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Più autonomia per affrontare le crisi


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Ci sono due importanti avvenimenti di pochi giorni fa che non possiamo approfondire “in proprio” ma che debbono essere richiamati e avere primi commenti perché toccano la nostra Regione.

Uno riguarda l’occupazione industriale e la realtà manifatturiera regionale ed è la richiesta di 1.700 esuberi e la chiusura di stabilimenti in Italia. Direttamente coinvolta la sede di Porcia.

Scegliamo di proporre al riguardo un articolo pubblicato da Altreconomia e firmato dal prof. Alessandro Volpi, docente di storia contemporanea presso l’Università di Pisa ed autore di numerosi saggi sull’economia contemporanea, la finanziarizzazione del capitalismo, il potere dei fondi d’investimento.

Si può leggervi la storia delle aziende già Zanussi, dalla loro vendita al gruppo Electrolux ad oggi. L’evoluzione delle proprietà, il peso dei fondi finanziari, la delocalizzazione, l’incapacità della politica di incidere e far pesare l’intervento economico pubblico, la subalternità culturale e politica alle logiche globalistiche.

Tutt’altra informazione e analisi rispetto ad alcune geremiadi lette in questi giorni da parte di esponenti politici locali, dove l’Unione Europea viene tirata in ballo solo a causa della sua “burocrazia” e non per essere uno dei fattori della delocalizzazione interna alla stessa UE allargata.

Qui l’articolo: https://altreconomia.it/gli-esuberi-annunciati-da-electrolux-in-italia-e-le-logiche-distorte-del-capitalismo-finanziario/

L’altro avvenimento riguarda l’approvazione parlamentare di importanti modifiche allo Statuto speciale di autonomia delle Province di Bolzano e Trento.

Il nuovo Statuto comporta nuove significative competenze e salvaguardie della specialità. 

Riportiamo alcune voci dal sito della Provincia autonoma di Bolzano: “lavori pubblici di interesse provinciale; assunzione in gestione propria dei servizi pubblici e loro erogazione tramite enti speciali, compresa la gestione dei rifiuti; impianti idroelettrici” … “riduzione degli ostacoli alla legislazione autonoma e ampliamento dei margini di manovra in tutti i settori politici (abolizione del limite posto dalle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica); limitazione ai “principi generali” dell’ordinamento giuridico; qualificazione espressa della competenza legislativa primaria come “esclusiva”… “clausola di concordato (le future modifiche allo Statuto di autonomia richiedono l’approvazione del Consiglio regionale e di entrambi i Consigli provinciali; il livello di Autonomia riconosciuto non può in ogni caso essere ridotto)” … “disposizioni a tutela delle minoranze”.

Anche qui il confronto con la recente modifica del nostro Statuto voluta solo per rimettere in pista le vecchie Province che furono è semplicemente impietoso…

Qui l’articolo con ulteriori links: https://news.provincia.bz.it/it/news/definitivamente-approvata-la-riforma-dello-statuto-di-autonomia

Ma non si vuole fare polemica per quanto necessaria. 

C’è un filo rosso che lega questi due eventi e li colloca nel contesto globale attuale di generale incertezza riguardo ai rapporti politici, militari ed economici che rendono dipendenti le nostre società ed economie, che richiedono quindi risposte fatte da forti autonomie istituzionali e territoriali accanto ad economie corte, autocentrate, indipendenti quanto possibile da ingerenze e dipendenze esterne, che non vengono solo da regimi autoritari ma anche dagli alleati, come le cronache recenti dovrebbero aver chiarito a sufficienza.

Elia Mioni
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Direttore editoriale del Passo Giusto

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