
Alternative progettuali per la gestione delle piene del Tagliamento
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Qui riassumiamo l’intervento svolto dall’ing. Silvia Simoni nel corso del convegno promosso da Legambiente FVG a Ragogna nel settembre scorso.
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Lo studio nasce dall’esigenza di individuare alternative progettuali per la gestione delle piene del fiume Tagliamento, integrando le proposte finora discusse. L’iniziativa, promossa dal CIRF (Centro Italiano di Riqualificazione Fluviale) con il sostegno della Gerty-Strohm-Stiftung e della Senckenberg Society for Nature Research, ha affidato alla società di ingegneria Mountain-eering l’incarico di elaborare una proposta tecnicamente solida ma fondata su principi differenti rispetto alla previsione di grandi opere infrastrutturali in alveo.
L’obiettivo principale dello studio è dimostrare la fattibilità di una strategia di laminazione diffusa che preservi la connettività fluviale e il valore ecologico del corso d’acqua, in linea con i principi della Restoration Law.
Il progetto di riferimento
La soluzione sin qui prospettata e ancora al centro del dibattito prevede la realizzazione di una traversa fluviale a Dignano: uno sbarramento in alveo capace di trattenere circa 29 milioni di m3 d’acqua. Tale opera mira a ridurre il picco di una piena centenaria (tempo di ritorno 100 anni) da 4.600 m3/s a 4.000 m3/s.
Il sistema è integrato da una cassa di espansione fuori alveo a Madrisio e da adeguamenti idraulici nel tratto terminale tra Cesarolo e la foce, con l’obiettivo di garantire una portata di sicurezza a Latisana pari a 3.600 m3/s.
Metodologia e premesse tecniche dell’alternativa
Per garantire la comparabilità dei risultati, questo studio alternativo ha adottato le medesime premesse idrauliche dell’Autorità di Distretto:
- Evento di riferimento: Piena centenaria con picco superiore a 4.600 m3/s a Pinzano.
- Durata del picco: circa 30 ore (onda di piena complessiva di 80-90 ore).
La modellazione idraulica è stata condotta tramite il software bidimensionale Basement, sviluppato dal Politecnico di Zurigo. Il modello è stato calibrato e validato sulla base dell’evento reale del novembre 2023 (picco di 3.200 m3/s), mostrando un’elevata affidabilità nel riprodurre le aree di esondazione effettive rilevate da immagini satellitari.
Strategia di intervento: la laminazione controllata
A differenza della traversa di Dignano, la strategia proposta si basa sulla valorizzazione della morfologia naturale e sull’uso di infrastrutture già esistenti. Gli interventi sono suddivisi per sottotratti:

Tratto Osoppo – Pinzano
In quest’area, alla confluenza con il Ledra, si prevede la rimozione di alcune arginature esistenti per favorire l’esondazione controllata verso zone a vocazione umida (confluenza con il Ledra). Questa è una sezione arginale, quindi non si costruisce niente, ma si apre un argine, ottenendo due vantaggi. A Cornino, l’innalzamento di argini esistenti e l’adeguamento di strade poderali permettono di trattenere (i primi) ulteriori volumi idrici.
- Risultato: Riduzione del picco di circa 110 m3/s (1 milione di m3 laminati).

Tratto Dignano – Ponte della Delizia
È il tratto con il maggior potenziale a causa della scarsa incisione dell’alveo. La strategia prevede:
- Apertura di arginature in tre punti specifici per favorire l’uscita dell’acqua.
- Utilizzo di rilevati stradali e strade poderali esistenti, opportunamente adeguati, per trattenere l’acqua in aree agricole scarsamente abitate.
- Risultato: Riduzione del picco da 4.640 m3/s a 4.050 m3/s, con un volume laminato superiore ai 16 milioni di m3/s.

Tratto Madrisio – Latisana
In questo settore, l’alveo risulta più inciso, limitando le possibilità di esondazione naturale. Tuttavia, i benefici ottenuti a monte si propagano verso valle, garantendo una portata in ingresso a Latisana significativamente ridotta rispetto allo scenario attuale.
Conclusioni e sintesi dei risultati
Lo studio dimostra che è possibile ottenere una riduzione del picco di piena del 13% (circa 600 m3/s) senza ricorrere a sbarramenti trasversali in alveo. I punti di forza della proposta sono:
- Sostenibilità ecologica: Assenza di opere che interrompono la continuità longitudinale del fiume.
- Efficienza economica: Valorizzazione di infrastrutture esistenti (strade, argini remoti) con interventi di adeguamento moderati.
- Sicurezza territoriale: Localizzazione delle aree di allagamento in zone non abitate per minimizzare i danni.
In conclusione, la proposta viene presentata come un’alternativa solida e tecnicamente valida, meritevole di inserimento nel Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (Docfap) per la messa in sicurezza del Tagliamento.


