
A Dolina hanno votato il futuro del loro paese. E hanno vinto tutti
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C’è un momento in cui la democrazia smette di essere una parola astratta e diventa una lista di elementi concreti. E’ accaduto il 30 gennaio sera al teatro France Prešeren di Bagnoli della Rosandra. Bacheche informative nei borghi del Carso, tavoli da ping-pong nei parchi, fontanelle lungo i sentieri. Interventi che si toccano, si usano, che cambiano la giornata di chi abita queste colline e di chi viene a camminare tra le valli.
È stata la sera in cui Dolina ha proclamato i progetti vincitori del primo bilancio partecipativo del Comune: 85mila euro – l’uno per cento del bilancio comunale – lasciati nelle mani dei cittadini, che hanno potuto proporre come investire questi denari per il bene della collettività. Scegli tu cosa fare del tuo paese, poi lo facciamo davvero. Un esperimento finora poco esplorato in Friuli Venezia Giulia e perfino a livello nazionale. E che ha funzionato.
Trentasette idee per un territorio
Il percorso è iniziato l’11 giugno 2025, quando l’amministrazione ha lanciato la sfida: proponete voi. (Ne abbiamo scritto qui: https://ilpassogiusto.eu/a-dolina-un-esperimento-di-bilancio-comunale-partecipato/ ) E la risposta è arrivata da tutte le frazioni. Trentasette progetti per un valore totale di 441mila euro. Idee ambiziose, visioni diverse dello stesso territorio, desideri che raccontano cosa manca, cosa serve, cosa renderebbe migliore la vita quotidiana tra questi paesi.
Venti proposte hanno superato il vaglio tecnico ed economico dell’amministrazione e sono approdate al voto online, aperto a tutti i residenti attraverso una piattaforma certificata con SPID e Carta d’Identità Elettronica. Niente trucchi, niente brogli: una persona, un voto, trasparenza garantita. E il territorio ha risposto ancora, scegliendo i nove progetti che ora diventeranno realtà.

Cosa hanno scelto (e cosa racconta di loro)
I progetti vincitori sono stati presentati secondo l’ordine di gradimento emerso dal voto popolare, e vale la pena leggerli come una radiografia dei desideri collettivi.
Al primo posto, sei bacheche informative trilingui che racconteranno storia, tradizioni e sentieri nei centri storici di Dolina, Crogole, Caresana, Crociata e Bagnoli. Non semplici pannelli: installazioni dotate di QR Code che collegano il paesaggio fisico ai contenuti digitali, perché raccontare un territorio oggi significa intrecciare memoria e tecnologia.
Secondo classificato, un progetto che sembra minuscolo e invece dice molto: panchine, cestini e una fontanella pubblica per Caresana, Prebeneg e Crociata. Luoghi dove fermarsi, dove incontrarsi, dove sentire che lo spazio pubblico appartiene davvero a tutti. Terza posizione per altre sei bacheche metalliche, pensate per evitare affissioni selvagge con manifesti attaccati ovunque: spazi ufficiali per promuovere eventi culturali e sportivi tra Crociata e Crogole, dignità restituita agli arredi urbani.
La sicurezza stradale conquista il quarto posto: riqualificare il collegamento tra Šanca e il centro sportivo di Dolina significa proteggere i bambini che vanno a scuola e in palestra, significa recuperare un lavatoio storico trasformandolo in punto di incontro. Al quinto posto l’igiene ambientale: cestini e distributori di sacchetti per deiezioni canine disseminati in sette località lungo sentieri, parcheggi e fermate. Piccole attenzioni che rendono vivibile lo spazio condiviso.
Al sesto posto due tavoli da ping-pong in calcestruzzo per i parchi gioco di Aquilinia e Bagnoli. Non solo giochi per bambini, ma luoghi intergenerazionali dove ragazzi e adulti possano incontrarsi. Settimo posto per la fontanella pubblica a Bottazzo, punto strategico per chi cammina nella Riserva della Val Rosandra: un gesto di accoglienza verso chi attraversa questi territori.
All’ottavo posto altre cinque bacheche per San Giuseppe della Chiusa, Log, Francovez e Aquilinia. Chiude la graduatoria la valorizzazione del parco comunale di Aquilinia con altalena doppia, palestrina per ginnastica, tavoli con panchine e fontanella: uno spazio che cresce insieme alle generazioni che lo abitano. Il progetto è stato approvato parzialmente, dopo lo stralcio della parte relativa a terreni non comunali.
Un territorio che si riconosce
La mappa delle proposte racconta una partecipazione capillare. Sant’Antonio in Bosco, Hervati, Moccò, San Lorenzo, Bottazzo, Grozzana, Draga e Pesek hanno contribuito con il 19% delle idee. Dolina e Crogole con il 16%. Ma il dato più significativo è un altro: il 32% dei progetti riguardava l’intero territorio comunale. Sono stati in tanti a non pensare solo alla propria frazione. Hanno pensato al Breg, come lo chiamano loro, a questo lembo di Carso dove sloveno e italiano si mescolano da sempre.
Le categorie più rappresentate fotografano le priorità emerse dal basso: sicurezza e salute pubblica guidano con nove proposte (defibrillatori, videosorveglianza), seguite da spazi per la comunità, parchi giochi, ambiente e decoro urbano. Seguono accessibilità, sport e cultura. Nessuna imposizione dall’alto, nessuna agenda politica precostituita: solo bisogni autentici tradotti in progetti concreti.

Il sindaco: “Grazie per aver lavorato insieme”
“Siamo giunti alla conclusione della terza fase della prima edizione del bilancio partecipativo”, ha detto il sindaco Aleksander Coretti. “È stato un viaggio entusiasmante iniziato l’11 giugno scorso, che ha visto coinvolte tutte le frazioni del nostro Comune decise a collaborare al servizio del territorio. Grazie per l’aiuto, grazie per la fiducia, lo dico sinceramente, grazie per aver lavorato insieme a me e all’amministrazione comunale per il bene del nostro Breg”.
I progetti vincitori dovranno prendere forma entro 18 mesi dalla proclamazione. L’amministrazione ha già annunciato che il bilancio partecipativo non sarà un episodio isolato ma diventerà pratica permanente della gestione pubblica locale, con una nuova edizione in partenza nel 2026. E c’è di più: quattro tra i progetti proposti ma non vincitori saranno comunque realizzati dall’amministrazione al di fuori del bilancio partecipativo, perché un’idea buona resta tale anche se non vince.
Un modello da esportare
L’esperienza di Dolina potrebbe diventare riferimento per altri comuni della regione. Dimostra che anche i piccoli centri, pur avendo a disposizione meno risorse amministrative rispetto alle città più grandi, possono mettere in campo strumenti di democrazia partecipativa efficaci restituendo ai cittadini potere decisionale diretto su quote del bilancio pubblico.
Venerdì sera, al teatro di Bagnoli, sono stati in tanti ad applaudire progetti che diventeranno panchine, bacheche, fontanelle. Hanno applaudito l’idea che sia possibile decidere insieme. E forse, più di tutto, hanno applaudito sè stessi: per aver creduto che valesse la pena provarci.
Giornalista professionista ed esperta in comunicazione, si occupa di temi d'attualità, cultura, scienza ed economia per testate locali e nazionali, svolge attività di ufficio stampa e collabora a Le Guide di Repubblica su temi culturali ed enogastronomici.


