
La sfida della partecipazione giovanile
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Quando mi capita di incontrare ragazze e ragazzi, racconto che il Comune di Udine ha un ufficio che si chiama “partecipazione giovanile”. Credo sia importante per le nuove generazioni sapere che le Istituzioni si interessano a loro e si interrogano su come poterne stimolare un ruolo attivo nella vita della comunità. Un ruolo sempre meno presente e sono le stesse persone giovani a riconoscerlo.
L’indagine che l’IRES FVG ha condotto per il Comune nel 2025, con duemila studenti delle classi quinte di tutte le sedici Scuole Superiori udinesi, ha rilevato che meno del 30% di loro pensa che aderire a organizzazioni studentesche o giovanili sia utile, mentre circa l’1% ha dichiarato l’adesione o la frequentazione di un’organizzazione politica. Al centro dei pensieri ci sono il lavoro e l’occupazione futura: più del 50%, interpellato sui servizi che desidera trovare, ha chiesto più stage e corsi per sviluppare competenze professionali (ma anche maggiori occasioni culturali e ricreative). Percentuale che fa il paio con il 43% delle persone intervistate che dichiara di avere timore del futuro e che forse denota una certa ansia da prestazione in un mondo che ci chiede di essere produttivi e di performare costantemente.
Vale la pena specificare che le disuguaglianze economiche e di genere emergono chiaramente già a quest’età sia sul tempo libero che sulle relazioni e sulla preoccupazione verso il domani. Il presupposto, anche di questo studio, è chiaro: i giovani non sono una categoria astratta né omogenea e se vogliamo che le politiche siano davvero rispondenti ai bisogni delle persone, dobbiamo ascoltarle.

Officine Giovani al Villaggio del Sole
Lo scorso 19 febbraio sono stati presentati pubblicamente i risultati dei primi due anni di coprogettazione di Officine Giovani, uno spazio del quartiere del Villaggio del Sole attraversato da più di 300 ragazze e ragazzi ogni mese che fanno di questo luogo di aggregazione un laboratorio di inclusione, partecipazione e autonomia.
Sale prove, laboratori artistici e formativi, postazioni per studio e lavoro, orientamento, sono i servizi su cui l’Amministrazione comunale e i due partner, Associazione Get Up e Circolo Cas*Aupa, hanno deciso di investire per sostenere la produzione artistica giovanile e l’affermazione professionale nel settore artistico e culturale di giovani under 35.
Negli eventi esterni aperti alla comunità, come il FOMO Festival, Officine Giovani diventa un grande contenitore dedicato all’arte emergente e giovanile del Friuli Venezia Giulia. Un presidio sociale, culturale ed educativo, che con visione e cura delle relazioni, degli spazi e delle persone che li abitano, genera un impatto positivo sul territorio e sulla comunità dei giovani della città di Udine e non solo: la maggioranza delle persone che frequentano il servizio viene dai Comuni limitrofi.
La coprogettazione permette un monitoraggio e un adattamento continuo del progetto ai bisogni emergenti di chi lo vive, con possibilità di coinvolgere direttamente i beneficiari nella sua definizione.
Non è un caso che dentro Officine Giovani sia nato un collettivo orizzontale di giovani che non sono solo destinatari delle scelte, ma hanno spazi decisionali prendendo parte alla costruzione del progetto stesso. Per fare fronte alla marginalità, all’isolamento, ma anche alla decisione di tanti giovani di lasciare il nostro territorio in cerca di più ampi spazi di realizzazione e di espressione, quello sulla cultura è certamente un investimento strategico perché incide sulla salute e sul benessere individuale e collettivo.

Un nuovo progetto in pista
In partenza, invece, c’è il progetto DesTEENazione dell’Ambito Friuli Centrale, finanziato dal Ministero delle Politiche Sociali nell’ambito del Programma Nazionale Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027, per la costituzione di spazi per adolescenti e servizi integrati destinati a promuovere lo sviluppo delle potenzialità, la capacità di agire nei propri contesti di vita, l’inclusione sociale e il contrasto alla dispersione scolastica.
Anche questa esperienza prevede una governance partecipata della rete territoriale locale, chiamata a rispondere ai bisogni complessi delle nuove generazioni, con un accompagnamento socio-educativo presente nel nuovo spazio multifunzionale ma anche nei contesti informali, attraverso lo strumento dell’educativa di strada. Non mancherà l’attenzione al tema della formazione, dell’orientamento e del lavoro, ma spero che saprà essere anche uno spazio dello “stare” senza per forza “fare”, in cui poter contare anche solo sulla presenza, anche solo sull’ascolto, dove coltivare relazioni educative e sostenere una piena cittadinanza delle persone più giovani, con azioni specifiche di sostegno alle figure adulte di riferimento e alle famiglie, che sempre più oggi sono costrette a delegare il loro ruolo educativo alla scuola, che va anch’essa supportata.
Pure in questo caso, sarà importante garantire centralità e protagonismo giovanile. È finito il tempo in cui si parla di giovani e non con i giovani, delle proposte calate dall’alto con le migliori intenzioni ma senza capacità di incontrare bisogni, desideri e problemi reali.
Le persone giovani non sono solo cittadine del futuro, ma cittadine del presente e, se non vogliamo che apatia e disillusione prendano il sopravvento, la loro voce deve poter influenzare i processi decisionali tanto quanto le altre.
Classe 1996, laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche al SID di Gorizia, oggi è Assessora alle Pari Opportunità e Politiche Giovanili del Comune di Udine e si occupa di promozione delle politiche di genere e della partecipazione giovanile.


