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Il Friulano a scuola: una scelta consapevole da esercitare fino al 10 febbraio


C’è tempo fino a lunedì 10 febbraio per richiedere l’insegnamento della lingua friulana a scuola per i propri figli e figlie, e garantire loro tutti i vantaggi di un’educazione plurilingue. 

Per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, al momento dell’iscrizione a ciascun ciclo scolastico, i genitori sono chiamati a compiere delle scelte educative che si ripercuotano in modo positivo sul percorso di crescita.

 

Diverse ricerche in ambito neurolinguistico ci insegnano che l’apprendimento e la possibilità di parlare più lingue non solo è un’occasione di crescita educativa (poiché sviluppa, al di là di eventuali preconcetti verso lingue potenti o meno, capacità di concentrazione, memoria, ma anche e soprattutto pensiero critico: tutto questo a svantaggio del naturale declino cognitivo personale), ma può diventare nel tempo anche una valida opportunità in ambito professionale.

Quando si tratta, poi, di apprendere e utilizzare una lingua minoritaria, come nel nostro caso il Friulano, il tutto rappresenta l’occasione di entrare in contatto con secoli di tradizioni, storie e memorie che formano il cuore di una comunità, diventandone così al contempo mezzo di  trasmissione di valori unici e importanti ed incentivando, pertanto, il rispetto, la valorizzazione, la curiosità e la solidarietà nei confronti di un popolo che, nel mondo sempre più globalizzato di oggi, facilmente verrebbe omologato e impoverito. In tutto questo il valore e l’importanza etica e morale del legame generazionale giocano un ruolo determinante.

In quest’ottica il Friulano da proporre a scuola, in quanto lingua viva parlata nel territorio e naturale ginnastica per il cervello, rappresenta sia una forma di resistenza contro il livellamento culturale e linguistico, così come un linguaggio di innovazione. Nella scuola di oggi, infatti, dove necessariamente si punta a costruire un ponte tra passato e presente in una continuità identitaria che, fortunatamente, si conferma e si arricchisce ad ogni generazione, non si può prescindere dal territorio e dalle sue peculiarità culturali, siano esse lingua, tradizioni, ambiente, storia.

Nella nostra esperienza di docenti, rispettivamente di scuola primaria e scuola secondaria, promuovere lo studio del Friulano significa sia una sfida didattica che anche una responsabilità culturale imprescindibile: promuovere la sostenibilità linguistica, evita che una parte integrante della storia del territorio scompaia, ma favorisce anche e soprattutto connessioni con spazi, tempi e persone in un’ottica di scambio reciproco, che arricchisce sicuramente tutte le controparti.

Accade che a scuola ci siano classi con pochissimi o nessun bambino che parla Friulano così come accade di avere allievi che parlano esclusivamente Friulano. Come si può intuire le implicazioni di insegnamento e apprendimento sono mutevoli e dipendono dal contesto, tuttavia, nella personale esperienza di maestra non è stato raro dover spiegare qualcosa nella lingua madre dei bambini perché capissero: un bambino che parlava solo Friulano a casa e che proprio non riusciva a capire la spiegazione delle divisioni con due cifre al divisore, non ha avuto più difficoltà da quando l’ha sentita in lingua friulana. 

Anche nella secondaria emerge che la versatilità della lingua friulana generi coinvolgimento per le attività più diversificate quali per esempio la creazione di un haiku sul proprio angolo del cuore o la registrazione di un video su un giallo di invenzione, oppure l’approfondimento di attività di educazione civica che riguardano l’orientamento al proprio futuro e/o la conoscenza e la commemorazione delle giornate del calendario civile per trattare così di Memoria storica, cittadinanza e sostenibilità nel territorio locale, in quanto piccolo specchio di tutto il resto del mondo.

10 buoni motivi

Ecco, dunque, in sintesi, i nostri dieci buoni motivi per aderire all’offerta formativa del Friulano:

  1. È una lingua antica con radici profonde nel territorio.
  2. È una lingua che favorisce un’espressione originale e autentica.
  3. È una lingua simpatica che porta allegria e stimola il buonumore.
  4. È la lingua della nostra terra, da conoscere e rispettare.
  5. È una lingua e in quanto tale potenzia lo sviluppo cognitivo e l’interazione sociale.
  6. È una lingua che consente attività trans-disciplinari e interdisciplinari uniche attraverso il CLIL (Content and Language Integrated Learning).
  7. È una lingua che agevola esperienze didattiche di alto valore culturale poiché può includere proposte di tipo esperienziale sul territorio.
  8. È una lingua che rafforza la comunità educativa e il legame tra generazioni.
  9. È una lingua inclusiva e rispettosa delle proprie ed altrui radici culturali, che, promuovendo il dialogo tra diverse comunità, accoglie e offre strumenti differenti per vivere a pieno il territorio e i suoi abitanti.
  10. È una lingua che incentiva lo sviluppo di talenti individuali e competenze trasversali.

Studiare il Friulano è fondamentale per valorizzare il presente, rendendo attuale la ricchezza del passato e trasformandola in uno strumento per affrontare il mondo contemporaneo con maggiore consapevolezza e rispetto per la diversità.

Doveroso quindi per noi adulti, cui spetta decidere se aderire o meno all’offerta formativa del Friulano, chiederci se i giovani, con i loro interessi e le loro peculiarità, abbiano sia il diritto di vivere a pieno il territorio e la comunità che li circonda che il diritto di diventare loro stessi strumenti di valorizzazione, di evoluzione e di innovazione e sentirsi, dunque, parte del cambiamento e non effetto collaterale o conseguenza dello stesso.

Tutti noi, genitori, insegnanti, legislatori, quindi, riflettiamo sul dovere di condividere l’eredità culturale unica – che abbiamo o che troviamo in un determinato luogo – con i nostri giovani, che, in quanto ‘futuro del mondo’, potranno contribuire alla sua crescita e alla sua prosperità con le proprie unicità.

Scegliere di far studiare il Friulano non è solo un’opzione educativa, ma un atto d’amore verso la cultura di un popolo e in primis verso i nostri ragazzi.

 

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Tamara Pozzebonè docente di scuola primaria specializzata per le attività di sostegno. Ha svolto per diversi anni il ruolo di Funzione Strumentale per l’inclusività e per lo sviluppo dei linguaggi negli I.C. in cui ha prestato servizio e recentemente ha ricoperto l’incarico di tutor supervisore di Scienze della Formazione Primaria all’Università degli Studi di Udine. Impegnata per passione nell'insegnamento di Lingua e Cultura friulana collabora con Docuscuele e Società Filologica Friulana. Per scelta non si avvale dell’utilizzo di libri di testo e costruisce i suoi percorsi di apprendimento e insegnamento basandosi sulla ricerca, la sperimentazione didattica e la letteratura per l’infanzia.

Donatella Belloè docente di Lettere e di Lingue nell’I.C. di San Daniele del Friuli. Insegna Lettere alla scuola secondaria e Friulano come esperta esterna alla scuola primaria; in quanto referente del Friulano nell’I.C., si impegna da anni a proporre ai colleghi materiali autentici su tematiche di educazione civica in riferimento ai tre assi previsti dalle linee guida del Ministero dell’Istruzione e del Merito, ossia Costituzione, Sviluppo sostenibile, Educazione ambientale, Conoscenza e tutela del patrimonio e del territorio, Cittadinanza digitale. Convinta dell’importanza del testo scritto come atto di memoria, riflessione e comunicazione, promuove da anni all’interno dell’Istituto un concorso di Poesia in lingua friulana. Da tempo collabora con la Società Filologica Friulana, in particolare con il suo Centro Regionale di Documentazione Ricerca e Sperimentazione Didattica per la Scuola friulana (Docuscuele) e con l’ARLeF.

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