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struzzo

Onde lunghe


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Impossibile non dire nulla su due avvenimenti, solo apparentemente lontani.

Da un lato la guerra nel Golfo Persico che, più di altre guerre pure in corso, fa scattare in avanti le lancette dell’Orologio dell’Apocalisse, quello che segnala dal 1947 il pericolo della “fine del mondo”. Siamo arrivati proprio in questo inizio del 2026 alla massima vicinanza dalla mezzanotte, dalla quale ci separano ora appena 85 secondi. 

Di fronte all’apparente impasse del tentativo statunitense ed israeliano di provocare il cambio di regime in Iran, alle attuali incertezze sugli esiti di un conflitto che si allarga, agli scenari globali che anche solo un pareggio militare farebbe immaginare, potrebbe crescere come mai prima la tentazione del ricorso alle armi del dottor Stranamore.

Senza dire degli impatti economici, finanziari, ambientali, climatici, che già ora il conflitto sta provocando, mettendo in fibrillazione tutto il mondo.

Dall’altro lato l’esito del referendum sulla “riforma della giustizia”. Un disegno politico che, anche al di là del merito delle questioni, era nato male e continuato peggio anche solo pensando alle scelte procedurali fatte per la sua approvazione parlamentare. In materia di riforma della Costituzione si interviene con un disegno di legge di iniziativa del Governo, nelle Aule parlamentari non si ricerca nessuna condivisione con le minoranze, si impone ai parlamentari della maggioranza il voto senza discussioni, emendamenti e modifiche di alcunchè.

Si vuole sperare allora che il significativo voto con cui si è espressa una chiara maggioranza abbia punito prima di tutto un metodo non di governare ma di comandare, praticato da questa maggioranza a tutti i livelli istituzionali. Resta ciò nonostante forte la necessità di indagare e capire i motivi profondi per cui una parte consistente e maggioritaria in Friuli si sia pronunciata per il Sì…

Sono comunque così naufragati tutti i disegni di grandi riforme costituzionali di questa maggioranza. Prima il regionalismo differenziato alla Calderoli bocciato dalla Corte Costituzionale, oggi la “riforma della giustizia” eseguita da Nordio, e, si può ritenere, sarà così anche per il “premierato” condito da nuove leggi truffa che bolliva in pentola.

Fra i motivi di questo voto, il cui merito specifico era di difficile piena comprensione per tanti, più di un commentatore richiama aspetti estranei alla politica nazionale. Prima di tutto che la versione attuale del nostro centrodestra era completamente appiattita sull’ammirazione per il Presidente Trump e per il suo stile di governo, i cui esiti si sono però manifestati prima con i dazi (illegittimi) a tutto il mondo e poi nella crisi iraniana. E poi i timori crescenti che stanno prendendo corpo sulle conseguenze di quel conflitto per il prossimo futuro sia delle politiche del governo che della vita quotidiana dei cittadini e delle comunità.

Se con il voto referendario c’è stato un buon risveglio dall’astensionismo dilagante di questi ultimi anni, c’è da sperare che ci sia al più presto anche un altrettanto ampio risveglio sulla necessità e possibilità di intralciare, rallentare, fermare l’inquietante ticchettio dell’Orologio della Mezzanotte. Proprio perché le cose si tengono e ci riguardano da vicino.

Elia Mioni
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Direttore editoriale del Passo Giusto

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