
La città della Fabbrica o la Città con la fabbrica?
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A Monfalcone, in Consiglio Comunale, il 3 novembre all’unanimità è stato chiesto, da Destra e CentroSinistra, un confronto vero sul modello produttivo dell’azienda, sulle ricadute sociali di quel modello, su come mitigarle e come fornire ai cittadini di Monfalcone servizi pubblici all’altezza dei bisogni e condizioni di progresso sociale e civile. Il documento alla fine è stato firmato e votato da tutti i consiglieri presenti ed è frutto di un lungo lavoro di mediazione. Il 4 novembre a rispondere è stato addirittura l’Amministratore Delegato di Fincantieri e a stretto giro il Presidente della Regione Fedriga. Insomma una pietra scagliata in uno stagno tranquillo.
Che a Monfalcone Fincantieri sia una questione centrale, per l’economia, la demografia e la stessa urbanistica del territorio, è cosa non solo nota da decenni, ma oramai salita alle cronache nazionali. Luogo simbolo di come il meccanismo del subappalto abbia profondamente modificato, negli ultimi anni, il tessuto sociale profondo della città. Da tanti punti di vista.
Basta controllare le nascite negli ospedali, l’assetto dei nidi o delle scuole elementari, l’enorme numero di foresterie e l’elevata pressione sul mercato degli affitti, la posizione sconfortante di città con i salari più bassi della regione, e si potrebbe andare avanti a raccontare particolarità e anomalie.
Nei giorni scorsi, prima del dibattito consiliare di lunedì sia la maggioranza leghista che l’opposizione di CentroSinistra hanno incontrato i Sindacati e discusso con loro della situazione e delle possibilità concrete di dare futuro alla città.
Per questo come gruppo di Monfalcone Civica e Solidale abbiamo lavorato per una risoluzione comune che impegnasse tutto il consiglio comunale a chiedere, con forza, una trattativa con il Governo (nazionale e regionale) e con la Grande Fabbrica. Una trattativa che parta dal riconoscere le gravi ricadute del modello produttivo messo in campo in questi anni, che metta al centro la legalità e la dignità del lavoro, che introduca forti investimenti per sopperire ai grandi bisogni sociali e di integrazione culturale che la città manifesta.
I salari, il costo degli affitti, la qualità del lavoro, l’integrazione scolastica, i servizi per le famiglie e per l’emancipazione femminile. Sono tutti argomenti correlati che dovrebbero essere affrontati in modo organico, con strumenti legislativi e di concertazione. Per tornare a decidere come territorio.
Se per portare al centro queste questioni occorreva votare un documento assieme alla destra, probabilmente non c’era quindi una ragione migliore per farlo. Perché proprio a partire da quella mozione si è aperto un dibattito che speriamo possa crescere nelle prossime settimane e costringere politica e poteri a spiegare, all’opinione pubblica ed ai cittadini di Monfalcone, quale futuro hanno in testa: la città del cantiere o la città con i cantieri?

Mozione Fincantieri Congiunta
Lavora come fisioterapista in ambito pubblico, è consigliera comunale di Monfalcone Civica e Solidale e attivista impegnata nelle politiche sociali, nella promozione dell’inclusione e nella tutela dei diritti. Da anni partecipa attivamente alla vita civica del territorio, sostenendo un modello di comunità solidale, equa e partecipata.
- Cristiana Morsolin
Alessandro Saullo - Tecnico della Salute Mentale, Attivista per i Diritti Civili e Sociali. Si divide tra il lavoro a Gorizia e l'attività culturale e politica che lo vede impegnato a Monfalcone dove, dal 2022, è Consigliere Comunale.



