
Prima le persone
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Mercoledì 1° aprile è stato presentato a Trieste, in una sala del Consiglio Regionale, il documento PRIMA LE PERSONE: un nuovo percorso per il Friuli Venezia Giulia, articolato in parti distinte ma legate da una comune chiave di lettura, frutto di un lungo e approfondito lavoro iniziato con il convegno, tenutosi al centro Balducci nel giugno 2025 e proseguito nei mesi successivi, realizzato da decine di associazioni, enti, comitati e gruppi della regione FVG che hanno analizzato le gravi carenze delle politiche locali e regionali sulla tutela dei diritti fondamentali, sulla gestione dei servizi e degli interventi sociali e del territorio in generale.
Vanno tenuti presente gli elementi di contesto per valutare le problematiche relative alla tutela della salute dei richiedenti asilo e dei minori stranieri non accompagnati e dai quali questa è strettamente dipendente:
• i cambiamenti dei percorsi migratori (rischi della Rotta balcanica, trasferimenti MSNA da altre regioni, migranti in transito, richiedenti protezione internazionale, fuori accoglienza, irregolari, comunitari indigenti);
• le difficoltà del servizio sanitario (carenza di personale e continuo turnover, riduzione dei servizi, complessità crescente delle norme, carenza di formazione del personale) con ricadute soprattutto sui più fragili quali i migranti;
• il peggioramento dei determinanti sociali (riduzione servizi in prima accoglienza come il Centro Accoglienza Richiedenti Asilo di Gradisca/Centro di Accoglienza Straordinaria (vedi Caserma Cavarzerani a Udine) oppure Sistema di Accoglienza e Integrazione SAI (già Sistema di Protezione e Richiedenti Asilo e Rifugiati), detenzione in Centro Per il Rimpatrio, sempre a Gradisca, (assenza di casa/lavoro/formazione, ricongiungimenti familiari).
Il documento, a conclusione del seminario della Rete DASI – Diritti Accoglienza Solidarietà Internazionale – F-VG è articolato in quattro aree tematiche: prima e seconda accoglienza; formazione e lavoro; accesso alla casa; diritto alla salute.
Il documento inoltre proposte per un cambiamento profondo di paradigma che rimetta le persone, italiane e straniere, al centro dell’intervento pubblico al fine di realizzare un efficace contrasto delle crescenti disuguaglianze e delle molteplici forme di esclusione sociale ed economica.

