
Tagliamento: la svolta buona?
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L’11 marzo scorso nella IV commissione consiliare a Trieste è accaduto un fatto importante, che non capita spesso nei paraggi di Piazza Oberdan.
È successo che nell’ambito di un’audizione chiesta dall’opposizione, in particolare dal nostro gruppo consiliare, sono stati presentati i risultati di uno studio sul Tagliamento realizzato dal Prof. Andrea Rinaldo, uno dei massimi esperti mondiali nel settore dell’idrologia.
Una figura che ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, fino ad essere insignito il 22 marzo 2023, dall’Accademia reale svedese, dello Stockholm Water Prize (comunemente noto come “Nobel dell’acqua”), assegnatogli «per il suo eccezionale contributo alla protezione dell’ambiente in senso lato e per aver scritto in modo illuminante su questo argomento».
La presenza del prof. Rinaldo, già significativa di per sé, è stata sorprendente anche per i contenuti che la sua relazione ha veicolato: in buona sostanza dalla sua relazione è emersa la necessità di rivedere le premesse e l’approccio alla progettazione delle opere di protezione idraulica nel bacino del Tagliamento. È stato illustrato in modo netto come negli ultimi decenni sia cambiato il modo di affrontare il tema della difesa idraulica, così come sono cambiati gli strumenti per analizzarlo e la sensibilità verso la tutela degli ecosistemi. Serve quindi una nuova modellazione idrologica, basata su strumenti di valutazione che fino a pochi anni fa non erano disponibili.
Il prof. Rinaldo ha sottolineato in più passaggi e in modo inequivocabile che vanno evitate opere controverse e non risolutive, che rischiano di compromettere il prezioso capitale naturale del fiume. L’audizione si è conclusa con le parole dell’Assessore Scoccimarro che ha chiarito che il percorso di definizione del Documento di caratterizzazione funzionale e ambientale del progetto per il bacino del Tagliamento (Docfap), già avviato, dovrà tenere conto della nuova modellazione e delle valutazioni del professor Rinaldo.
Quindi: in un’audizione chiesta dall’opposizione, un esperto di livello internazionale incaricato dalla Regione di esprimere in parere su come gestire la “questione Tagliamento” ha detto le stesse cose che dai banchi della minoranza stiamo dicendo da 8 anni e ha, in sintesi, smentito quanto affermato fino ad ora dalla Giunta regionale sulla traversa laminante di Dignano.
Ci auguriamo che, dopo questa audizione, gli interventi che saranno discussi all’interno del Docfap si basino su un equilibrato rapporto costi/benefici e sulla valutazione puntuale degli impatti ambientali. Auspichiamo che si segua la strada della mitigazione del rischio idraulico per le popolazioni rivierasche attraverso opere che determinino il minore impatto possibile sul corso naturale del fiume e si tengano in considerazione interventi nature based, capaci di gestire il rischio idraulico preservando l’integrità del fiume. È ciò che sosteniamo da tempo, fin da quando abbiamo chiesto il riconoscimento del Tagliamento come Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco.
Il Tagliamento se lo merita.
Segretario del Patto per l’Autonomia, movimento civico e territoriale che crede nell’autogoverno come strumento di innovazione politica, nel 2018 è stato eletto consigliere regionale, riconfermato nel 2023. Da sindaco del suo comune, Mereto di Tomba, ha avviato il Distretto di economia solidale del Medio Friuli. Imprenditore con una lunga esperienza nella cooperazione allo sviluppo, ha coordinato la campagna referendaria "Acqua bene comune" ed è stato tra i fondatori del Forum dei beni comuni e dell'economia solidale Fvg.
- Massimo Moretuzzo
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