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allevamento polli

Un nuovo allevamento a Pozzecco… ne abbiamo davvero bisogno?


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A Pozzecco, frazione del comune di Bertiolo, è stato presentato un progetto per la costruzione di un allevamento intensivo da 1.200.000 polli all’anno (1).
L’area individuata è un terreno attualmente agricolo a sud dell’abitato di circa 18 mila metri quadri di cui 8 mila dovrebbero essere destinati ai capannoni.

Una struttura che, inevitabilmente, avrà un forte impatto sulla comunità e sul territorio.

C’è davvero bisogno di un nuovo allevamento intensivo? Quali rischi potrebbe comportare? Può portare dei benefici alla comunità? 

Queste sono alcune delle domande a cui cercheremo di dare risposta.

Il progetto e qualche riferimento generale

Secondo il “Rapporto 2024 sulla congiuntura del settore agricolo del F-VG” di ERSA, nella nostra regione sono in aumento gli allevamenti di polli da carne (128 allevamenti, +2,4%) e galline ovaiole (114 allevamenti, +3,6%), nel 2025 secondo l’ISTAT sono più di 620 milioni gli avicoli macellati di cui quasi 600 milioni di polli o galline (2). Unaitalia (3) ci dice che l’Italia consuma sempre più carne bianca (+3,7%) e attualmente è autosufficiente per quanto concerne l’approvvigionamento (produciamo il 105% rispetto ai consumi). 

Questo aumento della produzione di carne va però in controtendenza rispetto a quanto scritto nell’accordo della COP 28 di ridurre del 50% il consumo di carne entro il 2050 perché,  com’è noto, la produzione di cibo è responsabile di un terzo delle emissioni e queste sono causate al 60-70% dal sistema degli allevamenti intensivi nel suo complesso. 

In totale, il 14,5-20% delle emissioni di gas serra arriva da queste fonti (4) e, sebbene quella avicola sia una carne più salutare e meno impattante rispetto ad altre carni e le aziende abbiano fatto alcuni passi avanti nelle modalità di gestione (5) essa è comunque devastante dal punto di vista ambientale in quanto genera un grande consumo di suolo e di acqua (dovuto agli stabilimenti e all’agricoltura per mangimi), perdita di biodiversità, elevate emissioni di gas serra e di ammoniaca (di cui gli allevamenti avicoli sono responsabili per l’11% e generata da fertilizzanti azotati e deiezioni animali è la seconda causa di formazione di PM2,e PM5, che in Italia ha provocato la morte di oltre 43.000 persone nella sola pianura padana, dati 2023) (6) e salutare (aumento del rischio di malattie come il diabete, l’obesità e le malattie cardiovascolari e della resistenza agli antibiotici) (7).

Non va dimenticato il problema dell’aviaria che in Europa, nel solo 2025, ha visto più di 699 focolai (64 In Italia).

Va ricordato inoltre che, grazie all’inchiesta di food for profit (8), dal 2020 al 2025 le sole regioni Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna hanno destinato 266 milioni di euro per gli abbattimenti e i ristori agli allevatori, spese che poi ricadono sulla collettività. 

Pozzecco, l’allevamento della discordia

Come ci spiega la Consigliera di minoranza Rossella Malisan l’annuncio del progetto PAC MAGREDI da parte della società proponente (9) è avvenuto in una riunione aperta al pubblico il 10 marzo, ma già dal 2024 nella comunità circolavano rumors su progetti simili. All’epoca, il proprietario di un terreno individuato per l’insediamento di un allevamento intensivo si rifiutò di vendere e avvisò l’amministrazione. Nel 2025 crescenti “voci di popolo” animarono il dibattito in paese, questo portò poi, nel febbraio 2026, al deposito di una interpellanza in comune da parte della minoranza con la proposta di agire sul PRGC (che era in fase di elaborazione per essere adeguato al Piano Paesaggistico regionale) inserendo una norma di divieto di insediamenti zootecnici di tipo industriale a cui la Giunta rispose che “non si può agire a priori”. Il 23 febbraio l’allevatore depositò formalmente la richiesta di un Piano Attuativo Comunale per creare un allevamento intensivo a Pozzecco; in seguito si è scoperto, per ammissione dei progettisti e dalla lettura dei documenti, che ci sono stati contatti tra l’Amministrazione e l’allevatore ben prima di questa data. 

campo

Come ci fa sapere sempre Malisan, molti sono i nodi ancora irrisolti e i dubbi in attesa di risposte, tra cui:

– quanto impatterà effettivamente questo impianto sulla viabilità locale? Perché i proponenti parlano di 300 camion all’anno, ma ben più utile sarebbe sapere come saranno distribuiti durante l’anno: circa uno al giorno in maniera continuativa o, come pare più verosimile, un numero molto più alto concentrato nei periodi di rifornimento o svuotamento dell’allevamento? 

– gli odori saranno un problema per la cittadinanza? Le relazioni proposte indicano che l’aria non si dirige verso Pozzecco ma insieme alla consigliera abbiamo fatto un sopralluogo qualche settimana fa e possiamo testimoniare che l’abitato era sottovento rispetto al luogo dove verrebbe insediato l’allevamento.
– i biotopi delle risorgive di Virco e di Flambro (10), che stanno a circa 2km in linea d’aria, saranno adeguatamente tutelati dal punto di vista dei rumori, dell’inquinamento e delle epidemie? 

– se in queste zone partisse un focolaio di aviaria siamo disposti a sobbarcarci i costi sociali ed economici di tale situazione?

Perché, per il beneficio di un singolo produttore, si vuole mettere a rischio potenziale l’intera collettività che rischia di dover pagare costi ambientali ed economici molto pesanti. Va ricordato infatti che in caso di focolaio, oltre agli abbattimenti immediati, è sempre prevista una zona di protezione con raggio di 3km e una di sorveglianza di 10km (11).

– Come si concilia questo eventuale insediamento con il percorso di promozione del territorio che sta mettendo in campo la Regione Friuli-Venezia Giulia attraverso politiche che favoriscono il turismo lento e la riscoperta dei luoghi minori, oltre che del cibo di qualità e di pregio, percorso che l’amministrazione comunale dichiara di voler abbracciare?

– Che beneficio porta alla comunità di Pozzecco e di Bertiolo, la realizzazione di un impianto dalle caratteristiche così impattanti? Non certo posti di lavoro per i locali e nemmeno riqualificazione ambientale. Quali sono dunque i benefit che l’Amministrazione e le amministrazioni in genere immaginano per i loro concittadini a fronte di questa dequalificazione del territorio? 

A Pozzecco la battaglia è ancora tutta da combattere, i cittadini sono preoccupati e moltissimi i nodi ancora da sciogliere

 

(1): Pozzecco, nuovo allevamento intensivo da 1.200.000 polli: LAV e Coordinamento FVG si oppongono – Nordest24 

(2): Carni bianche – dati annuali 

(3): Carni bianche, ogni italiano ne consuma 22 kg all’anno – la Repubblica 

(4): COP 28: ridurre del 50% il consumo di carne entro il 2050 

(5): ChickenTrack 

(6): Pianura Padana: la bomba inquinante degli allevamenti intensivi
(7): ▷Rivoluzione alimentare: il futuro del consumo di carne avicola | ✅ 2026 

(8): Aviaria 2025: le nostre immagini shock nell’inchiesta di Report 

(9): Pozzecco, nuovo allevamento intensivo da 1.200.000 polli: LAV e Coordinamento FVG si oppongono – Nordest24 

(10): Terra di Risorgive | Biotopi del medio Friuli 

(11): Manuale_operativo_IA_v11_071205_testo.pdf

Daniele Andrian
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Ecologista e federalista, classe 1991, ex co-portavoce regionale di Europa Verde F-VG, diplomato professionale, inizia la sua esperienza lavorativa nella ristorazione e poi nella logistica, ora metalmeccanico . Da queste esperienze comprende che il mondo del lavoro deve cambiare e che la necessaria transizione ecologica dovrà per forza passare dalla rivoluzione del sistema produttivo.

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