recupereranno invece il personale necessario, e soprattutto dove e con quali inquadramenti e formazione (ASFO stessa dal 2025 in poi è invece riuscita a far tornare in Azienda un medico radiologo che era uscito ed ha assunto altri medici e tecnici radiologi).  

Questo ultimo interrogativo è motivato sia dal ritardo di mesi dalla firma del contratto all’avvio effettivo del servizio, nonostante nel capitolato il vincitore sarebbe stato vincolato a presentare subito un elenco nominativo di tutto il personale qualifica per qualifica. Ma anche da altre due vicende.

A Sacile e a Maniago il servizio anche nella fase iniziale di avvio (per i primi 5 mesi) si sarebbe dovuto svolgere per tutto il tempo di apertura dell’ambulatorio di cure primarie (12 ore giornaliere), mentre da metà dicembre ad oggi c’è un solo tecnico su entrambi le sedi e vengono eseguite solo radiografie “semplici” alle estremità degli arti utilizzando uno strumento trasportato ogni giorno da Sacile a Maniago e viceversa.

A S. Vito al Tagliamento sono rimasti in servizio per alcuni mesi 2 medici a libro paga della ditta presente prima dell’aggiudicazione del bando nel 2024, cosa “ammessa” da ASFO in una Determina del febbraio 2026 per il pagamento a questa ditta di un affido diretto di servizio radiologico “necessario” (forse perché i vincitori non ne avevano?). Trattasi poi della stessa ditta di un noto imprenditore regionale in campo sanitario e sociale che avvia tante cause legali con ASFO e contemporaneamente e inspiegabilmente riceve da questa Azienda sanitaria diversi servizi sanitari “con affido diretto”.

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Bisogna cambiare strada

Questa, ad oggi, la sequenza di scelte progettuali e di fatti descritti in tanti Atti di ASFO, esperienze di operatori dei vari servizi ospedalieri e di cittadine/i che hanno messo in difficoltà anche chi cercava di gestire il servizio e perfino chi aveva la massima responsabilità tecnica dell’intero processo di esternalizzazione. Ad esempio nell’estate 2025 la responsabile unica del procedimento (RUP) si dimette e viene sostituita diversi mesi dopo. Ad ottobre in una interrogazione al Consiglio Regionale, l’Assessore Riccardi ammette che il ritardo è stato dovuto a: “Difficoltà connesse al reclutamento del personale da parte dell’aggiudicatario” e che l’azienda privata ha ricevuto formale diffida per far partire il servizio.

Come mai, con 5 milioni di euro annui, la cordata di privati non trova personale mentre con concorsi pubblici successivi (per medici e tecnici per la parte rimasta pubblica dello stesso servizio), nonostante lo stipendio inferiore, lo si trova? 

È evidente che l’operazione è stata una costosissima e dannosa sciagura. Chiediamo ancora di migliorare stipendi e condizioni del personale interno per evitare che scappi, procedere a nuovi concorsi e quindi di reinternalizzare i servizi essenziali come radiologia. Vogliamo fermare assieme lo sfascio della sanità pubblica. Lamentarsi non basta, riteniamo sia tempo di mobilitarsi e costruire un programma alternativo per garantire un vero, efficace e partecipato servizio pubblico che dia attuazione ad un diritto costituzionale fondamentale, quello alla salute per tutte le persone.

 

(*) Intervento scritto con il supporto della Redazione delle pagine social, FB e Instagram del Coordinamento Salute FVG www.coordinamentosalutefvg@gmail.com

 

Michele Negro
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Comitato Salute Pubblica di Pordenone, parte del Coordinamento Salute FVG.

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