
MINIMU sotto sfratto: ma che cos’è un museo dei bambini?
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Il 14 aprile una delegazione dell’associazione Gruppo immagine che cura e gestisce il MINIMU, il Museo dei Bambini nel Parco di San Giovanni, a Trieste, entra nel palazzo del Consiglio regionale per incontrare il suo presidente e consegnargli una petizione firmata da quasi duemila persone raccolte nel giro di un mese.
La questione è urgente: dopo le battaglie legali al TAR e al Consiglio di Stato, l’associazione ha ricevuto lo sfratto definitivo dall’ERPAC, che non intende più concedergli in affitto lo spazio che gestisce dal 2008, per darlo invece all’Università di Trieste.
Il MINIMU, Museo dei Bambini – Parco San Giovanni di Trieste, nasce nel 2008 grazie alla condivisione di un pensiero e alla conseguente stipula di una Convenzione tra Provincia di Trieste, Azienda Sanitaria Triestina e Gruppo Immagine. Nasce nel Parco, già Ospedale Psichiatrico Provinciale, dove negli anni Settanta avviene la straordinaria esperienza guidata da Franca e Franco Basaglia.
Chi è il Gruppo Immagine: un passo indietro
L’associazione si costituisce a Trieste nel 1987 quale “laboratorio permanente per lo sviluppo del pensiero divergente” (come allora si definiva il pensiero creativo) e viene inaugurata da Bruno Munari (Milano 1907-1998) che, in pubblicazioni e testimonianze, sottolinea la qualità della iniziativa triestina.
Dai laboratori a Miramare, Castello e Parco, (1992) a quelli al Museo Revoltella (1997), dal Convegno “Giocare al Museo” (1999) alle mostre alle Serre di Villa Revoltella (2006-2008), eventi e pubblicazioni, pensieri e relazioni, tutte le iniziative testimoniano la natura e lo sviluppo della associazione nel costruire uno speciale collegamento tra educazione e arte, nell’articolare la creatività non solo all’arte e alla scienza ma soprattutto al piacere di formare e riformulare un “punto di vista”, sia nell’area dell’agio che del disagio.
Gruppo Immagine, fondato da docenti, artisti e appassionati, diviene nel 2023 Associazione di Promozione Sociale – Ente Terzo Settore iscritto al RUNTS (Registro Unico Nazionale Terzo Settore) e incardina l’impegno sociale alle dinamiche di Munari del “ritrovare l’azione” e a quelle di Riccardo Dalisi (Potenza 1921 – Napoli 2022) sulla “intelligenza delle mani”.

La convenzione: un passo avanti
Nel 2008 viene redatta la Convenzione per attribuire lo spazio (Palazzina T al piano terra) e definire la qualità, sociale e culturale, delle iniziative attraverso un rinnovo periodico. Da un lato per consentire alla Provincia di adeguare l’affido dello spazio alle normative nazionali e regionali, che si succedono negli anni e alla ridefinizione delle competenze (attribuite alle Province); dall’altro per condividere e testare la qualità e l’incidenza dell’offerta del MINIMU con famiglie e scuole, offerta doverosamente sottratta a leggi di mercato e vincolata ad un alto profilo formativo, educativo, e sociale; tutto in presenza di un canone mensile che Gruppo Immagine ha sempre onorato e continua a onorare, dopo la scomparsa delle Province, anche in questi anni.
Per dare continuità e peso alla presenza del MINIMU nel Parco, Gruppo Immagine e Provincia di Trieste nel 2012 intitolano (con un’opera di Riccardo Dalisi) “Piazza Leggera” il piazzale antistante il Museo, collegando così il Parco San Giovanni a una riflessione nazionale, che individua negli ex Ospedali Psichiatrici e nel “punto di vista bambino” una possibile svolta di forte coinvolgimento e impatto sociale verso la realizzazione delle “città intelligenti” o Smart City.
Il MINIMU: un’idea originale di museo
Il mini-museo (mini-munari) declina una originale idea di museo dove gli spazi non sono gerarchicamente ordinati tra quelli espositivi e quelli di laboratorio: ponendo dunque sullo stesso piano le opere e le persone. Un museo dove le opere degli artisti possono stare accanto (nell’allestimento e nelle mostre temporanee) ai lavori di laboratorio: non per negare il valore “dell’apprendistato”, della ricerca e della capacità di lettura ma per accostare l’intensità creativa di artisti e “entusiasti”, ovvero il piacere (talvolta la necessità) di guardare le cose da un altro punto di vista.
Inoltre non vi sono etichette che informano ma emozioni e percezioni dirette, sfumate o precise, che invitano ciascuno a formulare metafore, metafore da vivere nelle esperienze di laboratorio.
Singoli visitatori, famiglie, scuole, associazioni, docenti e artisti godono delle iniziative del MINIMU, sia concordandole che accogliendo le suggestioni e le proposte.
Il MINIMU ha un orario variabile, per rispondere alle richieste di scuole e famiglie, con esiti lusinghieri. Da tre anni infatti (2023, 2024, 2025) più di 200 giornate di apertura all’anno per oltre 740 ore, con 140 laboratori e 130 eventi, arrivando a più di 6000 ingressi l’anno. Dalla primissima infanzia alla Formazione Scuola Lavoro, dai Tirocini professionali agli Stage universitari. Coinvolgendo, assieme a bambine e bambini, giovani, adulti, genitori, nonni, pensionati, educatori e docenti.

Cosa succede nei laboratori
I partecipanti “giocano” ovvero accolgono regole, strumenti e materiali, interpretano proposte e condividono aperture e limiti.
Tracciare una linea sottile o marcata, collocarla in una superficie definita, ruotare il foglio e trasformare l’organizzazione, rileggere il proprio lavoro per accostarlo a quello degli altri in un nuovo insieme ed avere piacere nel farlo.
Formulare e costruire metafore, condividerle e frequentarle, per sostenere le urgenze e le suggestioni del quotidiano e della vita.
Dal segno alla campitura, dal filo al volume, dalla trasparenza all’ombra, dalla traccia per conoscere le forme al segno che si articola in modulo, dalle scelte compositive alle riorganizzazioni, dal gesto alla postura: per scoprire materiali e oggetti nelle qualità percettive e sensoriali.
Immaginare natura e funzione possibile, piuttosto che assecondare l’uso già definito di un oggetto.
Relazioni e legami
Dalle relazioni storiche con il mondo munariano, i Musei e i Children’s Museum, gli artisti e il mondo della scuola, la vita del MINIMU ha favorito e alimentato i legami con comitati e gruppi di famiglie, percorsi formativi e di ricerca, associazioni e amministrazioni per la condivisione di progetti anche in ragione dei Bandi, piccoli musei e passioni in crescita.
MINIMU partecipa a molti eventi (locali e internazionali): Horti Tergestini, Maggio dei Libri, ROSE LIBRI, BioEst, Giornata AMACI (per l’arte contemporanea), Festa della Donna, EMD (giornata Europea del Mare), Giornata Mondiale della Dislessia e G M dei Diritti (bambine e bambini).
Promuove il Maggio del MINIMU, Piccoli Musei si Espongono e le Mattinate al Museo e al Parco.
Relazioni speciali con Diritti&Storti (da tre anni sede dell’evento conclusivo), Progetto Nazionale Nati per Leggere (dal 2021 Presidio e Centro di Coordinamento Provinciale), con Oltre Quella Sedia aps (area del disagio) e cofondatore del Collettivo Marco Cavallo 2023 (per la salute fisica, mentale e sociale).

Lo sfratto: uno spreco di risorse
Dal 2020, ovvero da sette anni, pare che ERPAC (Ente Regionale Patrimonio Culturale) non abbia strumenti efficaci per valutare il senso della presenza del MINIMU nel Parco San Giovanni.
Qualsivoglia ordinata, e normata, visione del Parco, perseguita dalla Regione, andrebbe valutata manchevole se non riesce a giovarsi di una piccola realtà come il MINIMU.
Se una associazione di promozione sociale, dunque di volontari, riesce a tenere mirabilmente uno spazio per diciotto anni (li compiamo a novembre) significa che ha competenze, risorse, relazioni; significa che è capace di generare e ricevere metafore: dunque di contribuire in modo sostanziale allo sviluppo di una comunità e di un territorio.
La petizione: uno strumento civico
Quando alcune persone vicine al Mini Mu ci hanno proposto lo strumento della Petizione eravamo perplessi.
Ma la firma di persone che non vedevamo da anni, la testimonianza di bambini e ragazze che si rammaricavano di non avere ancora compiuto diciotto anni, ci ha convinto assieme alla necessità di coinvolgere ancora una volta l’Ente Pubblico negli effetti delle scelte programmate.
Di seguito la parte conclusiva della Petizione che abbiamo presentato il 14 aprile.
Chiediamo alla Regione Friuli Venezia Giulia:
- Di concedere più tempo per liberare i locali, prorogando la permanenza dell’associazione almeno fino alla fine di giugno, così da consentire il completamento dei progetti educativi già programmati con le scuole e di chiudere in modo ordinato le attività In corso.
- Di attivare con urgenza un percorso di collaborazione con Il Comune di Trieste per individuare uno spazio alternativo adeguato, che permetta al Mini Mu di continuare la propria attività e di non disperdere un’esperienza educativa costruita in quasi vent’anni di lavoro.
Siamo convinti che le istituzioni pubbliche abbiano il dovere di tutelare e valorizzare le esperienze culturali che generano valore sociale per la comunità. Il Mini Mu è una di queste.
Salvare il Mini Mu significa difendere uno spazio di creatività, educazione e partecipazione dedicato alle nuove generazioni. Chiediamo alla Regione Friuli Venezia Giulia di attivarsi con senso di responsabilità e spirito di collaborazione per trovare una soluzione che consenta a questa importante realtà di continuare a vivere.
Vicepresidente di Gruppo Immagine APS e coordinatore del MINIMU, Museo dei Bambini – Parco San Giovanni, Trieste


